(...) Riportiamo una intervista rilasciata da un rappresentante della comunità musulmana di Roubaix (Francia del nord-est), Mohamed Salaoui, al giornalista franco-algerino Philippe Aziz che l?ha inserita nel suo recente libro "Le Paradoxe de Roubaix". In Italia tale intervista è stata pubblicata dal periodico torinese "Il Nuovo Osservatore Cattolico" n. 16 settembre 1999 (...)
D. - Il risveglio generale dell?islamismo nel mondo intero, non dovrebbe suscitare certi timori nel mondo occidentale, e particolarmente francese?
R. - Sicuramente. I?impero islamico, che fu un tempo più grande di quello di Roma, si irradiava su una grande parte del mondo come era stato comandato dal Profeta. Quindi come volete che non riprenda il posto che è suo?
D. - D?accordo, ma in Francia la vostra religione è largamente ammessa e rappresentata. Basta considerare il numero delle moschee, più di 1500!
R. - No! Perché le leggi della vostra repubblica non sono conformi a quelle del Corano, e non devono essere imposte ai musulmani che non possono essere governati che dalla Sharia (la legge islamica, n.d.r.). Noi quindi andremo ad operare per prendere questo potere che ci è dovuto. Cominceremo da Roubaix che è attualmente, per oltre il 60%, una città a maggioranza musulmana (...)
D. - Credete che l?intero 60% di musulmani di Roubaix voteranno per eleggere un sindaco musulmano? Certuni, bene integrati, non vorranno saperne di un tale programma.
R. - Ricordatevi che sulle vostre antenne della televisione, il re del Marocco in persona ha dichiarato che un arabo resta sempre un arabo, e il Corano ci dice che anche un bambino nato da un?unione tra un arabo e una infedele resta e permane un arabo, come anche i suoi figli, per sette generazioni. Avete avuto una magistrale dimostrazione di questa solidarietà fra arabi, musulmani o non, quando il nostro fratello Khaled Lelkel, compromesso con gli attentati del metrò di Parigi del 95, ricercato da tutte le polizie, e morto martire, fu alloggiato, nutrito e spalleggiato dall?insieme della popolazione araba di seconda o terza generazione. Ciò mostra la vostra ingenuità.
D. - Per ritornare a Roubaix, che cosa farete allora dei non arabi/non musulmani?
R. - È già previsto. La minoranza cristiana avrà lo statuto dei dhimmi (gli infedeli assoggettati al potere islamico, n.d.r.). Sarà una categoria a parte di gente che potrà riscattare le sue libertà e diritti pagando un?imposta speciale. Inoltre, faremo quanto necessario per condurli mediante la persuasione dalla nostra parte (...) Coloro che rifiuteranno, malgrado i nostri sforzi di convertirsi, saranno trattati come si deve. Se noi siamo i più forti è Dio che l?ha voluto: non abbiamo le costrizioni dell?obbligo cristiano di portare assistenza alla vedova, all?orfano, ai deboli e agli handicappati. Al contrario, possiamo e dobbiamo schiacciarli, se costituiscono un ostacolo, soprattutto se sono degli infedeli!
D. - Ciò che dite è sconvolgente!
R. - Sembrate dimenticare le vostre crociate, le vostre colonizzazioni e le vostre cristianizzazioni. D?altronde non date alcuna importanza alla fecondità delle nostre donne arabe che seguono i precetti del Corano e i parti delle quali, 4, 5, 6 figli o più per donna, vi sommergeranno. Paradossalmente, col vostro bisogno di considerarci come francesi, finanziate e nutrite coloro che diventeranno i vostri padroni (...)
D. - Dubito assai che possiate contare su tale armata di ombre.
R. - Avete la memoria corta. Ricordatevi che alle ultime elezioni che si sono svolte in Algeria nel corso del ?96, più di due milioni di algerini residenti in Francia sono andati a votare per solidarietà. La mobilitazione ha funzionato bene.
D. - Ma allora, che cosa attendete per agire?
R. - La nostra invasione "pacifica" a livello europeo, ben condotta, non è ancora terminata. Vogliamo agire simultaneamente in tutte le nazioni ospitanti. (...) Avete creato delle leggi per punire quelli dei vostri che avessero dei propositi razzisti a nostro riguardo. Vedete fin dove arriva la vostra cecità (...)
Salvatore G. Verde, Voce del Sud




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