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  1. #1
    Patrie dal Friul
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    Predefinito LA LETTERA di ROBERTO CASTELLI (5 agosto 2004)

    "Siamo noi a sentirci offesi
    i francesi pensino a Battisti"


    Con questa lettera il Guardasigilli replica al ministro dell'Interno Pisanu dopo la sua risposta al
    direttore di Le Monde Colombani

    Caro Beppe, trovo estremamente antipatico, interloquire su esternazioni dei colleghi, ti chiedo pertanto di perdonarmi, se mi trovo costretto a farlo nei tuoi confronti. Mi riferisco al tuo intervento di ieri in risposta all'articolo del direttore di Le Monde su La Repubblica.

    Riassumo brevemente i fatti per chi non li avesse seguiti. Monsieur Colombani ha un figlio, di origine indiana e quindi, dice lui, da ben cinque anni, e cioè da quando ha 15 anni è sottoposto, ogniqualvolta arriva a Venezia, a pratiche vessatorie da parte dei Carabinieri a causa, bien sûr, del fatto che è scuro di pelle. Di qui la solita tiritera: poliziotti razzisti ma soprattutto cretini. E sì, perché è così che ci vede il nostro amico francese. Soprattutto cretini. Mi aspettavo che il sindaco di Venezia non sentisse il bisogno di spendere una parola in difesa dei carabinieri della sua città, ma francamente non mi sarei aspettato che un ministro della Repubblica italiana raccogliesse questa provocazione fatta da un privato cittadino, ma soprattutto non mi sarei mai aspettato che sentisse il bisogno di scusarsi. Cerco di articolare il perché.
    Primo: l'episodio quasi certamente è casuale e quindi le considerazioni addotte prive di fondamento. Lo dice l'autore stesso della lettera. I carabinieri hanno perquisito dei bagagli e hanno fatto domande. Ciò, per quanto ne so, viene fatto su precise istruzioni, dato il momento particolarmente critico per quanto riguarda terrorismo e traffico di droga.


    Fino a prova contraria, sono certo che essi hanno agito con professionalità e cortesia, come chiunque può verificare in un qualsiasi aeroporto italiano.
    Pertanto è da presumere che abbiano fatto solo il loro dovere, come nei confronti di qualsiasi altro passeggero. Da ministro del governo sento il dovere di difenderli e sento il dovere di chiedere io le scuse nei loro confronti a chi li tratta da razzisti e cretini solo perché cercano di svolgere il loro dovere, che è quello, per l'appunto di effettuare controlli sui passeggeri. Certo un errore l'hanno fatto. Si sono permessi di disturbare il rampollo di un maître a' penser della gauche francese. Come osano questi italiens? Questi "macaronì". Ai suoi augusti occhi ciò è una vessazione, mostrare il bagaglio del figliolo comporta "umiliazione e sconvolgimento profondissimo".

    Secondo: costui dice di amare l'Italia. Può darsi ma di sicuro non ama gli italiani, soprattutto se non la pensano come lui. Vediamo infatti cosa dice a proposito dell'Italia un editoriale di Le Monde non firmato e pertanto riconducibile al direttore in cui difende l'écrivain Battisti: "Enfin l'écrivain italien a été jugé par contumace... sans preuves définitives... e sans possibilité de recours, autant de circostaces en contradiction évidente avec la Convention européenne des droits de l'Homme". Avete capito bene. Battisti non è un assassino, ma un écrivain giudicato e condannato da tribunali che hanno stravolto i fondamenti del diritto. Questa è l'idea che costui ha dell'Italia. Un Paese con giudici da terzo mondo e forze dell'ordine razziste e cretine.

