Scoperta dalla Gdf una banda “massonica” composta da nigeriani, bulgari, russi e italiani
Una società segreta dietro al narcotraffico
18 arresti, 46 denunce e oltre 8 chili di sostanze stupefacenti sequestrate: è il bilancio di un’operazione antidroga chiamata “Nigerian Bad Boys” condotta dalla Guardia di Finanza in diverse città italiane. Le indagini hanno portato anche alla scoperta di una società segreta di tipo massonico, alla quale sarebbero legati, oltre a nigeriani, bulgari e russi, anche personaggi italiani.
Gli arresti sono stati compiuti a Genova (da dove sono partite le indagini), Torino, Verona, Modena, Roma e Napoli. Gli arrestati sono tutti di nazionalità straniera, ma fra i denunciati figurano anche alcuni italiani e non si esclude che nel giro, principalmente in veste di acquirenti e consumatori delle sostanze stupefacenti, eroina, cocaina e marijuana, siano coinvolti personaggi di spicco.
Sulla società segreta alla quale erano affiliati spacciatori e acquirenti, la Guardia di Finanza di Genova non lascia trapelare alcuna indiscrezione. «Sarà la procura a decidere se portare avanti le indagini in quella direzione» spiega il comandante provinciale, maggiore Antonio Del Gaizo. Le indagini hanno permesso anche di sventare due omicidi: quello di uno spacciatore genovese e quello una donna che non aveva pagato una fornitura di cocaina di circa un chilo.
Gli omicidi erano commissionati a sicari di nazionalità magrebina, dietro compenso di poche centinaia di euro. L'operazione era partita nel settembre del 2003, sotto la direzione del Sostituto procuratore della Repubblica di Genova, Nicola Piacente.
Determinante è stato l’arresto di due cittadini nigeriani avvenuto presso la stazione ferroviaria di Genova Principe.
Le indagini hanno portato alla scoperta di un traffico internazionale di cocaina, eroina e marijuana, che aveva referenti in Sud America (Suriname, Brasile e Colombia) e in due Paesi asiatici (India e Pakistan) e aveva il suo centro di smistamento in Olanda. I sistemi utilizzati dai corrieri per trasportare la droga andava dall’ingestione degli ovuli, all’utilizzo di bagagli con doppifondi, ma il più ingegnoso era senza dubbio l’occultamento degli stupefacenti nella parrucca indossata da una donna. A permettere la scoperta di questo sistema è stato l’intervento dei due cani antidroga Asse e Lagea che, con un balzo rivelatore, hanno segnalato la presenza della droga durante un controllo in uno scalo italiano.
[Data pubblicazione: 13/08/2004]




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