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    Predefinito Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    • da Il Foglio del 29 ottobre 2009

    di Alessandra Sardoni

    Una donna per la regione Lazio, una donna in quanto donna, per il dopo Marrazzo. Non Rosy Bindi di cui pure si era fatto il nome, ma che preferisce piuttosto il ruolo di madre nobile, la presidenza del Pd. Una donna laica da contrapporre alla sindacalista dell`Ugl Renata Polverini in una sfida al femminile che abbia il senso di una cesura con il passato prossimo immoralista delle ultime prove al maschile. Nel Pd, molto al di fuori`del perimetro bersaniandalemiano, la carta coperta è la radicale Emma Bonino, ex ministro del governo Prodi. L’idea è circolata in una terra di confine tra il mondo romano vicino a Goffredo Bottini e quello di area ex veltroniana, di chi ricorda con nostalgia i bei tempi in cui W. chiudeva, faticosamente, l`accordo con Marco Pannella promettendo nove seggi e la Bonino ministro pur di tenere i radicali nel recinto del Pd ed evitare l`apparentamento concesso invece ad Antonio Di Pietro. "Sarebbe una cosa bellissima la gara Bonino-Polverini - sostiene la deputata Paola Concia - sicuramente si parlerebbe di politica". Nelle intenzioni dei proponenti, "Emma governatore" potrebbe essere una riedizione della fortunata campagna Emma for president del 1999, quando la Bonino si candidò al Quirinale portando i radicali a un irripetibile 8 per cento. Soprattutto "Emma governatore", al di là delle percentuali di realizzabilità, è lo strumento di contenimento dell`espansionismo dalemiano nel Lazio, specie se il ballottaggio, come è probabile, dovesse assegnare la segreteria regionale a Mazzoli candidato di Bersani anziché al veltroniano Morassut. E` per questo che i fautori dell`operazione Bonino si affrettano a divulgare i sondaggi commissionati dall`agenzia Omniroma che danno sicura la vittoria della Polverini su tutti: Veltroni, Marino e anche Gasbarra. L`ex presidente della provincia, sul quale D’Alema sembra puntare per ora. Considerato un ritorno al passato, anche se di sicuro più gradito di Emma alle gerarchie vaticane, oltreché più spendibile con l`Udc con cui si vorrebbero testare le alleanze (ma al momento l`Udc è tentata di correre da sola). Un obiettivo questo così importante da spingere qualche esponente della maggioranza del Pd ad azzardi del tipo - è accaduto l`altro ieri nei conciliaboli alla Camera offrire la candidatura nel Lazio a Bruno Tabacci. "A me che sono lombardo... Grazie, sono lusingato che mi considerino, ma non è che ci si candida con l`applausometro", commenta l`interessato. Per una neanche tanto strana coincidenza Tabacci figura .nella rosa dei candidati per la presidenza della Lombardia proprio come Emma. Un sondaggio pubblicato ieri li misurava entrambi in rapporto alla potenziale performance di Formigoni con risultati poco lusinghieri. Ma l`ipotesi Bonino in Lombardia farebbe parte di un quadro tutto diverso: candidatura dei radicali che hanno già iniziato peraltro la raccolta di firme per presentare le liste in tutte le regioni. La Bonino, si argomenta, è stata molto attiva nella vicenda dell`Expo la sua popolarità sarebbe in ascesa. La candidatura nordista della Bonino avrebbe il profilo di un`azione di disturbo in una partita già di per sé complicata per il Pd vista la forza di Formigoni e anche di Roberto Castelli, il candidato preferito dalla Lega. A Roma si tratta invece di un`iniziativa del Pd, o meglio di quella minoranza che guarda più che altro alle primarie. Alla luce dei risultati di domenica, difficilmente potrà essere evitata la modalità primarie per la scelta del candidato. "Sono indispensabili per rimotivare un elettorato provato dal caso Marrazzo" è il leitmotiv più diffuso fra tutte le anime del Pd dell`era bersaniana. Accompagnato nel caso dell`ex mozione Marino da considerazioni del tipo: "Se non si dovessero fare, saremmo pronti a far valere il nostro 12 per cento". Il bello delle primarie, è la tesi delle minoranze, è che consentono di saltare la ricerca del placet di questo o di quello purché sia motivato il candidato. L`ipotesi potrebbe essere quella di una sfida Gasbarra-Bonino cui magari si potrebbe aggiungere qualche altro nome. "Quella di Emma è una bella candidatura", osserva Roberto Giachetti, ex DI, ex radicale. Ai radicali l`operazione piace più dell`Emma lombarda: una candidatura alle primarie del Pd mentre si raccolgono firme non sarebbe male, è il commento, un tantino imbarazzato.