    No davvero scuse non mi sento di avanzare a chi cerca di accreditare, lui sì razzista, un'immagine così distorta del nostro Paese. Prevedo che il solito trinariciuto cercherà di strumentalizzare ciò che dico dipingendolo come un attacco alla Francia e ai francesi. Minime. Amo quel Paese e ne approfitto per dichiarare tutto il mio apprezzamento per il governo francese e soprattutto per il ministro Dominique Perben che ha avuto la forza ed il rigore morale per applicare, loro sì, fino in fondo la dottrina Mitterand sfidando le ire di personaggi influenti come Colombani. Ma l'episodio presenta l'occasione per articolare un ragionamento più vasto.

    La domanda è: perché da parte di molti esponenti della Cdl si sente il bisogno di giustificarsi sempre per le critiche della sinistra? Nel caso in discussione perché subito si è sentito il bisogno di dire: "Per carità non siamo razzisti, se abbiamo fatto qualcosa di male ce ne scusiamo", accettando la versione fornita e cioè che, veramente, i carabinieri si sono comportati da razzisti e da cretini?

    Io credo che ciò sia dovuto ad una sorta di complesso di inferiorità che purtroppo ancora oggi dilaga nei confronti della cultura di sinistra, peraltro speculare a quello di superiorità che affligge la gauche nostrana. Nel Paese e in Parlamento si incontrano a decine individui di bassissima levatura, che, per il semplice fatto di essere di Sinistra, si sentono dei padreterni. Per quanti sforzi faccia non riesco a sentire il bisogno di accreditarmi a sinistra. Cosa ha prodotto la cultura di sinistra se non legioni di esseri umani che, incapaci di affrontare i loro problemi, chiedono allo Stato di farlo? Cosa ha prodotto il materialismo storico se non gulag, fame e miseria?

    E' vero, costa fatica opporsi al pensiero unico europeo di cui certamente monsieur Colombani è un campione. Ma se pensiamo che le nostre idee, la nostra politica sono giuste abbiamo non solo il diritto ma il preciso dovere di farlo. Questo campione della cultura oggi dominante in Europa, filoislamica, antisemita anticristiana, globalizzatrice, massonica ha dimostrato con la sua lettera con quale animo guarda gli italiani e chi non la pensa come lui. Allora caro Beppe unisciti a noi e non giustificarti con costoro che ci odiano e ci ritengono dei minus habens. Ma soprattutto mi rivolgo agli intellettuali di destra oggi troppo silenti. Battete un colpo. Non lasciate la Fallaci a combattere da sola.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Da spettacolo.

  3. #3
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    Un po' di italionate che fanno venire al prurito, così come il riferimento finale alla Fallaci. Però nel complesso è un'ottima mossa da parte di Castelli. Che io sappia è uscita sulla Repubblica e su Libero (in prima): altri quotidiani ne parlano?
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  4. #4
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    1) E’ incontrovertibile che i rappresentanti delle forze dell’ordine, in generale, non irraggiano brillantezza né acume.
    2) Che il tizio non ami gli italiani dovrebbe essere un problema che non tange il ministro leghista di cui ho apprezzato i saltellamenti in occasione della manifestazione dei giovani a roma.
    3) Per chiunque sia stato in un aeroporto è un fatto che chi ha tratti somatici arabi o asiatici subisce controlli più rigorosi. Mi pare il minimo, ci mancherebbe.
    4) Esiste una cultura di sinistra, che non condivido ma che comunque c’è. Non esiste una cultura di destra, tranne quella liberale alla quale però si riferiscono rappresentanti di entrambi gli schieramenti. I piagnistei in questo senso sono inutili e fuori luogo. Comunque, anche in questo caso, la questione non dovrebbe preoccupare il ministro leghista.
    5) Per quanto riguarda il direttore di Le Monde, potrebbe tranquillamente andare a farsene in ****, pensare ai ***** suoi e del suo paese, il tutto in allegra compagnia di Pisanu e, a questo punto, anche di Castelli. Apprezzamento invece al sindaco di Venezia che alla questione ha dato il giusto rilievo fregandosene altamente.

