di Guy Fawkes
Gli avvocati di tre prigionieri britannici pubblicano un inquietante dossier sul campo della vergogna: pestaggi, umiliazioni e tentati suicidi
«Incatenati al pavimento ad un anello per ore o giorni. In isolamento per settimane o mesi. Spogliati e tenuti all' adiaccio. Privati del sonno e del cibo. Lasciati senza assistenza medica. Pestati, torturati psicologicamente per estorcere false confessioni o false testimonianze contro terzi. Messi a confronto con false testimonianze mai rese. Umiliati sessualmente. Costretti a guardare video e foto pornografiche». Questo è il catalogo degli orrori a cui sarebbero stati sottoposti i malcapitati ospiti del carcere americano di Guantanamo Bay.
Lo rivela un inquietante dossier pubblicato ieri in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Chi apre l'ennesimo capitolo di accuse contro le carceri americane del dopo 11 settembre - quelle senza né legge e né diritti umani, quelle dove i detenuti sono delle foto ricordo da spedire a casa agli amici, quelle in cui i presunti terroristi sono torturati in attesa di un processo che non viene mai - sono tre britannici rilasciati da Guantanamo il marzo scorso: Rhuhel Ahmed, Shafiq Rasul e Asif Iqbal. Il resoconto (115 pagine) si basa su interrogatori e deposizioni raccolte nell'arco di due mesi dai loro avvocati. Il rapporto è corroborato da altri quattro ex detenuti, tra cui due francesi rilasciati il 27 luglio scorso. Marcos Garcia, l'avvocato di Hamed Abderrahman, un cittadino spagnolo liberato a marzo ha dichiarato la scorsa settimana che citerà in tribunale gli Usa ed il loro presidente George W. Bush. Abderrahman sostiene di essere stato testimone di numerosi tentativi di suicidio da parte di altri reclusi a Guantanamo.
Nel dossier i tre britannici affermano che il livello di disturbi mentali diffuso tra gli internati è più alto di quello che gli stessi Stati Uniti sono disposti ad ammettere. «Mi hanno lasciato in una stanza. Poi hanno acceso delle luci stroboscopiche e hanno messo della musica a volume altissimo. Era la versione dance di una canzone di Eminem ripetuta ad libitum» ricorda Iqbal. Nelle pagine del dossier riecheggiano i fotogrammi degli abusi perpetrati dai soldati americani nel carcere di Abu Ghraib. I tre britannici furono fotografati nudi e sottoposti a gratuite perquisizioni anali. I tre - originari di un piccolo villaggio delle Midlands inglesi, Tipton - sostengono che i responsabili degli interrogatori, membri di diverse agenzie di intelligence statunitensi compresa la Cia, li accusavano di essere al fianco di Osama bin Laden, il leader di al-Qaida, e Mohamed Atta, il presunto capofila degli attacchi dell'11 settembre, in un filmato risalente al 2000.
Tuttavia, a quel tempo uno dei tre lavorava per un negozio di elettrodomestici, mentre gli altri due avevavo dei guai con la polizia britannica. Ma causa del dolore e del trattamento inflitto loro, i tre confessarono la loro presenza nel video. Il dossier implica pesantemente anche il ruolo della Gran Bretagna. «L'attitudine del governo britannico - ha dichiarato l'avvocato Gareth Peirce - è ipocrita. In pubblico dice che stanno facendo tutto ciò che possono per la liberazione dei cittadini britannici, ma in privato sono immischiati fino al collo negli abusi inflitti ai prigionieri di Guantanamo». «Donald Rumsfeld e i generali americani di stanza in Iraq sono sopravvissuti allo scandalo del carcere di Abu Ghraib, ma in Gran Bretagna dovremmo fare le cose in maniera diversa» scrive Victoria Brittain sulle colonne del Guardian di ieri (l'autrice dell'acclamata opera teatrale Guantanamo). «Jack Straw (il ministro degli esteri, n. d. r.) dovrebbe chiedere scusa e dare le dimissioni» conclude Brittain. E la commissione parlamentare britannica sui diritti umani ha esortato il ministro degli interni David Blunkett a sospendere la detenzione senza processo, degli stranieri sospetti di terrorismo. Attualmente sono 13 gli stranieri reclusi nel carcere londinese di Belmarsh, una sorta di mini-Guantanamo inglese. La commissione ha anche evidenziato l'uso discriminatorio delle leggi speciali anti-terrorismo nei confronti della comunità islamica.
Guy Fawkes
www.liberazione.it
5.08.04




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