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    Predefinito Rif: Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    Bonino: io in lizza? Non escludo nulla

    • da Corriere della Sera - ed. Roma del 30 ottobre 2009

    «Non escludo nulla. Però non ne so niente. Per ora preparo le liste Bonino-Pannella». Così Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ha commentato le indiscrezione sulla sua possibile candidatura alla Regione per il centrosinistra. Pierluigi Bersani, leader del Pd, per adesso però frena. «Lasciamo perdere il toto-nomi sui candidati. Quello è l`ultimo dei passaggi. Prima viene una piattaforma programmatica, poi l`alleanza, e infine il candidato, e non il contrario».

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    Predefinito Rif: Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    Radicali e sinistra Bersani il tessitore è cauto su Bonino

    • da Il manifesto del 30 ottobre 2009

    di Daniela Preziosi

    “Non escludo nulla, non ho mai escluso nulla nella vita. Però non ne so niente. Per ora preparo le liste Bonino-Pannella”. La vicepresidente del senato risponde così alle voci sulla sua candidatura alla presidenza del Lazio `marrazzato`. Ieri si è occupata tutto il giorno dell`emendamento salva-Radio Radicale al senato: il testo che destina 30 milioni in tre anni perla convenzione è pronto, ma non essendo lo stanziamento nominale, non c`è certezza che finisca effettivamente all`emittente. Dell`ipotesi che agita le stanze Pd, Bonino si preoccupa molto meno. Da Torre Argentina fanno sapere che buona creanza prevede che per discutere almeno ci si incontri. E a oggi nell`agenda di Bersani non c`è una casella con scritto «radicali». Trattamento unico, fra gli alleati e gli alleabili in vista delle regionali. Dopo Di Pietro, ieri il neosegretario ha visto Nichi Vendola, oggi tocca a Ferrero e Diliberto, più avanti vedrà Cesa e Casini. Radicali, nessuno. Anzi, sulla nomination di Bonino, Bersani va con i piedi di piombo: «Non facciamo totonomi. È chiaro che in un quadro di alleanze verranno scelti i candidati vincenti. Ma lo schema da seguire è: prima la piattaforma, poi le alleanze e poi la scelta del candidato, non il contrario». Bersani sa che nel Lazio la situazione è incartata. Nessun candidato alla segreteria ha superato il 50%, ma la conflittualità interna è tale che l`area Marino, ago della bilancia, è orientata alla scheda bianca. Quanto alla regione, Rosy Bindi, Marino stesso, Andrea Riccardi hanno detto, no senza appello. Enrico Gasbarra, recente dalemiano, si è fatto indietro. Prima della caduta del governatore, Oltretevere aveva dato il nulla osta all`alleanza fra con l`Udc. Ma ora, dopo lo «scandalo», potrebbe ritirare la benedizione, anche nel caso - dichiarato - in cui il Pd sia disponibile a votare un centrista. Ma quale? Marco Follini e Bruno Tabacci, tirati in ballo, hanno risposto no. In un mare di macerie, resta in campo l`ipotesi Bonino, almeno finché lei non la smentisce. I radicali prenderanno una decisione al congresso di Chianciano. Se dovessero decidere di partecipare alle primarie, non ci sarebbe partita. Bersani sa che Emma nel Pd ha molti entusiasti. Almeno quanti scettici. «È un`ottima persona e una politica di razza. Ma rischiamo di confondere l`elettorato: Bersani punta sul lavoro, e noi candidiamo una super liberale contro una sindacalista come Renata Polverini?», si interroga il consigliere Alessio D`Amato. Un limite, ma forse anche un vantaggio: non è un mistero che i radicali peschino voti a destra. Quanto alla sinistra, ieri Bersani ha incontrato Nichi Vendola, nella sua doppia veste di presidente della Puglia e di leader di Sinistra e Libertà. I due davanti ai giornalisti hanno spiegato di aver riaperto un percorso di confronto. Ma dalle dichiarazioni non si è chiarito un gran ché. Bersani: «Dal livello nazionale del Pd partirà una proposta generosa: non metteremo veti, faremo una proposta molto larga che abbraccerà tutto l`arco delle forze di opposizione». Vendola, a proposito della,sua conferma: «Io non sono abituato a fare passi indietro, semmai passi in avanti». Il guaio è che il veto, su Vendola, lo mette l`Udc. Ieri Lorenzo Cesa gli ha risposto di slancio: «Siamo del tutto alternativi rispetto all`attuale presidente della Puglia». E Angelo Sanza, plenipotenziario per la trattativa regionale: «Abbiamo tutta la buona volontà di stringere una nuova alleanza, ma per noi la discontinuità è che Vendola si faccia da parte. Quando ci si siede a un tavolo di confronto, nessuno può avere l`aureola da candidato. II nuovo segretario Pd faccia la sua raccolta di opinioni. La nostra la conosce. Ormai ha tutti gli elementi per decidere».

