http://www.unionesarda.it/unione/200...5/navipdf.html
«Argomenti riservati alla legislazione dello Stato»
Basi militari, il referendum non si fa
L’Ufficio regionale del Referendum ha
dichiarato inammissibile la richiesta di
referendum consultivo sulla presenza in
Sardegna di basi militari straniere con
armamento nucleare. L’Ufficio ha deliberato
dopo la comunicazione ricevuta dalla
Cancelleria della Corte d’appello di
Cagliari del 4 maggio scorso. In particolare
il referendum chiedeva: «Siete contrari
alla presenza in Sardegna di basi militari
straniere, comunque istituite, atte ad
offrire punti di approdo e di rifornimento
anche a navi e sommergibili a propulsione
nucleare o con armamento nucleare?».
Alla domanda i sardi, però, non potranno
rispondere così come accadde nel 1988
quando vennero indette consultazioni
popolari sugli stessi quesiti. In quell’occasione
il Governo sollevò un conflitto di
attribuzioni: «Non spetta alla Regione -
sostenne - ammettere e indire quesiti
relativi a materie non comprese nella sua
competenza e cioè relativi a rapporti
internazionali ed alla difesa della patria».
Venne chiesto l’annullamento degli atti
impugnati e la Coste Costituzionale
accolse il ricorso del Governo ed annullò
il Decreto del Presidente della Giunta
regionale dichiarando che «non spettava
alla Regione Sardegna indire i suddetti
referendum».
Ora l’Ufficio regionale, la decisione è
stata pubblicata sull’ultimo Buras, ha ritenuto
che il nuovo referendum, che tratta
dello stesso argomento, sia inammissibile
«per le stesse ragioni poste a fondamento
della pronuncia della Corte Costituzionale
». Infatti anche dopo la riforma del
Titolo V della parte seconda della Costituzione
questi argomenti rimangono riservati
alla legislazione esclusiva dello Stato.
Per sostenere il referendum, il comitato
spontaneo Firma sa Bomba (composto,
fra gli altri, da Sardigna Natzione, Comitato
Firma Sa Bomba di Olbia, Comitato
Gettiamo Le Basi, rete Lilliput e Mani
Tese) aveva raccolto e consegnato lo
scorso 30 aprile, circa 13 mila firme.
Per dare modo ai sardi di esprimersi
sulla presenza nell’isola di basi militari
straniere, la strada del referendum consultivo
era già stata tentata nell’88,
quando vennero raccolte 20 mila firme, il
doppio rispetto a quelle previste dalla
legge regionale. In quell’occasione l’Ufficio
regionale dichiarò ammissibili tre dei
quattro quesiti proposti, ma il decreto del
presidente della giunta regionale che indicava
le date della consultazione elettorale,
venne annullato, con sentenza 256/89,
dalla Corte Costituzionale, alla quale l’allora
Governo De Mita si era rivolto, sollevando
il conflitto di attribuzione fra Stato
e Regione.
In quell’occasione un sondaggio commissionato
dal nostro giornale alla società
Abacus Intel di Milano, e pubblicato sul
quotidiano a dicembre dell’89, rivelò l’orientamento
degli elettori sardi: 68 su
100 avrebbero votato contro le basi militari
straniere.
Si registrano le prime proteste.
«Questaa decisione è figlia di un federalismo
a senso unico». Mauro Bulgarelli,
deputato Verde, e membro del Comitato
promotore dell’iniziativa, commenta così
la notizia sulla inammissibilità del referendum
sulla presenza in Sardegna di
basi militari straniere. «Innanziatutto -
spiega Bulgarelli - per coerenza sono illegittime
le basi e i poligoni attualmente
ospitati dalla Sardegna perchè all’interno
contengono armamenti nucleari e gli italiani
hanno scelto con un referendum di
non volere nel proprio territorio qualsiasi
tipo di tecnologia atomica. Inoltre, il federalismo
introdotto con la riforma del
Titolo V della Costituzione affida alle
Regioni la tutela del territorio e della
salute dei cittadini: le basi militari straniere
rappresentano un enorme pericolo
per il loro potenziale di distruzione a
danno di tutta la collettività. Dunque il
referedum consultivo contro le basi stranieri
in Sardegna era e resta una legittima
richiesta di democrazia».
...ancora ci est ki pentzada ca sigumenti Soru est atu, intelligenti e potada bideas craras, ada a podi fai callincuna cosa pò sa Sardinnya? di anta a fai fai sceti su ki no di si serbidi ai cussus!
saludi




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in terra nosta! e su ki anta a detzidi i sardus ... no impotat nudda a nemus! custu, caru Lù, ki torras acou de unu scantu de mesis, fiat una cristioni ki fiat stada bogada de callincunu ki iada nau ... aspettiamo e vedremo cosa farà, e deu ia nau cà no si du iantai fatu fai ....asi cumpresu immou?