Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
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    Predefinito Legge elettorale, è stallo: partiti divisi tra preferenze e premio di maggioranza



    Manca poco più di un anno al voto per il rinnovo del Parlamento, e una legge elettorale ancora non c’è. «Vorrei ma non posso». Questa iconica espressione sembra descrivere i colloqui tra le varie forze politiche. «Vorrei il proporzionale, ma non posso», affermerebbe la destra. «Vorrei le preferenze, ma non posso», starebbe dicendo la sinistra. Intanto al centro Calenda e Marattin auspicherebbero un ritorno al proporzionale per ridare centralità al ruolo del Parlamento. Conoscendo i tempi della politica, una domanda sorge spontanea: si voterà il nuovo Parlamento con un simil «Porcellum»? Stavolta in senso stretto, però. Nel dibattito sulla riforma della legge elettorale, i partiti italiani si muovono lungo una linea che divide due esigenze storicamente contrapposte: la governabilità e la rappresentanza. Da una parte c’è chi punta a costruire sistemi capaci di garantire maggioranze stabili e governi forti, dall’altra chi teme che un eccesso di semplificazione finirebbe per comprimere il pluralismo politico. Tra i più convinti sostenitori di un ritorno al proporzionale ci sono Azione e i Liberaldemocratici, che guardano con favore a un sistema meno legato alle coalizioni pre-elettorali e più centrato sul ruolo del Parlamento. L’idea, sostenuta in particolare da Carlo Calenda, è che le alleanze debbano nascere dopo il voto, sulla base di programmi condivisi, e non attraverso coalizioni costruite solo per vincere le elezioni. In questa impostazione, il proporzionale viene visto come uno strumento capace di rappresentare meglio le diverse culture politiche e di restituire centralità alle Camere.

    Una posizione simile, anche se con sfumature diverse, emerge nel campo del centrosinistra. Il Partito democratico appare diviso al proprio interno: una parte del partito guarda con interesse a un sistema più proporzionale e al ritorno delle preferenze, considerate utili per ridurre il peso delle segreterie nella scelta dei parlamentari; un’altra teme, invece, che una frammentazione eccessiva potrebbe riportare il Paese verso l’instabilità politica della Prima Repubblica. In ogni caso, il Pd contesta soprattutto il metodo scelto dalla maggioranza, accusata di voler legare la riforma elettorale al progetto del premierato senza un accordo condiviso. Su posizioni favorevoli al proporzionale si collocano anche il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. I pentastellati insistono sulla necessità di preservare il pluralismo e di evitare premi di maggioranza troppo forti, che rischierebbero di alterare il rapporto tra voti ottenuti e seggi assegnati. Verdi e Sinistra, invece, vedono nel proporzionale il sistema più adatto a rappresentare tutte le sensibilità politiche, criticando il bipolarismo forzato prodotto dai sistemi maggioritari.

    Nel centrodestra il ragionamento è diverso. Fratelli d’Italia spinge per una riforma collegata al premierato, con un impianto che potrebbe prevedere un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza e dall’indicazione diretta del capo del governo. L’obiettivo dichiarato è assicurare stabilità e consentire agli elettori di scegliere chiaramente chi governa. Lega e Forza Italia condividono la necessità di garantire governi più solidi, pur mantenendo attenzione agli equilibri territoriali e al ruolo delle forze moderate. Dietro il confronto tecnico sulla legge elettorale si nasconde, così, una questione più profonda: decidere su quale equilibrio debba puntare la democrazia italiana tra efficienza del governo e rappresentanza politica. Un dilemma che ciclicamente torna, ma a cui i leader preferiscono rispondere: «Vorrei cambiare la legge elettorale, ma come sistemo tutto poi?». Una domanda forte che le segreterie dei due maggiori azionisti in Parlamento prima o poi dovranno porsi per dare una risposta effettiva agli italiani e dire loro, una volta per tutte, con quale legge si recheranno alle urne.

    https://www.ilriformista.it/legge-el...oranza-513717/
    Voglio una rivoluzione colorata a Mosca

  2. #2
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    Predefinito Re: Legge elettorale, è stallo: partiti divisi tra preferenze e premio di maggioranza

    https://www.dagospia.com/campo-largo...ati-non-476080

    IL CAMPO LARGO HA UN ENORME PROBLEMA: L’ELETTORATO VOLATILE DEL M5S! – I PENTASTELLATI NON VOTANO I CANDIDATI DEL PD. VENEZIA, DOVE SOLO IL 24% DEI GRILLINI HA OPTATO PER IL DEM ANDREA MARTELLA, NON È UN CASO ISOLATO: ALLE REGIONALI CON I VOTI DEL MOVIMENTO AVREBBERO VINTO ORLANDO IN LIGURIA E RICCI NELLE MARCHE – NEL CASO IN CUI ELLY SCHLEIN SIA LA SFIDANTE DI GIORGIA MELONI NELLA CORSA A PALAZZO CHIGI, IL TIMORE AL NAZARENO E' CHE NON VENGA VOTATA DA UN PEZZO DI BASE 5 STELLE – FINORA CONTE SI E' TENUTO LE MANI LIBERE SU VARI TEMI (AD ESEMPIO L'UCRAINA), INVECE DEVE LANCIARE UN'OPERAZIONE DAL BASSO PER "INDOTTRINARE" IL SUO ELETTORATO, RIMASTO AL “VAFFA” DI GRILLO, A CREDERE NEL CAMPO LARGO E A COSTRUIRE UNA VERA ALLEANZA CON IL PD...
    _______________

