CAPRI – I due giorni di confronto e dibattito al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri, venerdì 30 sabato 31 ottobre, hanno quest'anno come filo conduttore il «Mediterraneo: dall'Europa al Golfo, la rotta verso nuovi orizzonti".
Sul tavolo le "tesi" che in avvio dei lavori ha esposto la padrona di casa, Federica Guidi, presidente degli "under 40" di Confindustria. Il Mediterraneo è stato nella storia un crocevia di scambi economici e culturali, ma anche di conflitti e di impressionanti migrazioni e adesso è minacciato dai cambiamenti climatici per l'aumento della temperatura delle sue acque.

Per Federica Guidi «la fine della Guerra fredda ha reso più largo l'Atlantico: il legame privilegiato che univa l'Europa e gli Stati Uniti non è più l'unico a condizionare rapporti e relazioni fra paesi». La promessa di crescita legata alle opportunità offerte da quest'area rischia di restare lettera morta, senza un progetto strategico per un Mediterraneo integrato. Le "tesi"dei Giovani Imprenditori invitano a guardare ai numeri: «L'Europa a 27 consta di 500 milioni di abitanti, la sua parte mediterranea 177 milioni, i Paesi delle sponde Est e Sud del Mediterraneo sono 237 milioni; per cogliere l'importanza e il peso del Mediterraneo basta saper contare».

Ritorno di fiamma del protezionismo
«Il nostro sogno – ha detto la Guidi – è che il Mediterraneo fra vent'anni sia un'unica, grande zona franca: senza dazi, senza barriere di natura non tariffaria alla scambio fra imprese di Paesi diversi». Ma se «il partenariato euro-mediterraneo è una nuova forza globale», di fatto siamo ancora lontani dalla creazione di una zona di libero scambio che il "processo di Barcellona" avviato nel 1995 prevedeva già per l'anno prossimo. «Nella prima metà del 2009 le misure per proteggere i mercati locali sono aumentate a livello mondiale del 31 per cento. Dobbiamo poi constatare che non c'è reciprocità: la tariffa media sui prodotti manifatturieri è del 3,5% per l'Unione europea, contro il 21,1% dei paesi mediterranei che pure già oggi sono nostri partner». La risposta alla crisi, dunque «ha visto l'utilizzo degli aiuti di Stato selettivi e spesso discriminatori, che hanno talvolta alimentato un ritorno di fiamma del protezionismo». La presidente dei Giovani Imprenditori ha chiesto «un percorso di supporto all'internazionalizzazione delle imprese, attraverso un uso appropriato e consapevole della leva fiscale. La risposta al fallimento degli aiuti "da Stato a Stato" sono gli aiuti "da società a società", intendendo con questa formula «sia lo scambio di merci, sia lo scambio di competenze, di idee, di tecnologie appropriate, di capacità produttiva».

Federica Guidi ha chiesto al governo «l'apertura di un tavolo straordinario» intorno al quale far sedere tutti i paesi del Mediterraneo, il sistema delle imprese, ambasciate e consolati, enti di assicurazione al credito e di investimenti all'estero, «con l'obiettivo di costruire un regime sostenibile di agevolazioni fiscali per chi fa trasferimento tecnologico nei Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo, unita a una forte e concertata azione diplomatica».

L'immigrazione
Per affrontare l'immigrazione, «la strada della chiusura non ha futuro, è evidente che tale fenomeno va accompagnato, gestito politicamente, per evitare costosi e preoccupanti effetti boomerang». Così ha proseguito la presidente dei giovani di Confindustria. «Un'Italia, un'Europa disgregate e ostili sarebbero poco attrattive, poco interessanti per tutte quelle donne e uomini di buona volontà che speriamo vengano, nei prossimi anni, ad arricchire il nostro capitale umano e a rendere più plurale, più bella e più viva la nostra società».

Ma al convegno di Capri, ovviamente, si parla anche della crisi, di tasse sulle imprese e di Irap, di Banca del Sud, di cultura del posto fisso e di flessibilità regolata. «Qualche timido segnale di ripresa c'è – ha detto in margine ai lavori Federica Guidi – segnali di cui «sarebbe sbagliato non tenere conto» e che «sarebbe auspicabile si consolidassero in fretta, per i primi mesi del 2010». E passando al tema delle tasse: «Ci auguriamo che in questo Paese si possa iniziare ad avere una pressione fiscale che si abbassa e bisogna trovare una copertura incidendo sulla spesa pubblica improduttiva; credo – ha spiegato – che siano almeno quindici anni che in questo paese si dice che la pressione fiscale è eccessiva. Quanto alla proposta del ministro dell'Economia Giulio Tremonti per un fondo con le banche di sostegno alle Pmi, la presidente dei Giovani Imprenditori ha aggiunto: «Tutto quello che aiuta le imprese in questo momento di difficoltà è assolutamente da sposare e accogliere con favore».

Tra gli interventi previsti nella prima giornata del convegno - in un ventaglio molto più ampio di ospiti - il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, il deputato Pd Walter Veltroni, Lorenzo Bini Smaghi del comitato esecutivo della Bce, il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Sabato mattina, apertura con il presidente della Camera Gianfranco Fini, a seguire, il vice ministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso. "Last but not least", il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Guidi: «Un progetto strategico per un Mediterraneo integrato» - Il Sole 24 ORE