Commercio Equo e Solidale


Scusate il disturbo.
Avevo postato anche qui una richiesta di informazioni a proposito del Commercio Equo e solidale. Ho ricevuto molte risposte, tutte cortesi e ben educate.
Forse troppo.
Riepiloghiamo:
Questo il testo della mia richiesta

***

Ho conosciuto un gruppo di marittimi cubani ( eta' dai 25 ai 28 anni) che
lavorano come schiavi ( il termine tecnico sarebbe "camerieri) su navi
AMERICANE che per aggirare l'embargo li assumono in Spagna ( la compagnia
e' PULLMANN). Lavorano 12 ore al giorno per sette mesi consecutivi senza
giornata di riposo e senza vedere la famiglia. Prendono 500 dollari al
mese, ma loro, a differenza dell'altro personale ( filippini, equadoregni ecc.)
devono versare allo Stato di Fidel Castro ben 270 dollari.
Tolte le spese vanno a casa a fine stagione con meno di mille dollari.
Vorrebbero fondare una cooperativa e associarsi al commercio equo e
solidale.
Ho promesso che avrei raccolto informazioni, ma per la verita' non so cosa
dovrebbero fare e quali requisiti dovrebbero avere.
Potreste aiutarmi indirizzandomi dove potrei avere maggiori informazioni?


***

Mi hanno risposto in molti, chi mandandomi lo statuto della loro associazione, chi indirizzandomi alle alte gerarchie. Finche’ ho ricevuto la risposta definitiva dall’Unita’ Progetti CTM che coordina appunto i progetti di Commercio Equo e solidale.
Eccola:

From: RUDI
To: "aldo vincent" <[email protected]
Subject: Re: FW: Re: informazioni
Date: Mon, 02 Aug 2004 184:06 +0200

Caro Aldo,
mi dispiace, ma non credo che il commercio equo possa in qualche modo
aiutare ai marittimi cubani. Noi commercializiamo artiginato e alimentari
da gruppi di piccoli produttori già organizzati. Nel caso tu ci sottoponi,,
manca sia l'organizzazione che il prodotto.
Mi dispiace, anche perchè quì abbiamo a che fare con un caso di triplo e
grave sfruttamento di persone che non hanno alternativa e non si possono
opporre.
Rimane solo da augurare che queste persone riescono a liberarsi da queste
pratiche schiavistiche.
Un saluto sincero,
Rudi

A CUI HO RISPOSTO:


Carissimo,
mi auguro che tu legga questo post il piu' tardi possibile, magari di ritorno da una bella vacanza.
Comunque.
Ho terminato il mio giro di consultazioni, ed i risultati, come da te previsto, sono scoraggianti.
In pratica non c'e' nessuna possibilita' che un gruppo di giovani di buona volonta' si riunisca in una cooperativa, produca beni e poi li rivenda a questi canali alternativi che stanno sorgendo in Italia.
Devo dire che sono tutti stati molto gentili e comprensivi, e l'educazione ha contraddistinto tutte le risposte che ho ricevuto.
Forse troppa.
Mi spiego.
Premetto che non abito in Italia e che le mie impressioni possano essere errate, ma tutte queste persone con i doppi cognomi, con vezzeggiativi al posto del nome, con titoli cosi' pensati per i loro negozi, si' che sembrano usciti dal moderno marketing piuttosto che dalle vecchie sane associazioni di volontariato, mi hanno dato come l'impressione che il commercio equo e solidale sia una specie gioco intellettuale di una certa elite che sicuramente in buona fede, e con pochi profitti, usa la molla della bonta', della beneficenza, dell'adottate un bambino a distanza, del comprate vintage per sollevare il terzo mondo, per liberarsi un poco la coscienza.
Guarda, mi scuso ancora, perche' alcune volte persone male informate possono tranciare giudizi negativi sulle buone intenzioni di gente per bene. E non dubito che siate gente per bene, ma il pensiero che a Cuba ci sia un'organizzazione legata in qualche modo al commercio equo e solidale, che raccoglie derrate e le manda in Italia dove altre persone le distribuiscono a negozi che vendono in nome dell'equo e solidale, e che in tutta questa catena costituita da benpensanti e volonterosi con i doppi cognomi, non ci sia spazio per una cooperativa di otto giovani cubani che con il loro lavoro potrebbero alleviare le loro sofferenze, ecco, questo mi da' da pensare.
Scusa lo sfogo, ma avevo bisogno di dirtelo.
Un caro saluto.

Aldo Vincent Il Gelataio di Corfu'

P.S.
Se vuoi rispondermi usa questo indirizzo: [email protected]


ECCO
SCUSATE LO SFOGO,
MA SENTIVO IL BISOGNO DI COMUNICARLO ANCHE A VOI
GRAZIE