  5. #5
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    Poichè le forze di polizia (caramba inclusi) non eseguono controlli secondo regole proprie ma di esclusiva emanazione del ministero dell'interno, Beppe Pisanu non doveva scusarsi per il comportamento "cretino" dei suoi carabinieri, ma assumersi in prima persona ogni responsabilità ed eventualmente dimettersi per incapacità.
    Fa ridere che per difendere l'onore dell'Arma debba intervenire il ministro della giustizia anzichè il "ministro dell'Arma" Beppe Pisanu.

    Più sono fratelli d'itaglia, più sono fratelli coglioni!

  6. #6
    Padania libera dai padioti
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    Predefinito

    Ma insomma, perchè Castelli dovrebbe rinunciare all'occasione di mostrare a tutti quanto è idiota uno come Pisanu.

    Il riferimento alla Fallaci è un pò discutibile, ma effettivamante vale la pena di lasciare sola una pseudo-intellettuale come la Fallaci che magari rischia anche di fare bella figura ?

  7. #7
    Patrie dal Friul
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    Predefinito L'unita'

    In origine postato da Stonewall
    Un po' di italionate che fanno venire al prurito, così come il riferimento finale alla Fallaci. Però nel complesso è un'ottima mossa da parte di Castelli. Che io sappia è uscita sulla Repubblica e su Libero (in prima): altri quotidiani ne parlano?

    Ne parlano, ne parlano

    Ecco cosa dice il giorno dopo quel Giornaletto de L'unita'




    Si scrive Lega si legge cultura fascista


    La lettera inviata ad alcuni giornali dal ministro Castelli - nella quale viene insolentito il direttore di "Le Monde" - assomiglia moltissimo all'aggressione verbale (e quasi fisica) compiuta la settimana scorsa da alcuni parlamentari della Lega Nord contro la giovane Chiara Moroni, deputata socialista. E assomiglia alle invettive contro gli immigrati, i non-sposati e i mendicati, lanciate dal ministro Calderoli e dal consigliere lombardo Boni. Castelli, Calderoli, Boni sono tutti dirigenti della Lega. Questi episodi sono l'espressione di una cultura politico-ideale basata sulla difesa arcigna del proprio branco, e sull'odio per lo straniero, o per il diverso, o per il dissidente, o per l'ospite. E' una cultura politica che trae origine dagli istinti primordiali dell'essere vivente, che nell’epoca moderna, in gran parte, sono stati superati dallo sviluppo della civiltà umana, dal diffondersi delle sue grandi religioni, dei sistemi filosofici, dalla modifica del senso comune. Le due scuole di pensiero che più hanno contribuito, in occidente, al superamento di quegli istinti feroci e un po' animaleschi, sono state la scuola cristiana e l'illuminismo francese. Chissà che tanto odio anti-francese, che in questi ultimi anni sta dilagando nella destra internazionale, non sia in qualche modo legato al rabbioso rifiuto dell'illuminismo.

    La lettera di Castelli non ha una struttura molto complessa. Una volta rimesse in ordine le frasi, trovato un accordo tra verbi plurali e sostantivi singolari, intuite a senso alcune proposizioni anacolute o incompiute (se Castelli rileggesse la sua lettera attentamente, con l'aiuto di un buon insegnante delle elementari, capirebbe forse il perché di quel senso di inferiorità culturale che ha riscontrato con disappunto in ampi settori della destra italiana…) ci si accorge che i concetti espressi dal ministro sono solo tre. Piuttosto chiari. Primo, il signor Colombani (cioè il direttore di "Le Monde") mente quando sostiene che suo figlio - di origine indiana e di carnagione scura - è stato varie volte maltrattato all'aeroporto di Venezia, dalla polizia di frontiera, per motivi probabilmente razzisti e xenofobi. Secondo, se anche non mentisse, poco male, visto che "Le Monde" ha sostenuto una campagna contro l'estradizione dello scrittore Cesare Battisti accusato (e condannato) dai tribunali italiani per omicidio. Le accuse di scarso garantismo contro i tribunali italiani sono ben più gravi e razziste delle perquisizioni della polizia, decise in base al colore della pelle. Terzo concetto, in Europa prevale una cultura islamica, anticristiana, antiebraica e massonica che va rovesciata. E quindi non bisogna chiedere scusa per eventuali vessazioni razziste, è bene invece pretendere che siano i vessati a chiedere scusa a noi per averci sospettato di razzismo, mentre noi razzisti non siamo (tutt'al più ce l'abbiamo con le razze inferiori o con gli islamici, o con i sospetti islamici: tutto qui).