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    E Fare Futuro lancia la sfida Bonino-Polverini

    • da L'Unità del 30 ottobre 2009

    Bonino contro Polverini? L`idea trova già i suoi sostenitori. Non solo tra i laici del Pd. Ma anche a destra. «Due donne in corsa per ridare credibilità alla politica», si entusiasma Ffwebmagazine, il periodico online della Fondazione Farefuturo, che fa il tifo per una sfida tutta al femminile e accarezza la cornice perfetta entro cui collocare la candidatura, tutta finiana, di Renata Polverini. E tagliare fuori nomi come Andrea Augello e Maurizio Gasparri, che l`altra ala di An non ha ancora accettato di deporre, nonostante la benedizione berlusconiana alla leader dell`Ugl. «Quando ha bisogno di riconquistare credibilità, la politica non può che ricorrere alle donne. Quelle vere, espressione di competenza, serietà, onestà intellettuale», spiega Barbara Mennitti. Bonino e Polverini, dunque. «Ci piacciono perché sono due donne, ma non solo...».

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    Lazio, parte il tam-tam per la Bonino piace ai laici del Pd. E lei: "mai dire mai"

    • da L'Unità del 30 ottobre 2009

    di Mariagrazia Gerina

    «Non ho mai escluso nulla nella mia vita», risponde la radicale Emma Bonino, con quel pizzico di ambiguità che lascia il suo nome in pista. «Con me però nessuno ha discusso nulla», derubrica l`argomento ad idea altrui la senatrice eletta nel 2008 nelle fila del Pd. Ma non è un no secco. E tanto basta per riaccendere gli entusiasmi tra i laici del Pd che già sognano la sfida tutta al femminile. Bonino contro Polverini. «Emma Bonino Presidente della Regione Lazio. Yes we can», parte il tam tam nella rete. Con tanto di gruppo su facebook, che appena lanciato raccoglie subito duecento contatti. Era cominciata così anche la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Pd. E infatti sono proprio i sostenitori del «terzo uomo» a fare il tifo per Emma. Donna, laica, autorevole, con un profilo europeo di primo piano, capace di parlare oltre gli steccati. Perfetto contraltare alla leader dell`Ugl Rosaria Polverini. Chi meglio di lei per togliere il centrosinistra dal pantano del dopo-Marrazzo? L`idea non dispiacerebbe nemmeno al senatore Marino, che con i radicali ha un feeling consolidato. E, nonostante il suo nome sia finito nella top-ten dei candidabili, a correre per la Regione Lazio - assicurano i suoi non ci ha mai seriamente pensato. Goffredo Bettini sorride compiaciuto, lasciando riconoscere il suo guizzo dietro l`idea di una candidatura che sbaragli gli schemi. Nel Lazio, dove la presenza del Vaticano è incombente. E nel Pd, dove i dalemiani pensano se mai all`ex presidente della Provincia Enrico Gasbarra. Oppure a un ticket con Tabacci in caso di alleanza con l`Udc. «Emma Bonino sarebbe una candidata perfetta, capace di prendere voti anche a destra e di rendere di nuovo pulita la scena elettorale», si entusiasma il suo entourage: «E poi prima era il partito che decideva e tutti dovevano essere d`accordo, adesso con le primarie lo schema è libero». Ma è proprio il partito a frenare. Sulla senatrice radicale. E non solo. Di nomi che possano spazzare via lo scandalo che ha travolto la Regione Lazio in queste ore se ne fanno tanti. Da Andrea Riccardi, fondatore di Sant`Egidio, all`ex prefetto Carlo Mosca, l`uomo che disse no alle impronte digitali ai rom. Con spazio anche a candidature fuori dal Pd. «Ma non facciamo totonomi, è chiaro che in un quadro di alleanze verranno scelti i candidati vincenti, ma lo schema è: prima la piattaforma e le alleanze e poi la scelta del candidato», spiega il neo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Le stesse primarie di coalizione sono uno scenario non del tutto scontato. I popolari, per esempio, non le vogliono. E forse non solo loro. E la stessa Emma Bonino più che un tam tam eterodosso sul suo nome attendeva che Bersani battesse un colpo sul rapporto con i radicali. E invece nulla, dicono a Largo Argentina. «Per ora l`unica cosa che so è che stiamo raccogliendo le firme per presentare alle regionali la Lista Bonino-Pannella», recita dunque l`argomento più forte con cui Emma Bonino si prepara alle prossime elezioni amministrative. Anche nell`altra metà del campo, la vicenda è più confusa di quanto Berlusconi l`abbia rappresentata l`altro giorno con il suo placet alla candidata di Fini, Rosaria Polverini. «La decisione non è ancora stata presa», frena il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Mentre il berlusconiano Francesco Giro si entusiasma: «Polverini nostra candidata al 99,9%». Entusiasmi che servono a far deflagrare lo scontro tra gli ex An, spiega chi non ha rinunciato a vedere in pista un big di An. Magari una donna, Giorgia Meloni: «Oppure Gasparri». E poi davvero Berlusconi ha rinunciato a mettere alla guida della Regione Lazio, un suo fedelissimo? Antonio Tajani è pronto a tornare in pista se dovesse tramonta- su facebook Nasce il gruppo «Emma Bonino, Yes we can». In poche ore 200 contatti.

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    Predefinito Rif: Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    Rivoluzione rosa nel Lazio: tutti tifano Emma e Renata

