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Discussione: L' Expo degli sprechi

  1. #1
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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: L' Expo degli sprechi

    'NDRANGHETA: DNA, SU EXPO 2015 INTERESSI SUPERIORI A PONTE

    Nell'analisi della Direzione nazionale antimafia sull'espansione della 'ndrangheta in Lombardia c'e' un punto che preoccupa piu' di tutti: l'Expo 2015. Gli investimenti in opere pubbliche, i conseguenti interventi finanziari e gli investimenti immobiliari mettono in moto interessi ''maggiori persino ipotizzabili dalla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina''.
    La relazione della Dna, del dicembre 2008, su questo aspetto (ripreso oggi dal 'Sole 24 ore') ha amplificato le preoccupazioni del sostituto della Dna Enzo Macri', il quale gia' il 14 giugno dell'anno scorso nel corso della presentazione del libro dell'allora presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione, a Tiriolo (Catanzaro), disse esplicitamente ''la vera capitale della 'ndrangheta e' Milano''.
    Oggi la relazione finale della Dna su questo specifico punto e' ancor piu' netta:''L'affermazione che Milano sia la capitale della 'ndrangheta quanto meno sotto il profilo economico finanziario non deve destare stupore ne' dare scandalo quasi che si fosse con tale definizione imbrattato un territorio immune da questo tipo di contaminazioni''.
    Proprio ieri e' stata decapita la terza generazione di storiche famiglie della 'ndrangheta calabrese attive in Lombardia con l'operazione 'Isola', coordinata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Monza e dalla Compagnia Carabinieri di Sesto San Giovanni, che ha portato a 20 arresti, di cui nove per associazione mafiosa. I reati più gravi contestati sono associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, tentato omicidio, estorsione.
    L'indagine era stata avviata oltre due anni fa nei confronti di una presunta associazione di tipo 'ndranghetistico, secondo l'accusa, radicata a Cologno Monzese. Le indagini hanno oggi portato al sequestro di armi (4 pistole ma da intercettazioni telefoniche è noto che l'organizzazione aveva a disposizione anche otto mitragliette leggere e un lanciarazzi) e denaro (100mila euro in banconote di grosso taglio). Ed è stato disposto il sequestro di beni mobili ed immobili e di attività imprenditoriali per un valore di oltre 10 milioni di euro. Nel corso dell'operazione sono stati inoltre compiute 18 perquisizioni a carico di altri indagati a vario titolo coinvolti nell'indagine, in domicili e sedi di imprese in provincia di Milano, Como, La Spezia, Bergamo ed Alessandria. Secondo quanto riferito dal colonnello Giuseppe Spina, comandante del Gruppo Carabinieri di Monza, le indagini sono partite dopo che nella notte tra il 3 e il 4 ottobre scorso, colpi di arma da fuoco vennero esplosi a Cologno Monzese contro l'abitazione e la Mercedes di Marcello Paparo, imprenditore nato a Crotone 45 anni fa e ritenuto il capo in Lombardia di un'organizzazione a cui facevano riferimento le 'ndrine Barbaro, Nicoscia, Bubbo e Arena, che in Calabria, e soprattutto a Isola Capo Rizzuto, si sono contese il territorio con decine di omicidi. Nel monzese, ha sottolineato il pm Venditti, le cosche Nicoscia e Arena ''vanno invece a braccetto per realizzare affari: infiltrazione negli appalti e gestione di imprese". La loro influenza si manifesta anche nei rapporti interni delle aziende che non si risolvono in contenziosi davanti al giudice del lavoro, ma con minacce. Due sono infatti gli episodi di tentato omicidio. Hanno riguardato il sindacalista Nicola Padulano, vittima di una spedizione punitiva il 15 settembre 2006 a Segrate, che gli procurò una frattura cranica, e l'impiegato di banca Roberto Rigola, ferito il 10 maggio 2007 a Melzo con un colpo di pistola al gomito solo perché scambiato con il suo vicino di casa e proprietario di un'auto simile, Giovanni Apollonio, vice presidente della cooperativa 'Rad', che era stata chiamata dall'Esselunga per lavori sul polo logistico di Viandrate. La sua colpa? Non aver ceduto a pressioni economiche di chi voleva acquisire la sua cooperativa indipendente. Paparo con il suo consorzio 'Ytaka', a cui si riconducono sei cooperative (P&P, Quality Log, Immobiliare Caterina, Work in Progress, Innovazione, La Logistica) era attivo soprattutto nel settore della logistica (facchinaggio, pulizie, piccoli trasporti, etc), dove cercava anche con la violenza - così è stato detto - di acquisire altre cooperative. E nel movimento di terra, settore libero da vincoli antimafia quando i contratti d'appalto non superano il 2%, che veniva gestito centralmente e i servizi imposti alle aziende che potevano averne bisogno. E' in questo ambito che la 'P&P' ha cercato di inserirsi in modo illecito, nel subappalto della Locatelli nei lavori per la tratta della Tav tra Pioltello - Pozzuolo Martesana.