    Questo terzo concetto, esposto con molta veemenza, contiene una fortissima polemica con il ministro dell'Interno Beppe Pisanu, che invece - con la sua usuale beneducazione - aveva chiesto scusa al direttore di "Le Monde" per il comportamento della polizia italiana.

    A questo punto archiviamo la lettera del ministro Castelli e la sua polemica un po' scombiccherata? Facciamolo pure. Però prendiamo atto del fatto che la Lega costituisce un problema politico serio in questo paese. Le Lega ha una cultura che assomiglia molto, nelle sue ragioni e nelle sue pulsioni essenziali, alla vecchia cultura fascista. Il fascismo fu la soluzione reazionaria e incivile scelta da una parte della borghesia europea, negli anni venti e trenta, per rinsaldare il proprio potere in una fase della storia caratterizzata dal dilagare dell'industria fordista e dal crescere dell'influenza del movimento operaio e delle classi subalterne. Il leghismo è qualcosa di analogo. E’ un'idea di reazione al nuovo, alla globalizzazione, alle grandi migrazioni e alle rivendicazioni di milioni di persone, ed è un'idea che si realizza mettendo al primo posto la difesa di un diritto collettivo specialissimo: il privilegio di gruppo. Il privilegio dell'occidente, il privilegio del nord, il privilegio del ceto medio alto, il privilegio del commerciante o dell'industriale, il privilegio del padano. Per difendere questo privilegio, e impedire una dispersione delle ricchezze, occorre respingere il diverso, il povero, lo straniero, il migrante, il non-cittadino. Chiudersi nel fortino del benessere e resistere all'assedio, facendosi forti dei più radicati sentimenti anti-solidaristi che sonnecchiano sempre in alcuni angoli della società. Perché questi sentimenti possano vivere e svilupparsi, occorre un ambiente dove non entri la cultura moderna (bollata come massonica, illuminista o addirittura aperta all'islam e all'Africa). Perché quella cultura rischia di uccidere l’egoismo sociale.
    Questo tipo di fascismo del 2000 non è solo italiano. C'è in tutti i grandi paesi occidentali. In alcuni si maschera da cristianesimo tradizionalista (ma francamente ha pochissimo a che fare col cristianesimo), per esempio in America; in altri no, non si dice cristiano anzi esalta le proprie radici pagane e talvolta naziste. Qual è la differenza tra noi e gli altri grandi paesi dell'Occidente? Da noi questo fascismo moderno è al governo. Solo da noi. Le grandi destre europee (al potere o all’opposizione) si sono collocate a distanza di sicurezza, non accettano di mischiarsi in nessun modo (vedi Chirac). Da noi invece la destra liberale ha accettato il patto con la Lega e su quel patto ha costruito la casa delle libertà. E' un problema immenso. La destra crede di poterlo aggirare con un po' di diplomazia e un po' di furbizia. Sbaglia. I nodi stanno venendo al pettine, come si vede in questi giorni, e sono sempre più intrecciati, sempre più dolorosi da sciogliere. Lo vedremo a settembre, quando si discuterà di federalismo e verrà messo in discussione il patto di unità e di solidarietà nazionale. Vanno tagliati via con le forbici, questi nodi. Bisogna scegliere: Pisanu o Castelli? Costa tagliarli con le forbici, costa soprattutto a breve, in termine di voti. Ma rende. Fa acquistare un patrimonio di credibilità, e alla lunga la credibilità vale più di un fardello di voti.
    -------------------------------------------------------------------------------


    .............................parte 2

    E' il mendicante ora a disturbare i leghisti


    Manette agli accattoni, a chi simula malattie, menomazioni o altre sventure «per destare pietà» e spillare soldi per la strada agli indifesi cittadini dal cuore tenero. Eccola qui l’ultima geniale trovata partorita dalla fervida fantasia legislativa agostana di una mente leghista.
    Tutto vero. Il capogruppo della Lega Nord al consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, ha depositato infatti un progetto di legge che prevede nientemeno che l’arresto immediato per chi simula deformità, malattia o utilizza altri mezzi «fraudolenti» per destare pietà.

