A proposito del caso Enipower......un'interessante intervista ad Antonio Di Pietro, pubblicata naturalmente su l'Unita'...e da chi seno'.....
(La liberta' di stampa in Italia e' sotto quella del Madagascar...lo ricordo....)
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Con le tangenti si è scelto di convivere, ecco i risultati
ROMA «Tangentopoli negli anni ‘90 era una malattia sociale, era come un cancro che va in metastasi, sballa tutto l’organismo e si riproduce»: parte da quest’analogia Antonio Di Pietro, che fu il magistrato che più di tutti contro quella malattia combattè, per spiegare e contestualizzare il nuovo scandalo corruzione che coinvolge oggi Enipower e altre decine società. Parte da qui, perché le tangenti di adesso sono direttamente figlie di quelle di ieri. Che in realtà non hanno mai cessato di esistere.
La procura di Milano a proposito dell’inchiesta Enipower ha parlato di una corruzione ancora più estesa di quella scoperta da Mani Pulite. Lei cosa ne pensa?
«Attualmente la situazione è peggio di prima, perché c’è stata una specie di “ingegnerizzazione” del sistema che ha portato all’impunità e alla convinzione di molti che ci si potesse comportare nello stesso modo perché il delitto paga. Ma non basta dire questo: le ditte e i personaggi di oggi sono gli stessi di una volta, perché si doveva fare qualcosa che non si è fatto».
Ma da dove nasce tutto questo?
«La malattia sociale di Tangentopoli negli anni ‘90 era un sistema di intrecci e rapporti tra politica e affari che ha prodotto una diminuzione della democrazia reale e della reale economia di mercato. Prevaleva la volontà di fare affari, invece del principio capitalistico per cui valeva il regime di mercato e di libera concorrenza. A seguito della corruzione politica, vinceva le gare chi dava commesse agli imprenditori. Per questo la nostra economia è andata a scartamento ridotto rispetto alle altre economie europee. Dal punto di vista della democrazia reale, invece, la corruzione politica ha prodotto un danno perché i migliori politici sono stati repressi, umiliati, ghettizzati. E il voto è stato trasformato da un esercizio di diritto fondamentale a un mercato, attraverso il cosiddetto voto di scambio, i favoritismi, le minacce o le pressioni».
Ma insomma che relazione esiste tra quello che è successo negli anni ‘90 e oggi?
«Mani Pulite aveva fatto un accertamento diagnostico, scoperto il male e creato le premesse per la terapia. L’anomalia di questi 10 anni è stata che il sistema politico invece di curare la malattia ha ingenerato la falsa presupposizione che la sua causa fossero i magistrati. La mamma di tutte le malattie sta dentro al potere che è in mano a pochi. Così una piccola oligarchia controlla il sistema dell’informazione, il sistema del capitale e il sistema politico. E questi tre soggetti desiderio di potere si sono ammalati anch’essi. E invece di reprimere e prevenire la malattia hanno fatto una serie di norme per renderla endemica, invisibile e accettabile e hanno operato un martellamento, facendo passare per vittime i carnefici e criminalizzando chi poteva denunciare i fatti».
Quali sono state le leggi e i provvedimenti peggiori?
«Il centrosinistra ha fatto una serie di errori, come la riforma dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo e del 513 del codice di procedura penale sulle dichiarazioni rese al pubblico ministero dagli imputati. Ben peggiori le omissioni, visto che non è stato fatto nulla per il falso in bilancio, per il sistema delle rogatorie, per il conflitto di interessi. Il centrodestra ha invece fatto una serie di azioni dolose, scellerate, con le leggi ad uso personale».
Insomma, la questione Enipower in realtà non è un dejà vu...
«No, non lo è, perché Tangentopoli non è mai finita. Anzi, adesso a differenza di prima non c’è più la reazione al cancro ma si convive con la malattia».
08.08.2004




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