    • da Secolo d'Italia del 30 ottobre 2009

    di Antonella Ambrosini

    Renata e Emma, probabilmente. Si sta profilando all`orizzonte una possibile sfida tutta al femminile alle prossime regionali del Lazio tra Renata Polverini ed Emma Bonino. È tutto da definire, soprattutto per quanto riguarda la Bonino, mentre per la Polverini è vicina la fumata bianca, ma la sola ipotesi che quello laziale possa essere uno scontro rosa viene salutata con grande favore. Emma e Renata piacciono, e anche tanto, non solo, evidentemente, perché un duello al femminile è raro nelle nostre consultazioni elettorali, quanto perché sono "portatrici sane" di un valore tanto auspicato di recente dal nostro capo dello Stato. Parola di Pier Paolo Segneri, della Giunta di Radicali italiani: «Il presidente Giorgio Napolitano ha auspicato la costruzione di un nuovo costume politico: ebbene, le due probabili candidate ne sono la quintessenza: sono donne che hanno dimostrato di saper parlare a tutti, si sono accreditate, ognuna nel proprio ambito, come interlocutrici di tutti e non solo di una parte. Ancora, sono trasversali alle generazioni e alle classi sociali, l`una sempre sulle barricate per i diritti degli "ultimi", l`altra capace di rappresentare i diritti di tutte le categorie lavoratrici. Accomunate, insomma, dalla capacità di dare battaglia sulla dignità delle persone». Emma e Renata piacciono e soprattutto si apprezzano, spiega ancora Segneri, e sono garanzia di una campagna elettorale senza veleni, senza coltello tra i denti. Finalmente: «So, e non da oggi, che Bonino e Polverini si stimano e questo rappresenterebbe un valore aggiunto per la corsa alla Regione Lazio. Perché sarebbe la garanzia di un confronto non tra due "curve" ma sui problemi reali della vita dei cittadini del Lazio». In buona sostanza, Emma e Renata riporterebbero al centro del dibattito elettorale la politica vera «senza ricorrere alla delegittimazione dell`avversario. Sono sicuro al cento per cento che anche nelle fasi più dure non ci sarebbe denigrazione mai tra loro». Spiega Segneri: «Si potrebbero fare con loro le prime "prove tecniche" di un`impostazione elettorale all`americana: Obama e la Clinton si affrontano e si scontrano, ma poi, deposte le armi, "fanno squadra" sulle questioni che contano per il bene del paese. Ecco, la leader radicale e il segretario dell`Ugl hanno la statura giusta per introdurre anche da noi un salto di qualità del genere». E poi si tratterebbe di due candidature "libere": «libere dai lacci e lacciuoli correntizi dei due diversi contenitori politici che le esprimono: penso che entrambe avrebbero la forza per non essere schiacciate dalle