    http://www.ansa.it/opencms/export/le...907425420.html

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: L' Expo degli sprechi

    Più che la mafia mi fa paura la Moratti.
    Con la sua smania di piazzare i suoi protetti e con la dichiarazione che l'expò farà da volano per incrementare la popolazione di Milano.:20:

    Di che ? .....di arabi:408:

    Milano come tutta la Padania dovrebbe vedere decrementata la popolazione di un terzo, altrochè expò, e edilizia residenziale

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: L' Expo degli sprechi

    http://milano.corriere.it/milano/not...61414743.shtml



    Basilio Rizzo: «Moratti costretta a presentarlo, una cosa da vecchio Pcus»

    Chiuso il bando delle nomine per Expo Stanca, doppio incarico e due stipendi

    L’ex ministro all’Innovazione, candidato dal sindaco, guiderà il Cda della Soge. Di Pietro: rischio mazzette


    MILANO - Due incarichi: quello di amministratore delegato e di vicepresidente. E due stipendi: quello della Soge e quello di parlamentare. Il via libera alla nomina di Lucio Stanca è atteso per dopodomani quando, in via Filzi (non nella sede di via Foscolo) si riuniranno le assemblee ordinaria e straordinaria della società di gestione dell’Expo.

    .....ecc ecc-----
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  5. #5
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    Predefinito Riferimento: L' Expo degli sprechi

    Ringrazio Lancelot per il contributo ed invito tutti a curare costantemente questo thread arricchendolo in maniera significativa attesa l'importanza dell'evento ed il suo epoca e disatroso inmpatto con la qualità di vita delle future generazioni di milanesi e lombardi tutti.

    Di concerto con Furlan, tolgo il 3d (insieme anche ad altri) dal rilievo, riservandolo ai soli tre che potrete visualizzare.
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  6. #6
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    Predefinito Riferimento: L' Expo degli sprechi

    Giusto per precisare l'ammontare degli stipendi


    http://milano.repubblica.it/dettagli...llexpo/1615109


    Manager d'oro, al deputato Stanca anche il maxi stipendio dell'Expo

    L'amministratore delegato della società Expo, che spera in uno stipendio di 500mila euro che potrebbero salire a 700mila con indennità variabili, resta deputato. Niente dimissioni e doppio incarico.

    di Giuseppina Piano


    Doppia poltrona per Lucio Stanca: l´amministratore delegato della società Expo, che spera in uno stipendio di 500mila euro che potrebbero salire a 700mila con indennità variabili, resta deputato. Niente dimissioni e doppio incarico. Almeno fino a quando la giunta per le elezioni di Montecitorio non accerterà e dichiarerà che le due poltrone sono «incompatibili». Un esame che però impiegherà mesi per arrivare a compimento. Se non addirittura un anno.

    Nel frattempo Stanca potrà serenamente dividersi, quanto a impegno e stipendio, tra Camera e Expo. Riparte da qui, l´Expo 2015 spa che dovrà gestire i cantieri a Rho-Pero e i sei mesi di apertura dell´Esposizione universale. Un 2015 che continua a far discutere a prescindere dalla paralisi societaria. E c´è anche la campagna elettorale che invita a non fare complimenti. E così, in tema, ecco Antonio Di Pietro spedire foschissime profezie su tutta l´operazione 2015: «L´Expo non è ancora cominciata, ma arriveranno prima le mazzette e poi l´Expo».

    Ma al di là delle sparate tra i due schieramenti, arriva l´ora di far partire davvero la spa. E gli stipendi diventano d´oro, raccontano informatissime indiscrezioni. Dove non si manca di sottolineare il paradosso: i 500mila euro che Stanca avrà assicurati e le indennità variabili aggiuntive porterebbero a quella cifra (700mila euro) che fu negata a Paolo Glisenti, il fedelissimo del sindaco Moratti. Fu proprio quella la carta che ministero del Tesoro e partiti usarono per bloccare la nomina del braccio destro del sindaco. Il rigorismo arrivò a quantificare in soli 170mila euro i compensi per tutti i cinque consiglieri d´amministrazione (50mila per la presidente Bracco, 30mila per gli altri).