    Elly Schlein è troppo giovane ed inesperta per fare il capo di governo. Secondo le 'regole' tradizionali è il partito della coalizione che ha preso più voti a proporre un proprio candidato e dunque sarebbe probabilmente il Pd a proporre il suo candidato. Ma se il Pd proponesse la Schlein sarebbe un errore per le ragioni sopra evidenziate. Se non si vuole 'cedere' la nomina a Conte il Pd vincente dovrebbe proporre un nome più concorrenziale rispetto a Conte, che non è certamente quello della Schlein. Il timore che se prima del voto la coalizione di opposizione scelga la Schlein come nome da proporre al Capo dello Stato come presidente del prossimo governo molti voti dei 5 Stelle verrebbero meno è reale, concreto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Legge elettorale, è stallo: partiti divisi tra preferenze e premio di maggioranza

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    https://www.dagospia.com/campo-largo...ati-non-476080

    IL CAMPO LARGO HA UN ENORME PROBLEMA: L’ELETTORATO VOLATILE DEL M5S! – I PENTASTELLATI NON VOTANO I CANDIDATI DEL PD. VENEZIA, DOVE SOLO IL 24% DEI GRILLINI HA OPTATO PER IL DEM ANDREA MARTELLA, NON È UN CASO ISOLATO: ALLE REGIONALI CON I VOTI DEL MOVIMENTO AVREBBERO VINTO ORLANDO IN LIGURIA E RICCI NELLE MARCHE – NEL CASO IN CUI ELLY SCHLEIN SIA LA SFIDANTE DI GIORGIA MELONI NELLA CORSA A PALAZZO CHIGI, IL TIMORE AL NAZARENO E' CHE NON VENGA VOTATA DA UN PEZZO DI BASE 5 STELLE – FINORA CONTE SI E' TENUTO LE MANI LIBERE SU VARI TEMI (AD ESEMPIO L'UCRAINA), INVECE DEVE LANCIARE UN'OPERAZIONE DAL BASSO PER "INDOTTRINARE" IL SUO ELETTORATO, RIMASTO AL “VAFFA” DI GRILLO, A CREDERE NEL CAMPO LARGO E A COSTRUIRE UNA VERA ALLEANZA CON IL PD...
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    Elly Schlein è troppo giovane ed inesperta per fare il capo di governo. Secondo le 'regole' tradizionali è il partito della coalizione che ha preso più voti a proporre un proprio candidato e dunque sarebbe probabilmente il Pd a proporre il suo candidato. Ma se il Pd proponesse la Schlein sarebbe un errore per le ragioni sopra evidenziate. Se non si vuole 'cedere' la nomina a Conte il Pd vincente dovrebbe proporre un nome più concorrenziale rispetto a Conte, che non è certamente quello della Schlein. Il timore che se prima del voto la coalizione di opposizione scelga la Schlein come nome da proporre al Capo dello Stato come presidente del prossimo governo molti voti dei 5 Stelle verrebbero meno è reale, concreto.
    il PD ha difficoltà a ingabbiare il M5S in un'alleanza e quindi farebbe di tutto, persino lasciare a Conte Palazzo Chigi, senza Conte al primo posto i grillini non votano

    lo si sapeva fin dall'inizio che le condizioni di Conte per fare il campo largo erano di lasciargli il primo posto, arde dalla voglia di tornare a Palazzo Chigi e diventare di nuovo il Giuseppi di Trump

    Pero' il PD deve trovare il modo di non perdere la faccia e quindi inizia a dire che Elly è troppo giovane, che non puo' fare la PDC perhcè deve occuparsi del partito e scuse varie


    ma sarebbe una disgrazia per i poveri italiani per le misure costosissime e dispendiose dei grillini, tipo i 500 euro per tutti e per il ritorno del mondo woke del PD
    questa gente deve stare all'opposizione, logorarsi e implodere perchè finamente nasca una sinistra degna di quetso nome

    Bisogna impedire al campo largo di vincere

  4. #4
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    Predefinito Re: Legge elettorale, è stallo: partiti divisi tra preferenze e premio di maggioranza

    La Legge elettorale a un anno dalle elezioni e con i sondaggi in mano e’ proprio un bel grattacapo per chiunque 🤣

 

 

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