logiche interne dei vari partiti il giorno dopo l`elezione». Insomma, porterebbero una ventata di trasversalismo che non guasta. Anzi, è auspicabile: «Entrambe dimostrano una belle tempra di riformatrici in un sistema un po` vecchio e ingessato come ancora è il nostro». Renata candidata coi fiocchi per il ministro della Gioventù Giorgia Meloni: «Sarebbe un governatore veramente al servizio dei cittadini, soprattutto per il suo lungo impegno sociale a favore dei lavoratori e della famiglia». È bello, soprattutto, che siano due donne, la Polverini e la Bonino, ad essere considerate le "salvatrici" di una politica arenatasi nelle secche del gossip degli scandali. Renata e Emma sono avvertite oggi come due personalità in grado di riuscire nell`impresa di ricucire "lo strappo" tra elettori e politica, di ridare fiducia alle persone dopo i fatti che hanno travolto l`immagine dell`ormai ex governatore Marrazzo. «Solo due donne come loro potrebbero ripristinare questo patto di fiducia», dice chiaramente Barbara Saltamartini, responsabile delle donne e del Pdl. «Ma quello che mi piace di più di loro è che si tratta di due soggetti politici doc: entrambe hanno ottenuto i loro successi per il lavoro svolto all`interno di percorsi definiti, dimostrando capacità d`ascolto e determinazione nel voler affrontare problemi veri e difficili». Se il duello auspicato si trasformasse in realtà? «Sarebbe una dimostrazione di maturità da parte dei partiti scegliere "questo" tipo di donne, impegnate da tempo nel territorio, che sono quello che sono grazie al lavoro svolto sul campo, conosciute per quel che hanno prodotto. E se candidatura sarà, non sarà certo un "regalo di", per intenderci, ma un premio per quel che hanno prodotto». Nulla da dire sulla Bonino, per carità, donna di esperienza e affidabile, ma «la vera donna nuova della politica italiana a cui guardare è Renata», sostiene l`esponente del Pdl. Ha un plus che le deriva da alcuni elementi dirompenti: è stata la prima donna a capo di un sindacato, e per giunta di destra, come l`Ugl, capace di farsi apprezzare nonostante la morsa della triade Cgil-Cisl-Uil. Ha chiuso trattative difficili sia sotto Prodi (ricordate la vertenza dei sindacalisti arrabbiati con Bersani?), che sotto Berlusconi in un ambiente tradizionalmente maschile come quello sindacale senza complessi psicologici o condizionamenti. Per questo, secondo me, sfonderà ben oltre il centrodestra. E poi, per quel che mi riguarda, mi piace il filo di continuità con il nostro mondo: in Renata vedo la sostanza umana e politica di tutta una generazione di valenti esponenti del centrodestra femminile: donne del fare e non dell`apparire».