    Il progetto di legge leghista sarebbe stato avanzato sull’onda emozionale della scoperta a Milano del fenomeno degli anziani, soprattutto rumeni, costretti all'accattonaggio ai semafori. «Nonostante l'inchiesta - spiega con malcelato orgoglio l’ideatore del testo di legge, Davide Boni - che, un paio di mesi fa, portò alla scoperta di un racket delle elemosine che costringeva i cosiddetti “nonni-barboni”, di origine romena, all'accattonaggio ai semafori, il fenomeno delle persone anziane ferme agli incroci delle vie milanesi ad elemosinare, non accenna a diminuire. Non è difficile, purtroppo, anche in questi giorni agostani, imbattersi in persone anziane, probabilmente di origine extracomunitaria, ferme per parecchie ore, anche sotto il sole, a mendicare agli automobilisti di passaggio».

    «Anche in questi casi - continua Davide Boni - il buonismo non porta da nessuna parte, se non quella di incoraggiare la delinquenza a continuare in questo tipo di sfruttamento. In altri paesi non troppo lontani, come la Svizzera, l'accattonaggio è praticamente impossibile per il fatto che la legge elvetica prevede l'arresto immediato per chi viene sorpreso a mendicare».

    Insomma, se la pietà stimolata artificialmente è troppo persino per i solidi stomaci lumbard, cosa c’è di meglio di un bel paio di manette tintinnanti? «Per ridare dignità alle nostre strade e stroncare questo genere di criminalità - conclude Boni - occorrono quindi norme più severe che permettano alle forze dell'ordine di intervenire efficacemente. A tal fine abbiamo depositato un progetto di legge che prevede, fra le altre cose, l'arresto immediato per chi simula deformità, malattia o adopera altri mezzi fraudolenti per destare pietà». E anche questa è bell’e fatta. Il senso pratico lombardo, quando serve, salta sempre fuori e tutti i problemi si risolvono con l’intervento dei gendarmi con i pennacchi e con le armi.
    Inevitabile, però, che questa balzana idea susciti, oltre alla facile ilarità, anche la forte disapprovazione da parte di chi sa che le manette non hanno mai risolto un problema che ha origini sociali: «Speriamo che la proposta della Lega sia un colpo di solleone, nonostante le piogge che investono la Lombardia - ironizza infatti Livia Turco, responsabile delle politiche per il welfare dei Ds - di fronte all'aumento della povertà nel nostro paese ci aspetteremmo risposte di tutt'altro tono da chi governa».
    Già, perché suo malgrado, anche Davide Boni rappresenta una forza politica di governo, sia in Lombardia che in Italia. «È sconcertante - aggiunge Livia Turco - che i gravi problemi della povertà vengano affrontati in questo modo. Sarebbe amaro constatare che in questa maggioranza non c'è limite all'indecenza».

    E invece, a quanto pare, quel limite non si vede. Sono targate Lega, dopo tutto, anche tutte le proposte più stomachevoli (ma anche irrealizzabili o più semplicemente idiote) che hanno fatto irruzione sulle cronache degli ultimi anni: dall’idea di usare i proiettili di gomma contro gli immigrati a quella di schedarli attraverso le impronte dei piedi, dal «rombo del cannone evocato da Umberto Bossi in persona per fermare la carrette del mare cariche di disperati ai raid a colpi di disinfettante dell’ariano Borghezio per ripulire i treni a suo giudizio “sporcati” dalle schiave del sesso nigeriane. Naturalmente a Borghezio non è mai venuta in mente una crociata per salvare i treni dagli ultras dell’Atalanta, prima di tutto perché quelli menano e poi perché vuoi mettere il fastidio che provoca uno straniero? E a ben guardare, anche questa volta, nella crociata contro i mendicanti l’elemento xenofobo non manca.

