STORIA DI UNA ESTORSIONE









Non posso indicare né il mio nominativo, né la città in cui mi trovo a lavorare : se lo facessi, il consiglio dell’ordine mi identificherebbe facilmente (si stanno ancora “gustando” i clienti che mi hanno rapinato) e mi attaccherebbero con i soliti esposti “deontologici” pilotati ad arte dalle ovattate sale del consiglio forense.

Debbo quindi rilasciare in forma anonima all’avv.Longo questa dichiarazione, autorizzandolo a renderla pubblica, sperando che altri colleghi non abbiano a subire quello che ho subito io.

L’ordine degli avvocati ha una sola e precisa funzione : quella di cane da guardia al servizio docile degli avvocati più ammanicati con gruppi di potere economico trasversale.

Anche per costoro, infatti, le giornate hanno solo ventiquattro ore, per cui, senza i cani da guardia dell’ordine, non potrebbero nello stesso tempo lavorare monopolizzando l’80% del lavoro professionale, gestire la ampia e ricca clientela, mantenere la loro laccata immagine professionale ai “top” della città (per fortuna che dispongono sul loro libro-paga di vari pennivendoli che ne esaltano quotidianamente le “eroiche” azioni professionali..) e cercare, indefessamente, avidamente, altri clienti per cause prestigiose e succulente.

Non sono mica dei “mandrake” come amano dipingersi…anzi francamente, sono pure un po’scarsini in diritto ed in logica, per cui….tutta questa indefessa attività, necessaria per una persona normale per poter restare vita natural durante sulla cresta dell’onda, non possono certo svolgerla. Sarebbe praticamente impossibile. E poi, sbagliano (spesso), per cui la dorata immagine di “supermen” del diritto non possono mica gestirsela da avvocati normali, alle prese con i mille impegni di una giornata.

Ma a puntellare glorie e conti in banca di questi “monopolisti della toga” ci pensa l’ordine forense !

Il consiglio dell’ordine ha infatti un ben preciso scopo, per il quale sono ampiamente pagati e da cui traggono luteolenta sussistenza.

Il consiglio dell’ordine ha il preciso scopo di controllare il ceto forense. E lo fanno, eccome : scorrono i giornali giorno per giorno per vedere di quali avvocati si occupano le cronache (guai e sventure sui poveri colleghi che hanno la sorte di finire sul giornale al posto dei capibastone che monopolizzano il mercato), girano tutto il santo giorno per i corridoi del Tribunale a controllare chi lavora di più (più o meno come la guapperia napoletana) e, nelle loro mitiche “adunanze plenarie” settimanali, tirano le somme di tanti controlli : se qualche avvocato rischia di emergere al posto dei “capataz” dell’ordine, allora su di lui si addensano gli strali dei processi “deontologici” : vergognosi pretesti escogitati a tavolino con il supporti di miserabili in cerca di denaro (o di un “aiutino” giudiziario presso le Procure, che gongolano fraternamente di queste operazioni ributtanti..) : con questi metodi gli avvocati emergenti ma non graditi alle mafie professionali vengono linciati senza tanti complimenti, né tanti controlli da parte dello Stato che chiude un occhio su queste operazioni di “estorsioni organizzate”.

Così, in quattro e quattr’otto, gli illusi che credono che per farsi strada nella professione di avvocato basti la bravura, l’ingegno, l’indipendenza, sono serviti : ricacciati nel buoi dell’anonimato e dell’insignificanza professionale. I più sfortunati vengono anche privati della pensione, attraverso articolate truffe gestite dalla Cassa Previdenziale, un organismo privo di controlli da parte dello Stato e gestito dai piccoli Tanzi dell’ordine forense…

I loro clienti più ambiti vengono “dirottati” nelle capaci fauci dei capibastone dell’ordine forense che, senza colpo ferire, né affaticarsi troppo le Auguste Menti per cercare di essere sempre concorrenziali sul mercato, grazie ai consigli degli ordini e ai loro capillari controlli mafiosi, mantengono il monopolio del mercato lavorativo.

Ovviamente, retribuendo lautamente i loro ascari del consiglio , ascari ben pagati per questi servizi di bassa macelleria mafiosa.

E il Procuratore dorme. Sazio ?

Non si sa….ma comunque le “riverenze” ai procuratori l’ordine forense non le nega mai…se ci fosse un procuratore anti-mafia disposto ad andare a fondo della cosa….Borsellino, dove sei ? Inutile insistere..nessuno risponderà mai dai Palazzi della Giustizia democratica….

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Vengo al mio caos personale, ora. Più comune di quanto si creda.

Sono un avvocato indipendente. Ho idee di Destra e sono stato anche dirigente della gioventù missina in anni lontani (ma non troppo), in cui dirigere il Fronte della Gioventù non richiedeva solo buone capacità oratoria….cosa questa che gruppi mafiosi trasversali non mi hanno mai perdonato. L’antifascismo è duro a morire….

Ho faticato non poco a cercarmi uno spazio professionale. Nei primi anni sono stato subissato da esposti disciplinari futili ed insignificanti, ma veramente fastidiosi, per le fatiche ed energie che richiedono per essere fronteggiati. Inoltre, la voce di essere sempre sotto processo disciplinare nuoce gravemente all’immagine professionale , in specie in un piccolo tribunale, dove ciò significa essere messi all’indice dal mondo giudiziario.



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Ma io ero il legale fiduciario di una grossa azienda sportiva che organizzava periodicamente manifestazioni sportive molto seguite nella mia città. Nel mio ruolo di legale e di vice-presidente di questa azienda privata, ne ricavavo, ovviamente, molta pubblicità. Aggiungo che il titolare era un mio vecchio amico professionale che mi aveva voluto come suo socio e legale fiduciario.