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    Facciamo tutti il tifo per Emma! hefico:

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    REGIONALI: BONINO, IO RACCOLGO FIRME PER MIE LISTE
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    Roma, 31 ott. (Adnkronos) - "L'unico vincolo che ho e' raccogliere in tutte le regioni le firme per presentare le liste 'Bonino-Pannella' e in questo sono impegnata. Per il resto leggo anch'io i giornali ma non ne so nulla, niente di niente". Cosi' Emma Bonino, interpellata dal'ADNKRONOS, commenta l'eventualita' di una sua candidatura per il centrosinistra alle Regionali nel Lazio. Ma se questa ipotesi dovesse effettivamente concretizzarsi? "Io con i se -risponde l'esponente Radicale- non ho mai fatto politica".

  9. #9
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    Partito un intenso TAM TAM su facebook per sostenere una candidatura dal basso per la regione Lazio: EMMA BONINO
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    Paolo Casalini 30/10/2009 15:26:00
    image

    «Emma Bonino sarebbe una candidata perfetta, capace di prendere voti anche a destra e di rendere di nuovo pulita la scena elettorale» Anche l'Unità si è accorta del movimento che sta crescendo...






    Questo il comunicato che ha dato l’avvio al fitto scambio di informazioni in tutta la rete:

    “L'ipotesi di candidatura di Emma Bonino ci sembra convincente. Il suo profilo culturale e politico, appare il più adatto per aprire una NUOVA STAGIONE per il governo del LAZIO. Una donna, la cui dirittura morale e il rigore nella battaglia politica, sembrano offrire ad oggi l'unica offensiva reale a quella della candidata della PDL Polverini”

    EMMA BONINO PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO. YES WE CAN! | Facebook

    Dopo la vicenda di Marrazzo, la figura carismatica di Emma Bonino sembra offrire una speranza più che concreta al popolo del centro sinistra per non vedere definitivamente compromessa ogni possibilità elettorale.

    Poco fa anche L’Unità si è accorta del movimento di opinione che sta nascendo e crescendo come un fiume dai navigatori e prendendo la palla al balzo, è andata a chiedere direttamente all’interessata:

    Fonte l'Unità: Lazio, parte il tam-tam per la Bonino. Piace ai laici del Pd. E lei: «Mai dire mai» - l'Unità.it

    «Non ho mai escluso nulla nella mia vita», risponde la radicale Emma Bonino, con quel pizzico di ambiguità che lascia il suo nome in pista. «Con me però nessuno ha discusso nulla», derubrica l’argomento ad idea altrui la senatrice eletta nel 2008 nelle fila del Pd. Ma non è un no secco. E tanto basta per riaccendere gli entusiasmi tra i laici del Pd che già sognano la sfida tutta al femminile. Bonino contro Polverini. «Emma Bonino Presidente della Regione Lazio. Yes we can», parte il tam tam nella rete. Con tanto di gruppo su facebook, che appena lanciato raccoglie subito duecento contatti. Era cominciata così anche la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria del Pd. E infatti sono proprio i sostenitori del «terzo uomo» a fare il tifo per Emma. Donna, laica, autorevole, con un profilo europeo di primo piano, capace di parlare oltre gli steccati. Perfetto contraltare alla leader dell’Ugl Rosaria Polverini. Chi meglio di lei per togliere il centrosinistra dal pantano del dopo-Marrazzo? L’ideanon dispiacerebbenemmenoal senatore Marino, che con i radicali ha un feeling consolidato. E, nonostante il suo nome sia finito nella top-ten dei candidabili, a correre per la Regione Lazio - assicurano i suoi - non ci ha mai seriamente pensato. Goffredo Bettini sorride compiaciuto, lasciando riconoscere il suo guizzo dietro l’idea diuna candidatura che sbaragli gli schemi. Nel Lazio, dove la presenza del Vaticano è incombente.Enel Pd, dove i dalemiani pensano se mai all’ex presidente della Provincia Enrico Gasbarra. Oppure a un ticket con Tabacci in caso di alleanza con l’Udc.