    Anche il deputato dei Verdi Paolo Cento, parla infatti di un’idea «vergognosa e frutto di una concezione rozza e xenofoba dei rapporti sociali. «Per fortuna tale proposta, anche se dovesse essere approvata dalla Regione Lombardia - prosegue il parlamentare - sarebbe incostituzionale in quanto non vi è ancora competenza penale per le Regioni. Rifletta chi con troppa facilità vuole devolvere competenze alle Regioni anche in materie delicate come queste: se la riforma federalista fosse approvata il rischio è quello di veder realizzate in ogni regione leggi come questa». Per Boni, casomai, resta la possibilità di saltare in auto e percorrere in mezzoretta i pochi chilometri che separano Milano dal confine con il “paradiso” svizzero.



  8. #8
    Padania libera dai padioti
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    Chi ha scritto questo articolo penso possa ricevere ripetizioni da Castelli in molte materie.Non soli in materia di giustizia.

    Comunque il dilemma è: Castelli o Pisanu.Gli italiani non avranno dubbi

  9. #9
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    Tra l'altro pare che a Londra sia stato arrestato un presunto attentatore di origine indiana o pakistana.

    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  10. #10
    Patrie dal Friul
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    In origine postato da LosVonRom
    Chi ha scritto questo articolo penso possa ricevere ripetizioni da Castelli in molte materie.Non soli in materia di giustizia.

    Comunque il dilemma è: Castelli o Pisanu.Gli italiani non avranno dubbi


    Guardate l'articolo di liberazione anzi gli articoli.Questi ormai si fanno le canne ogni giorno

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    Il ministro Castelli bacchetta Pisanu e detta il proclama della razza
    Diritti da negare, la destra s'è desta


    Non lasciate sola Oriana. Il grido del ministro Castelli echeggia nelle valli padane. «Caro Beppe, non ci siamo». Giuseppe Pisanu (Beppe per gli amici) è nel mirino. Il ministro degli Interni si è scusato con il direttore di Le Monde, Jean Marie Colombani, per il trattamento subito dal figlio (di origine indiana) all'aeroporto di Venezia. Orrore. Il Carroccio s'impenna come Furia cavallo del west. L'ingegnere della giustizia berlusconiana riesce nella difficile impresa di superare il maestro. Sua maestà il presidente del Consiglio si lasciò sfuggire un kapò all'indirizzo dell'eurodeputato tedesco Schultz. Fu il buongiorno del grande statista europeo sul proscenio dell'Unione. Un disastro. Castelli invece se la prende con i francesi. Così, tanto per non fare torti a nessuno. Piccola Italia.
    «Non ti scusare, caro Beppe, con costoro che ci considerano minus habens», fa sapere Castelli. Parigi ladrona. Povero Pisanu, anni e anni di onesta carriera democristiana cancellati in un secondo dalla furia leghista. «Mi rivolgo soprattutto agli intellettuali di destra oggi troppo silenti - insiste il ministro della giustizia - Battete un colpo. Non lasciate la Fallaci a combattere da sola». E comprate il libro di Oriana, che esce oggi in edicola. Lei sa che il paese è invaso dagli immigrati, che la cristianità è in declino e che gli italiani sono degli imbelli. Tutti, tranne quelli della Lega. Chi si assomiglia si piglia. Evviva.

    La fine della storia è scontata. Castelli fa la figura della Fallaci quando si aggirava per Firenze in caccia dei barbari no global. Non una gran figura. Se ne accorge anche Clemente Mastella. Le sue campane - non certo in odor di comunismo - suonano a lutto. E il ministro che fa? Se ne frega. «Ora che le mie dimissioni sono state invocate anche da un gigante del pensiero politico della Repubblica, come farò a dormire?». Che razza di ministro.

