Nella CDL ferve il dibattito sulla figura di Berlusconi: secondo alcuni (Bondi) Silvio ha poteri sovrannaturali, secondo altri (Casini) no.
C'è poi chi (Calderoli) cerca un compromesso tra le due posizioni estreme: è un uomo anche Berlusconi, pero' ha un nonsochè in più rispetto a noi normali. La dimostrazione? A luglio ha chiamato Calderoli al governo, e da quel preciso momento l'economia è ripartita. Solo un genio come Berlusconi poteva trovare una soluzione così semplice ma così efficace ai problemi italiani. Con l'innesto di Calderoli nella "squadra" possiamo tranquillamente affermare che l'Italia ha superato la crisi di tre anni causata dall'11 settembre e si è rimessa in marcia.
Corriere, 7.8.04
L’Udc difende il presidente della Camera: solo De Gasperi uomo della provvidenza. La Russa (An): ha ribadito concetti già sostenuti da Fini
Giudizi sul premier, Forza Italia critica Casini
Bondi: poteva evitare di definirlo messia, immiserisce la sua storia. Ma Calderoli (Lega): idea condivisibile
ROMA - «Non ci si può affidare messianicamente all’uomo della provvidenza che risolve tutto. Un centrodestra senza Berlusconi in un ruolo messianico non è possibile, è necessario». Questo giudizio di Pier Ferdinando Casini contenuto nell’intervista al Corriere non piace proprio a Sandro Bondi. «E’ una leggerezza evitabile - commenta il coordinatore di Forza Italia - che immiserisce la vera storia di questi dieci anni e la capacità dimostrata da Silvio Berlusconi di difendere i principi fondamentali della democrazia e di realizzare un progetto politico di cambiamento».
FORZA ITALIA - Le parole di Bondi assieme a quelle del centrista Gianfranco Rotondi, esponente della minoranza interna dell’Udc, («nel partito c’è un clima da caserma, la supposta spaccatura non è dovuta a Berlusconi ma a disagi interni») costituiscono le reazioni più aspre all’intervista del presidente della Camera. Bondi difende anche il ministro Beppe Pisanu. Commentando i continui distinguo del partito guidato da Marco Follini, il ministro dell’Interno aveva osservato che a forza di smarcarsi l’Udc rischia non essere più votata. Ebbene a Casini che definisce questo richiamo «una caduta di stile», il coordinatore azzurro replica in maniera puntuta: «Ricordare che i parlamentari dell’Udc, come peraltro quelli di ogni altra forza politica della maggioranza, sono stati eletti grazie alla Casa delle Libertà è un giusto e necessario rilievo di carattere e politico e morale».
CENTRISTI - La messa a punto di Bondi fa scattare il capo dei deputati centristi, Luca Volontè. «All’amico Sandro - dice - serve un provvidenziale riposo. E sono certo che riconoscerà anche lui che l’unico uomo della provvidenza è stato Alcide De Gasperi». Anche il ministro centrista Carlo Giovanardi, assai vicino al neocommissario europeo Rocco Buttiglione, plaude a Casini: «Dice cose sagge quando afferma che non ci si può affidare a un uomo della provvidenza. Se avessimo ritenuto che Berlusconi dovesse avere un ruolo messianico non avremmo l’Udc, esisterebbe soltanto Forza Italia». Ciò, però, avverte il ministro, «non «vuole dire che il premier non svolga una funzione essenziale. Lui è il punto di riferimento di tutta la coalizione. Forza Italia è il primo partito ma le forze dell’alleanza sono quattro e lui deve esercitare questo ruolo per tutti». Per Giovanardi, Berlusconi doveva «intestarsi il risultato della coalizione alle Europee».
LEGA NORD - «E’ una posizione condivisibile». Il ministro per le Riforme, il leghista Roberto Calderoli, si riconosce in quanto detto da Casini sulla necessità di avere un leader e non un messia. Calderoli, tuttavia, riconosce a Berlusconi «un grande carisma e il merito di tenere assieme culture di partito diverse tra loro». Calderoli ricorda anche che «nel mese di luglio c’è stata una squadra di governo che ha lavorato tanto e bene per superare le numerose difficoltà politiche che l’esecutivo si è trovato ad affrontare». Il suo auspicio, quindi, è che la «macchina del governo continui a lavorare così».
ALLEANZA NAZIONALE - Anche a Ignazio La Russa, coordinatore di An, sono piaciuti i giudizi di Casini. «Seppure usando altre parole ha detto sostanzialmente le stesse cose ribadite tempio addietro da Gianfranco Fini: piena fiducia a Berlusconi, ma serve più collegialità». Il berlusconismo, conclude, «è tutt’altro che finito ma occorre archiviare la fase dell’uomo della provvidenza».
Lorenzo Fuccaro




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