Da guidaviaggi
L’elenco riguarderà i vettori charter italiani e esteri. Un numero verde attivo da martedì e un sito Internet
Aerei, una lista indicherà i voli sicuri
E l’Enac studia sanzioni per punire le compagnie in ritardo o che lasciano a terra i passeggeri
MILANO - Innanzitutto la sicurezza del volo: da martedì prima di salire su un aereo, anche su un charter preso a noleggio dall’altro capo del mondo, sarà possibile richiederne il «certificato di buona salute». Basterà una telefonata a un numero verde dell’Ente per l’aviazione civile o un semplice clic sul suo sito Internet per sapere se la «nostra» compagnia e il «nostro» aereo sono inseriti nella cosiddetta «lista bianca», l’elenco dei voli certificati anche nel loro Paese d’origine. Quindi la sicurezza di riuscire a partire per l’attesa vacanza: dal prossimo autunno le compagnie che non rispettano il contratto con i propri passeggeri - lasciandoli a terra perché sono stati venduti più biglietti dei posti disponibili o perché l’aereo sul quale dovevano imbarcarsi si è rotto e in «garage» non ce ne sono altri di riserva - potranno incorrere in pesanti sanzioni.
IL VERTICE - La prima misura è una certezza, la seconda è una proposta. Entrambe sono il risultato del vertice che si è tenuto ieri a Roma per far fronte a quella che gli uomini del cielo chiamano già come l’emergenza dell’estate 2004. Figlia della ritrovata voglia di volare dopo l’attacco alle Torri Gemelle e della girandola di tariffe concorrenziali offerte dalle compagnie charter e a basso costo: insieme a più decolli e atterraggi, sono arrivati anche più inghippi e guasti tecnici. Sia chiaro: «Inghippi e guasti fisiologici che vanno a braccetto con i numeri del traffico aereo addirittura triplicati», giurano gli addetti ai lavori. In primis il presidente dell’Enac Vito Riggio. Inghippi e guasti che però hanno già rovinato le vacanze a migliaia di passeggeri.
LA LISTA BIANCA - La più famosa è quella nera. Quella a cui tutti hanno dato la caccia dopo l’incidente di Sharm el Sheikh dello scorso gennaio: conteneva gli aerei «fuorilegge» perché risultati non idonei ai controlli, non è stata diffusa dalle autorità del trasporto aereo per rispetto delle leggi anti-discriminazione. Bene. A sette mesi di distanza, per andare incontro alle richieste di trasparenza di tour operator e passeggeri, l’Italia ha deciso di mettere in rete se non i voli «da evitare» almeno tutti quelli dotati di una sorta di «bollino blu della sicurezza». Invitando tra l’altro le compagnie italiane a prendere solo quelli a noleggio per integrare le proprie flotte. «In tempo reale chiunque potrà sapere se un determinato aereo registrato in uno dei 218 Paesi che aderiscono all’Icao è stato ispezionato, che cosa gli è stato diagnosticato. Insomma: si potrà conoscere la sua anamnesi oltre che la carta dei diritti dei passeggeri», spiega il presidente Riggio. «Le informazioni riguarderanno i vettori italiani ed esteri», aggiunge Benedetto Marasà, responsabile della Sicurezza volo. Il numero verde sarà attivo da martedì (800.898.121: tutti giorni feriali dalle 8 alle 20), il collegamento Internet (www.enac-italia.it) qualche giorno dopo. In attesa della pubblicazione della lista bianca, sono già state intensificate le ispezioni sugli aerei in transito negli scali italiani: «284 da gennaio, ne sono state programmate 500 entro fine anno», continua Riggio. «Da alcuni giorni alle compagnie chiediamo anche di rispondere a un questionario. Se qualcosa non è chiaro si parte per un’ispezione», aggiunge Marasà.
LE SANZIONI - La sicurezza innanzitutto. Eccome. Ma una volta tornati all’aeroporto di partenza per un motore andato in fiamme pochi minuti dal decollo, la speranza è quella di ripartire subito. E invece le ore di ritardo e i voli cancellati per mancanza di aerei di riserva non si contano. Soprattutto tra le compagnie charter e low cost, le regine del grande boom (solo per fare alcuni esempi: a luglio il traffico charter è aumentato del 60% a Torino, del 40% a Orio al Serio; a Napoli le tratte internazionali per lo più coperte da compagnie a basso costo sono cresciute del 35,8%). Colpa delle flotte troppo ridotte all’osso denunciano le associazioni dei consumatori. Un male italiano, parrebbe mettendo a confronto i numeri di alcune compagnie charter nostrane con colossi come la tedesca Condor (nove Boeing 767 in flotta). Chiedere il numero dei velivoli al momento della concessione della licenza come succede per i pullman non è possibile: «Dal ’92 le rotte nazionali ed europee sono libere», spiega Aldo Londei, responsabile del dipartimento economia dell’Enac. «Per ora stiamo facendo ispezioni mirate alle compagnie che hanno pochi aerei: se si registrano ripetute anomalie la loro autorizzazione a volare viene sospesa», dice il presidente Riggio. Ma la vera rivoluzione potrebbe scattare in autunno con un piano in difesa del passeggero: «Elaborati dei parametri standard di qualità, le compagnie che non rispettano il contratto con i propri clienti potrebbero essere punite con pesanti sanzioni».
Ah si? E se adesso chiamo e chiedo informazioni su EU-Jet per fare esempi. Cosa mi dicono che la compagnia non ha mai avuto inconvenienti.
Oppure su VA che cambia 5 aerei al mese?
I problemi sono a monte e non si risolvono con le telefonate.
ciao




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