Ma tale attività, con il conseguente ritorno di immagine professionale e di pubblicità che ne derivava , dava fastidio a qualcuno..

Anzi, qualcuno dei capibastone del mondo forense credo ambisse a divorarsi come un Dèmone dantesco il mio lavoro, per poter godere sia dei vantaggi professionali derivanti dall’esser il legale di una azienda sportiva con forte visibilità pubblica, sia dalla visibilità giornalistica che ne derivava.



Fu così che lo stillicidio dei processi “deontologici” aumentò nei miei riguardi. Una vera pioggia acida di false accuse grottesche, di imputazioni fasulle per “colpe deontologiche” inesistenti.

Una vita che cominciava ad essere invivibile.

Anche a casa mia moglie notava che ero sempre logorato da una sorda guerra che mi era stata dichiarata.

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Un giorno mi giunse una telefonata in studio.

Era il presidente dell’ Ordine degli Avvocati della mia città che mi convocava da lui per un colloquio riservato.

“Debbo farle gravi comunicazioni personali” – disse quell’autentico pallone gonfiato - nel suo interesse…io voglio aiutarla…”

La telefonata trasudava ipocrisia e falsità.





Un vero coccodrillo ipocrita, il Presidente.

Pensai fra me : Si sono accorti che sono logorato dagli esposti e che la mia immagine in Tribunale scricchiola..credono sia giunto il momento per propormi il loro ricatto…”

Mi recai dal Presidente nel suo studio nei cui confronti lo Studio Ovale della Casa Bianca sembra la sala di un maggiordomo di terz’ordine.

Venni fatto accomodare nello studio privato, ove campeggiava un enorme globo terracqueo del secolo XV (in puro stile “megalomania deontologica”..), da un invecchiato praticante dall’area seria e grave di un vecchio pinguino bislungo, incravattato com’era in un fra e cravatta “d’ordinanza”.

(quella delle cravatte, era una vera mania del Presidente, che ra capace di processare gli avvocati che girassero senza tale aggeggio al collo. Memorabili le sue veline inviate ai colleghi in proposito. Roba di ridere, se non fosse che quegli zombi dei miei colleghi prendevano più sul serio tali manie – pericolose per la normale intelligenza delle persone – che non i codici penali).

Incravattato anch’io, mi presentai al cospetto dell’Esimio Presidente dell’Oridne, per l’occasione in cravatta “regimental”.

Accarezzando con voluttà quasi erotica l’enorme globo terracqueo alla sua destra, mi disse : “Caro e stimato Collega ! Sono molto lieto che Lei abbia accettato questo mio gentile invito. Sa, noi dell’ordine abbiamo molto a cuore la sua situazione professionale (NDR : su questo non c’erano dubbi !) . Sì , ci sono un po’ di esposti deontologici contro di lei…stiamo preparando qualche istruttoria..presto fisseremo un po’ di udienze….Che vicende spiacevoli, non trova anche Lei ? Risarebbe un modo per chiudere tutte queste sgrade-e-e-e-voli pendenze….”





A questo punto il presidente fece una pausa studiata ed accarezzò il globo terracqueo…credo stesse accarezzando con voluttà la Patagonia o il Madagascar..in cuor mio gli augurai sinceramente di andare a finire lì i suoi giorni da strozzino….

Il Presidente riprese il discorso. Sfoderò il suo pezzo forte (che mia spettavo) : l’estorsione con ricatto :



“Noi potremmo chiudere subito i suoi esposti senza processarla. Sa, se non si ha un occhio di riguardo per i colleghi….. (NDR : io direi un “occhio di riguardo” verso il loro portafogli..) …..sì, potremmo chiudere tutto già alla prossima adunanza plenaria…però ci vorrebbe un gesto di ‘buona volontà’ da parte sua….Lei capisce, vero….Lei dovrebbe, caro e stimato collega, rinunciare alla carica di Vice-Presidente della Società Sportiva Y…farci avere una copia delle sue dimissioni…presto……così possiamo chiudere questi spiacevoli esposti quanto prima…..non dica niente….so che mi vuole ringraziare……non mi metta a disagio…è la mia natura essere generoso…..Adesso può andare. Lasci in segreteria la prossima settimana la copia della lettera di dimissioni. Buongiorno, collega”.







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Che altro potei fare ?

Abbandonai la Società Sportiva, l’unico cespite professionale che avevo e che mi dava la possibilità di essere un po’ noto in città. Altri volevanoq uel lavoro. Ed altri lo ottennero.

Cinque giorni dopo, sulla scrivania del Presidente, vicino al globo terracqueo, c’era una copia delle mie dimissioni immediate ed irrevocabili dalla Società Sportiva.

Gli esposti finirono.

Ed io dovetti ricominciare daccapo a cercarmi uno spazio per vivere.



Questa è la democrazia.

Questo è l’ordine degli avvocati.

E l’ordine regna sovrano……







Anonimo








Nota : La presente dichiarazione racconta fedelmente fatti realmente avvenuti. Fa parte di un capitolo del libro “Anonima Estorsioni” , in corso di preparazione, e raccoglie confidenze fattemi da un avvocato. Per impedirmi la pubblicazione di questo volume, l’ordine degli avvocati, per il tramite di un Pubblico Ministero a loro vicino, mi ha inondato di procedimenti penali. Ma il libro andrà in porto. A tutti i costi.



Edoardo Longo longo.e@libero.it