    Si disse che per l´amministratore delegato doveva pronunciarsi la Corte dei conti. Costretta la Moratti a far dimettere Glisenti, ecco che i compensi negati allora verranno concessi al manager scelto personalmente da Berlusconi. Nel frattempo, Lucio Stanca ha già fatto sapere a molti che lui a dimettersi da deputato non ci pensa proprio. Sostenendo che non c´è incompatibilità tra le due poltrone. E comunque l´unico organo che può stabilirlo è la giunta per le elezioni della Camera, che ancora sta esaminando i dubbi di compatibilità sui deputati eletti un anno fa. Tutto previsto, si dirà adesso. Tutto secondo programma con la Moratti che, ironia della sorte, ha dovuto essere anche quella che formalmente indicherà Stanca come sostituto di Glisenti.
    (07 aprile 2009)
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    Post Riferimento: L' Expo degli sprechi

    Expo, Stanca guadagnerà 480mila euro
    "Lasciare la Camera? Per adesso no"


    Il rappresentante della Provincia, Enrico Corali, ha votato contro la duplice nomina di Stanca a vicepresidente e amministratore delegato. Penati: "Un emolumento scandaloso"
    di Alessia Gallione


    Dopo un anno di scontri per le poltrone e paralisi parte la società che dovrà gestire i soldi e i cantieri di Expo. E parte nel nome di Lucio Stanca, l´ex ministro dell´Innovazione del governo Berlusconi, che lo stesso premier ha voluto al posto del fedelissimo di Letizia Moratti, Paolo Glisenti, alla guida della macchina operativa che condurrà Milano verso l´Esposizione universale del 2015. Il manager è stato nominato amministratore delegato e vicepresidente della spa Expo, ma le polemiche che hanno accompagnato la sua designazione continuano. Con il centrosinistra all´attacco per il doppio incarico di ad e parlamentare e per lo stipendio che riceverà: da un´ipotesi iniziale di 700mila euro circolata nei giorni scorsi, il cda - contrario il rappresentante della Provincia, Enrico Corali - ha votato una cifra fissa di 300mila (330 con il compenso da consigliere), più 150mila euro in base ai risultati raggiunti.

    A protestare, però, era stata anche la Lega e a far scendere la quota sarebbe stato un intervento di Umberto Bossi, che avrebbe convinto Silvio Berlusconi della necessità di riequilibrare le richieste economiche. Cerca di rimettersi in moto, la locomotiva Expo. E il sindaco-commissario straordinario per Expo, Letizia Moratti, propone «una consultazione cittadina, perché è necessario il coinvolgimento più ampio possibile sulle scelte». La società, che dal primo aprile non ha neanche più una sede, deve recuperare il ritardo. Lo stesso Stanca non nasconde le difficoltà: «Devo creare una società che non esiste». Anche se rassicura: «Si è perso qualche mese ma non vedo criticità particolari». Il nuovo ad ha definito l´emolumento «molto al di sotto rispetto a quanto poteva essere consentito dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri». Sui poteri: «Ho ottenuto un´ampia autonomia gestionale, nel rispetto delle prerogative del cda».

    Per ora non si dimetterà da parlamentare: «Sarà la Giunta delle elezioni di Montecitorio a decidere se esiste incompatibilità. Se non ci sarà sono disponibile a dimettermi nel momento in cui mi accorgessi che davvero esiste un conflitto sui tempi, ma un ad si giudica dai risultati». L'assemblea dei soci (il governo ha il 40 per cento delle quote, Regione e Comune il 20, Provincia e Camera di Commercio il 10 per cento) ha ricapitalizzato la spa con 10 milioni di euro. Nel board è entrato il presidente delle Province lombarde, il leghista Leonardo Carioni: ha preso il posto di Angelo Provasoli, l´ex rettore della Bocconi che è diventato il nuovo presidente del collegio sindacale.