    Castelli è impazzito, oppure ha bevuto? Purtroppo no. Targato Lega è anche tal Davide Boni, che propone le manette per chi chiede l'elemosina fingendo di essere invalido. Non sarà facile riuscire a contrabbandare l'iniziativa come un gesto di carità cristiana. Ma la Lega se ne frega. E se il ministro Castelli scrive l'editto della razza, il collega Calderoli paragona le coppie di fatto a cani e gatti. Non possono convivere. Anche sopportare simil facezie non è facile, per informazioni chiedere ai democristiani di destra. O a scelta ai socialisti italiani di centrodestra. Eppure Berlusconi sorride. «Ormai posso andare in vacanza tranquillo», dice il presidente del Consiglio. Chi si accontenta gode. Buone ferie e arrivederci a settembre. Un saluto a tutti, anche a Rocco Buttiglione che ci sta per lasciare. A settembre il ministro filosofo volerà a Bruxelles. A palazzo Chigi arriverà qualcun altro. Un nuovo dono del signore e padrone della Casa delle libertà.

    Il reuccio si lascia andare al solito spot, la solita piccola civetteria. «Siamo riusciti a risolvere i problemi che avevamo davanti - dice - Abbiamo approvato il Dpef, abbiamo avviato la riforma federalista. Ora possiamo contare anche su una ripresa economica in tempi ragionevoli». Le spiagge sono semivuote, gli albergatori sono infuriati, gli italiani se ne stanno a casa senza soldi. Ma il governo è in salute e lavora per loro. Una bella fortuna.

    «C'è il dottor Berlusconi», fa sapere il premier parlando in terza persona come Maradona. Lui è unico e insostituibile. La maggioranza non ha bisogno delle elezioni primarie, quelle sono cose che vanno bene per quei poveracci del centrosinistra. Comunque, visto che al governo ci sono dei signori un augurio di buone ferie va a Francesco Rutelli. Un altro al socialista unito nell'Ulivo Ugo Intini, che è d'accordo con il presidente della Margherita sulla necessità di salvare il salvabile delle riforme delle libertà. Moratti (scuola), Maroni (pensioni). Così è, se vi pare.

    Gli uniti nell'Ulivo sono un problema, più per se stessi che per la destra. L'armata berlusconiana dà il peggio del peggio, perché non c'è mai limite al peggio. Ci vorrebbe un miracolo, come quello che ha salvato la vita a tre pellegrini colpiti da un fulmine mentre partecipavano a una processione religiosa sul monte Cimone. Ci vorrebbe un miracolo, come quello.


    --------------------------------------------------------------

    Storie di ordinario razzismo nell'Italia che non vogliamo
    Abusi quotidiani su chi non può difendersi


    «Tanto qui chi comanda siamo noi, mettetevelo in testa schifosi». A parlare è un ragazzo di vent'anni in divisa, dall'altra parte ci sono moglie, marito e una bambina di due anni. Rumeni. Accade a Roma, in un sobborgo abitato prevalentemente da cittadini dell'est europeo. Invece di una denuncia il silenzio: «Ho il permesso di soggiorno ma non ho il contratto d'affitto - dice Vassili - potrebbero cacciarmi. E poi è normale che si comportino così con noi». Già, è normale: lo sanno gli avvocati che lavorano negli sportelli per la difesa legale dei migranti, lo sanno i leader delle associazioni di immigrati e dell'antirazzismo, lo sanno gli operatori dell'informazione che si occupano in maniera seria di queste cose ma non possono fare nulla.
    Le cose peggiorano ancora quando si entra nei commissariati: tutto dipende dalla discrezionalità, può capitare l'agente o il funzionario serio che non accetta alcun legame fra il paese di provenienza e il tasso di criminogenità, ma spesso si tratta di eccezioni. Non a caso, specialmente nelle ore notturne, è impossibile entrare in una questura, soprattutto nelle aree riservate ai cittadini stranieri. Anni fa l'ottimo giornalista Fabrizio Gatti si finse albanese e si fece arrestare cinque volte: il trattamento fu identico, botte gratuite, insulti, ore e ore in piedi senza neanche poter avere diritto ad un bicchiere d'acqua. I suoi reportages finirono sul Corriere della sera e alcuni funzionari subirono una strigliata, ma in breve tutto tornò come prima. Circostanziare i dati è difficile: chi viene fermato spesso esce con lividi e timori, ma anche con la voglia di rimuovere quanto accaduto. Quando è possibile. A subire i trattamenti peggiori sono di solito i Rom: è stata depositata poco tempo fa alla procura della Repubblica una denuncia per quanto accaduto nel campo di Villa Traili a Roma. Una perquisizione all'alba effettuata dai carabinieri, con i cani e gli elicotteri, uomini e donne costretti a spogliarsi completamente e come danno ulteriore il furto di soldi, gioielli e telefoni cellulari.

