Regionali 2005: Regione Lazio è modello di governo originale
Le prossime regionali rappresenteranno un fondamentale appuntamento elettorale per garantire alla destra di confermare la propria straordinaria esperienza di governo. Nel 2000 la strepitosa affermazione del Presidente Storace determinò lo sfratto dell'abusivo D'Alema da Palazzo Chigi. Il 2005 con la vittoria dell'attuale maggioranza di governo regionale avremo l'occasione, invece, di prolungare la permanenza legittima del centro destra al governo della Nazione. Il Presidente Storace ieri si adoperò per ripristinare nel paese la maggioranza politica di centro destra, domani sarà l'argine alle ambizioni di governo di una sinistra ancora non matura per proporsi alla guida del paese dilaniata come è da divaricazioni culturali e programmatiche proprie della sua porosa aggregazione cementata solo da ostilità preconcette e avariate verso l'avversario. Il Presidente Storace già nel 2000 raccolse 100 mila consensi in più rispetto alla coalizione, dimostrando già allora un cospicuo valore aggiunto. Oggi con gli incontrovertibili risultati raggiunti, grazie all'impulso decisivo del Presidente Storace, quel valore aggiunto è destinato a lievitare e porsi come garanzia per l'affermazione del centro destra. La Regione Lazio si presenta come un modello di governo originale per i suoi tratti moderni ed efficienti che hanno assicurato al Lazio una crescita economica e occupazionale nonostante la tendenza negativa nazionale e internazionale, una sanità veramente a misura della dignità umana, un terreno fertile per la nascita di nuove imprese, ingenti risorse economiche beneficiando della "premialità" europea per la spesa efficiente e tempestiva dei fondi comunitari, una politica sociale attenta ai nuovi bisogni senza revocare ma rafforzando quel contratto sociale che si pone a fondamento della cittadinanza, un costruttivo e maturo dialogo sociale e l'adesione a quei valori nazionali senza i quali ci sentiremmo smarriti perché non si può fondare nulla prescindendo dai fondamenti. E una sinistra irresponsabile, che tenta goffamente di minimizzare certi risultati, dimostra ancora una volta di abbeverarsi nelle fonti del suo discredito quello della mistificazione permanente della realtà soprattutto quando questa non si concilia con la sua inezia. Il riformismo dei "vegetali" (Quercia e Margherita) non potrà crescere perché essiccato dall'ideologismo di sigle anacronistiche come i rifondaroli comunisti, che esercitano un potere di interdizione soffocante e rendono l'Ulivo ostaggio di movimenti animati da un'avversione radicale al centro destra. L'Ulivo "bifrontico", che deve esibire a tratti il volto riformista alternando ad esso il volto dell'antagonismo senza se e senza ma, non potrà offrire al Paese una credibile alternativa di governo perché privo degli elementi costitutivi di una forza di governo quali quello della fedeltà atlantica e di una dose di coesione programmatica in grado di produrre quelle politiche di rinnovamento strutturale che possono risultare impopolari nel loro impatto ma popolarissime nel loro effetto. La Regione Lazio ha dimostrato con i fatti di essere all'avanguardia delle politiche istituzionali e il lavoro fin qui svolto non può essere dissipato ma stabilizzato conferendo al Presidente Storace un'ulteriore legislatura di governo per proseguire nella sua azione modernizzatrice. Le dirigenze di tutti i partiti della coalizione devono veicolare i successi perseguiti e conseguiti dall'Istituto regionale, comunicando il grande movente innovatore che caratterizza il centro destra perché quei risultati sono il migliore biglietto da visita per proseguire sul cammino dello sviluppo e della solidarietà, rinnovando quel patto federale nel senso letterale del termine fra cittadini, amministrazione e politica che hanno un comune avversario la complessità delle società moderne e un comune obiettivo la realizzazione compiuta delle persone. Con il Presidente Storace quel patto è già stato rispettato, agli elettori del Lazio spetta rinnovarlo incuranti dei tentatori e chiacchieroni sinistri.
Destrasociale.org




Rispondi Citando
adios
