Radicali-CdL. Pannella: Farei il ministro se solo cadesse la pregiudiziale contro i radicali
9 agosto 2004
«Al contrario di quel che feci nel 1994, oggi ci penserei: potrei anche fare il ministro della Giustizia». Durante la consueta conversazione settimanale della domenica sera a Radio Radicale (L'audiovideo) Marco Pannella ha risposto così sull'ipotesi di una nuova alleanza dei radicali con il centrodestra. «Cosa dovrebbe dire la Casa delle Libertà ai Radicali»? Dovrebbe far cadere «la discriminazione verso di noi». E', vero, ammette, su alcune quesioni a partire da droga, ricerca e procreazione assistita le differenze fra Radicali e Casa delle Libertà sono profondissime. Ma «non si vede perché - aggiunge - non debbano esserci questioni di coscienza in una maggioranza. E «quindi non mi creano problemi i misfatti che il governo opera, con Sirchia o con la proposta di un superministero di Fini sulla droga». I partiti della CdL dovrebbero riconoscere altrettanto: se è vero che «in alcune scelte i Radicali sono i veri antagonisti, il governo del mondo e dell'Italia vede molti fronti diversi» e quindi «molte altre cose possono essere fatte insieme», purché si realizzi la «condizione preliminare, che sia fatta cadere la discriminazione verso alcuni Radicali, che potrebbero fornire contributi che tutto il mondo ci invidia».
Giustizia, economia e riforma del welfare, politica estera, sono questi i fronti di una possibile collaborazione. «I Radicali - ricorda Pannella - hanno vinto il "referendum Tortora" sulla giustizia, e dunque potrebbe essere loro affidata, piuttosto che a Castelli, la Giustizia». Così come sull'«economia potremmo trovare proposte comuni», per un «nuovo welfare», salari di disoccupazione. «Una mattina di alcuni anni fa - ha ricordato il leader radicale - diedi un consiglio a Berlusconi, quando doveva nominare un Commissario europeo: aveva un nome e gli feci cambiare idea, e non fu criticato una solta volta per quella scelta».
Quanto alla fecondazione assistita e alla libertà di ricerca scientifica, «noi ci opporremo» alle soluzioni della CdL, ma «vi lasciamo i vostri embrioni e vi chiediamo di lavorare su quei contributi di politica internazionale che il G8 ha definito "straordinari", cioé i risultati della conferenza di Sana'a sulla democrazia nel mondo arabo, da noi organizzata. A a gestire questi temi di politica estera potrà essere incaricata una radicale».
«E' ora di riprendere in mano questa situazione, sennò faranno marmellata del Presidente della Repubblica», ha detto Pannella, soffermandosi nel corso della conversazione radiofonica non tanto sul problema Adriano Sofri, quanto sui problemi «della legalità delle istituzioni, del potere di grazia e della malagiustizia, del mancato monitoraggio della esecuzione della pena, della condizione dei detenuti».
(Federico Punzi)
da www.radioradicale.it




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