Scrivo in italiano cosi anche il sig. Armando Pietrella, se capiterà da queste parti, potrà comprendere..
Questa è la lettera che Juanni Masala (Lettorato di Lingua e civiltà sarda - Univesità di Stoccarda) ha scritto all'Unione Sarda e che è stata pubblicata venerdì 30 luglio.
http://www.unionesarda.it/UNIONE/200...LET01/A00.html
L’opinione
La storia sarda ignorata a scuole
di Giovanni Masala*
Nonostante la ricerca storica dell’ultimo cinquantennio abbia messo in chiaro per sempre che la Sardegna nel Medioevo non solo era Nazione, ma un vero e proprio Stato indipendente, i libri di testo adottati nella scuola primaria e secondaria italiana continuano a propinarci vere e proprie menzogne. Una volta si legge che la Sardegna era una colonia araba, un’altra che era una colonia pisana o genovese, un’altra volta ancora che la nostra isola era una colonia aragonese. Vediamo le date più da vicino: i Giudicati sardi di Calari, Gallura e Torres nascono grosso modo verso la fine del nono secolo e perdono la loro indipendenza verso la seconda metà del tredicesimo secolo (Calari: 900-1258; Gallura: 900-1288; Torres: 900-1259) in seguito all’occupazione pisano-genovese e in seguito aragonese (1324-1365). Il Giudicato di Arborea rimane indipendente dal 900 al 1420, oltre 5 secoli insomma. Dal 1365, la Casa d’Arborea riconquista i cosiddetti «territori occupati» ad eccezione di Castel di Cagliari e di Alghero e la Sardegna è nuovamente Stato indipendente fino al 30 giugno 1409, giorno della battaglia di Sanluri, in cui la Sardegna perde definitivamente la sua indipendenza. Di tutto questo nei testi scolastici non troviamo nulla! Dopo questa data, la nostra isola sarà rispettivamente colonia aragonese, spagnola e piemontese fino al 1860. Che per cinque secoli la lingua sarda fosse la lingua ufficiale della Sardegna è cosa troppo nota per essere approfondita ulteriormente in questa sede. Come dice Carlo Tagliavini ne “Le origini delle lingue neolatine”: «Dal punto di vista dei testi volgari antichi la Sardegna è, senza dubbio, la parte dell’Italia che ce ne dà la messe più abbondante ed omogenea. La documentazione ha grande valore linguistico oltre che storico-giuridico giacché molti dei testi antichi sardi sono documenti di primaria importanza per la storia del diritto italiano». Ora, partendo da questi presupposti, è vergognoso che le scuole sarde e italiane continuino ad adottare manuali di parte dove si afferma che eravamo sempre colonia e, comunque, sempre sudditi di altri quando ciò non corrisponde assolutamente al vero. Probabilmente la storia della Sardegna “disturba” qualcuno, ma la scienza non ammette menzogne. Il sovrintendente scolastico della Sardegna non è sardo, è un funzionario continentale in missione ma sarebbe doveroso che pubblicamente ci spiegasse finalmente il perché di queste falsificazioni storiche che sarebbe bene emendare quanto prima da tutti i manuali scolastici italiani. O è meglio che «per ragioni strategiche» soltanto una minoranza di sardi e italiani conoscano la vera storia della Sardegna?
Che sia in atto un processo di rimozione e cancellazione della memoria della storia sarda è chiarissimo, il motivo rimane comunque misterioso: la parola al sovrintendente scolastico.
*Lettorato di Lingua e civiltà sarda
Stoccarda




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ma ita ti ndi importada de kini est, ita ndi sçu deu? est de aci e boh!