    Che ci sia un accanimento particolare verso chi non è italiano e soprattutto verso chi ha la pelle meno chiara è un dato appurato: Castel Volturno, l'hanno chiamata operazione "Impatto sicuro" entrare nelle case in cui vivevano persone per lo più provenienti dal continente africano, sfondando mura e porte. Risultati della retata: zero.

    Sempre a Castel Volturno - ma accade anche nel resto della penisola - l'accanimento più vigliacco, quello verso le donne che si prostituiscono. A sentirle parlare è normale che gli agenti pretendano prestazioni gratuite in cambio della copertura. Tempo a dietro ci fu una retata e molte di loro finirono in un Cpt. Ne uscì libera una sola: «Come hai fatto?», le chiese un padre comboniano che si sentì rispondere. «Ho fatto tutto quello che mi chiedevano».

    Fra le vittime di questo razzismo di Stato occupano un posto cruciale i venditori ambulanti. Basta passare sul litorale romagnolo per vedere come i vigili interpretino alla lettera le ordinanze che proibiscono il commercio abusivo. La merce è sequestrata quando non distrutta o rubata, stessa sorte tocca sovente all'incasso della giornata, mentre è normale vedere, come in una vecchia illustrazione di pinocchio, un uomo trascinato in manette da altri due in divisa. Il pinocchio è ovviamente immigrato. Se poi si guarda a quanto accade negli aeroporti il discorso non cambia: «Chiunque provenga dai paesi dell'Asia meridionale è sottoposto ad un trattamento particolare - racconta Bachu presidente dell'associazione Dhumkhatu - Pochi giorni fa un ragazzo bengalese con visto regolare di ingresso è stato bloccato perché secondo la polizia di frontiera i soldi che aveva, 1000 dollari, non erano sufficienti a restare una settimana in Italia. Ha dovuto attendere per tre giorni a proprie spese e confinato in aeroporto un volo che lo riportasse indietro. C'è una psicologia di fondo dietro. Si pensa che chi arriva in Italia non voglia più andarsene. Ma casi del genere sono normali. A tutto ciò si aggiunga che è proibito l'ingresso a chiunque voglia raggiungere, nelle zone in cui sono confinate, le persone in attesa di rimpatrio forzato». Il timore del terrorismo è poi divenuto un alibi perfetto per giustificare qualsiasi arbitrio: dal pacco fatto brillare perché recava scritte in arabo e in realtà conteneva copie del Corano per una libreria, a perquisizioni, retate ed identificazioni operate con una cattiveria covata da tempo, frutto di incultura e di mala informazione, ai mille a volte pesanti a volte subdoli messaggio con cui si respinge chi si considera diverso.

    Forse ha ragione Mercede Frias, neo assessore alla Cultura del Comune di Empoli: «Il razzismo è un elemento strutturale della cultura europea e ve ne dovete liberare». La sua nomina è un timido, insufficiente segnale.


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