    «Emma Bonino sarebbe una candidata perfetta, capace di prendere voti anche a destra e di rendere di nuovo pulita la scena elettorale», si entusiasma il suo entourage: «E poi prima era il partito che decideva e tutti dovevano essere d’accordo, adesso con le primarie lo schema è libero». Ma è proprio il partito a frenare. Sulla senatrice radicale. E non solo. Di nomi che possano spazzare via lo scandalo che ha travolto la Regione Lazio in queste ore se ne fanno tanti. Da Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio, all’ex prefetto Carlo Mosca, l’uomo che disse no alle impronte digitali ai rom. Con spazio anche a candidature fuori dal Pd. «Ma non facciamo totonomi, è chiaro che in un quadro di alleanze verranno scelti i candidati vincenti, ma lo schema è: prima la piattaforma e le alleanze e poi la scelta del candidato », spiega il neo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Le stesse primarie di coalizione sono uno scenario non del tutto scontato. I popolari, per esempio, non le vogliono. E forse non solo loro. E la stessa Emma Bonino più che un tam tam eterodosso sul suo nome attendeva che Bersani battesse un colpo sul rapporto con i radicali. E invece nulla, dicono a Largo Argentina. «Per ora l’unica cosa che so è che stiamo raccogliendo le firme per presentare alle regionali la Lista Bonino-Pannella», recita dunque l’argomento più forte con cuiEmma Bonino si prepara alle prossime elezioni amministrative. Anche nell’altra metà del campo, la vicenda è più confusa di quanto Berlusconi l’abbia rappresentata l’altro giorno con il suo placet alla candidata di Fini, Rosaria Polverini. «La decisione non è ancora stata presa», frena il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Mentre il berlusconiano Francesco Giro si entusiasma: «Polverini nostra candidata al 99,9%». Entusiasmi che servono a far deflagrare lo scontro tra gli ex An, spiega chi non ha rinunciato a vedere in pista un big di An. Magari una donna, Giorgia Meloni: «Oppure Gasparri ». E poi davvero Berlusconi ha rinunciato a mettere alla guida della Regione Lazio, un suo fedelissimo? Antonio Tajani è pronto a tornare in pista se dovesse tramontare l’ora delle donne.

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    Predefinito Rif: Nel Pd del Lazio s'avanza un'opzione radicale, "Emma governatore"

    sarei davvero molto felice di vedere emma bonino candidata governatrice in una regione, anche se già da qualche mese su facebook è stato creato un gruppo chiamato "LOMBARDIA REGIONALI 2010 - EMMA BONINO CANDIDATA GOVERNATORE" (http://www.facebook.com/group.php?gi...4260038&ref=ts) in cui si chiede alla senatrice radicale di candidarsi come governatrice in questa regione che da 15 anni è in mano a CL e che spesso ha dato ai radicali ottimi risultati ma di candidarsi non per una coalizione formata da radicali e PD ma le si chiede di mettersi a capo di una coalizione Liberale!
    gli amministratori di questo gruppo hanno avuto modo di parlare con l'interessata in qualche occasione ma non sono ovviamente riusciti a ottenere da lei alcunapromessa di candidatura o quant'altro. se non fosse possibile candidare Emma a governatrice della mia regione (n.d.a. la Lombardia) sarei in ogni caso felicissimo di vederla candidata in Lazio.
    Ultima modifica di Buccia; 01-11-09 alle 01:12
    Il socialismo mi fa schifo

 

 
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