    La posizione più dura sulla doppia nomina di Stanca arriva dal presidente della Provincia, Filippo Penati: «Percepirà un emolumento di 480 mila euro, che si aggiunge a quello da parlamentare. È semplicemente scandaloso». Il deputato pd Vinicio Peluffo depositerà un ricorso sull´incompatibilità dell´ad alla Giunta per le elezioni e al Comitato per l´incompatibilità della Camera: «È assurdo che a svolgere compiti così delicati sia un deputato che potrà dedicarvisi solo nel fine settimana».

    (10 aprile 2009)

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    Unhappy Riferimento: L' Expo degli sprechi

    Il trionfo dei conflitti di interesse

    La missione dell'Expo è stata fin qui svilita in una assurda guerra di potere e di poltrone
    di Roberto Rho


    Trecentosettanta quattro giorni dopo la vittoria di Parigi - quando batté la non irresistibile concorrenza di Smirne - Milano ha la sua società di gestione dell´Expo. Ci sono voluti dodici mesi di trattative, spesso litigi, qualche volta vere e proprie faide nel centrodestra, per mettere insieme i cinque nomi del consiglio di amministrazione. ul nobile tema scelto dal sindaco Letizia Moratti per conquistare il consenso internazionale -"Nutrire il pianeta, energia per la vita" - nessuno ha più speso una parola, fin qui, né tantomeno elaborato un progetto, consultato un´università, commissionato uno studio.

    In compenso si è parlato tantissimo di investimenti, infrastrutture, padiglioni, grattacieli, hotel e centri commerciali. Senza che vi sia la certezza che per la realizzazione di tutto ciò ci siano effettivamente i soldi, giacché tutto quello che ha ottenuto la Moratti è che il Cipe recepisse una lista di opere da finanziare, in futuro. Insomma, quella che a tutti - a destra e a sinistra, al governo Prodi di allora, a quello attuale di Berlusconi, fino alle amministrazioni locali - è sembrata fin dal principio una straordinaria opportunità per riflettere su un tema epocale come la nutrizione del mondo, per offrire a Milano, all´intero Paese una grande vetrina internazionale, e a Milano in particolare di ripensare e ridisegnare un progetto di città all´altezza con le metropoli europee, è stata fin qui svilita in una assurda guerra di potere e di poltrone.

    Il risultato di tutto ciò è un assetto di gestione dell´evento tutt´altro che ideale. Al timone c'è Lucio Stanca, scelto dal premier e rispettosamente nominato dagli azionisti. Tra le polemiche: Stanca, infatti, non ha alcuna intenzione di dimettersi dal Parlamento (è deputato Pdl alla Camera) fino a che la giunta di Montecitorio non avrà deciso sull´incompatibilità dei due incarichi. Incompatibilità che - quand´anche formalmente controversa - è nella sostanza evidentissima: Milano e l´Expo hanno bisogno di un manager a tempo pieno, capace di mettere in moto una macchina che già in partenza si muove con un anno di ritardo. Quale dei due impegni sacrificherà, l´onorevole Stanca?

    E poi c´è la questione dello stipendio, che pure ha scatenato polemiche ed è la ragione per cui la Provincia di Milano ha votato contro la nomina: 480mila euro, tra retribuzione e bonus. Che se confrontati con i milioni di euro dei banchieri non sono molti, che sono qualcosa meno di quanto inizialmente previsto, ma sono parecchio più di quello che le leggi vigenti - derogate ad hoc dal decreto con cui Berlusconi fissa i criteri di governance dell´Expo - e forse anche il buon gusto avrebbero suggerito in una stagione come questa.

    Quanto a buon gusto, Stanca sarà del resto in buona compagnia. La società Expo 2015 era e resta presieduta da Diana Bracco, che è stata a lungo ed è ancora per qualche mese presidente degli industriali milanesi. Dunque, in patente conflitto di interessi: il massimo rappresentante degli interessi privati guida la società che dovrà gestire miliardi di euro pubblici, da distribuire tra le imprese (private) che costruiranno strade, metropolitane, padiglioni, residenze. E che le aziende private hanno già scatenato una vera e propria caccia all´affare, intorno all´area dell´Expo, la Bracco non può non saperlo: la giunta di centrodestra di Rho, il comune dove ha sede la Fiera, ha già detto sì al cambio di destinazione d´uso di un´area industriale, di proprietà del gruppo Bracco, a cinque minuti di auto dai padiglioni espositivi. Dove c´era un´azienda di profumi saranno costruiti un hotel e un centro commerciale.

    (10 aprile 2009)

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  9. #9
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