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  1. #1
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    Predefinito Germania, Sondaggi:in calo Cdu e Spd. In crescita Verdi e Pds

    Germania, i sondaggi danno in calo Cdu e socialdemoratici. In crescita solo la Pds
    di red

    Germania, la protesta sociale contro la riforma del welfare - o controriforma, come la chiamano molti - sembra incontrare la politica. Secondo gli ultimissimi sondaggi, gli elettori oggi punirebbero in modo pesante i due maggiori partiti tedeschi, premienado la sinistra alternativa, la Pds.

    I numeri. Socialdemocratici e cristiano sociali perderebbero, rispettivamente due punti (scendendo al 23 per cento) e tre punti (quindi la Cdu arriverebbe al 42).

    Il sondaggio di cui si parla è quello compiuto dall'istituto Emnid. E sempre secondo questo istituto, i Verdi otterrebbero un piccolo ma isgnificativo incremento, arrivando al 13 per cento (+1 per cento). Stesso incremento dei liberali, che salirebbero all'8 per cento. Ma il dato più rilevante - come detto - è sicuramente quello che riguarda la Pds. Dopo aver raggiunto il 6 per cento un mese fa (in un analogo sonmdaggio), la sinistra alternativa compie ora un altro balzo in avanti, fino ad ottenere l'8 per cento, quota mai raggiunta prima.

  2. #2
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    Molto molto molto bene...la Germania non e' l'Italia e i moscissimi socialdemocratici crollano.....e a differenza di quello che si spaccia nel nostro paesello i voti vanno a SINISTRA, infatti i Verdi crescono del 4% arrivando a al 13%, e il PDS cresce del 3% arrivando all'8%....in totale le cosiddette sinistre radicali in Germania passano da poco piu' del 10% delle politiche ad un 21%, mentre la Spd crolla dal 40% delle politiche al 23%.....la CDU che gia' era cresciuta alle europee riflette seppur confermandosi primo partito....e ora alla resa dei conti anche in Germania....
    Dopo Spagna e Francia questa e' la dimostrazione che se la sinistra e' SINISTRA cresce e vince.....meditate gente meditate....

  3. #3
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    i Socialdemocratici di Shroeder sono in difficoltà per le riforme che stanno affrontando.
    Sarebbe interessante sapere perchè queste riforme si sono rese necessarie e se potevano essere pernsate diversamente.. perchè se è vero che l'spd è in difficoltà verso gli altri partiti lo è ancor di più al suo interno con Lafontaine che preme per uno Spostamento a Sinistra del Partito.

    Comunque la mia disonestà intellettuale mi permette di riconoscere che se sia parte dell'spd sia il resto della sinistra criticano Shroeder e le sue iniziative.. allora il governo Tedesco dovrebbe prendere le debite considerazioni e modificare tali riforme.

  4. #4
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    ECCO LE VARIAZIONI

    1998(POLITICHE) SPD 40,9%
    2002(POLITICHE) SPD 38,5%
    2004(EUROPEE) SPD 21,5%
    2004(AGOSTO) SPD 23,0%
    _________________________

    DIFFERENZA - 17,9%
    __________________________________________________ _

    1998(POLITICHE) VERDI 6,7%
    2002(POLITICHE) VERDI 8,6%
    2004(EUROPEE) VERDI 11,9%
    2004(AGOSTO) VERDI 13,0%
    ___________________________

    DIFFERENZA + 6,3%
    __________________________________________________ __

    1998(POLITICHE) PDS 5,1%
    2002(POLITICHE) PDS 4,0%
    2004(EUROPEE) PDS 6,1%
    2004(AGOSTO) PDS 8%
    ____________________________

    DIFFERENZA +2,9%
    __________________________________________________ _

    1998(POLITICHE) FDP 6,2%
    2002(POLITICHE) FDP 7,4%
    2004(EUROPEE) FDP 6,1%
    2004(AGOSTO) FDP 8,0%
    ______________________________

    DIFFERENZA +1,8%
    __________________________________________________ __

    1998(POLITICHE) CDU 35,1%
    2002(POLITICHE) CDU 38,5%
    2004(EUROPEE) CDU 45,5%
    2004(AGOSTO) CDU 42,0%
    ________________________________

    DIFFERENZA + 6,9%

  5. #5
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    Ho trovato questo documento del 2002
    La ricetta del cancelliere


    Una "via obbligata verso le riforme" che ha tanto l'aria di una rivoluzione copernicana. E' la nuova svolta lanciata dal cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, timoniere in crisi di consenso di un paese in crisi economica, in un articolo pubblicato sul quotidiano Handelsblatt e ripreso integralmente da Repubblica. Pensioni, mercato del lavoro, redistribuzione del reddito, sanità, salari: sono pochi i centri nevralgici dell'azienda Germania a non essere toccati dal programma del cancelliere. Dunque Schroeder ci riprova, esattamente come tre anni fa, quando lanciò insieme a Blair (secondo molti suo ispiratore anche questa volta) il manifesto per la "Terza via/Neue Mitte". In quell'occasione non gli andò bene: le elezioni europee, per le quali il manifesto era stato congegnato, furono un fiasco e Schroeder, aspramente criticato all'interno della Spd, fu costretto a licenziare il proprio consigliere Bodo Hombach.

    Oggi però il programma di Schroeder potrebbe incontrare meno resistenze. Perché la Germania è all'ultima spiaggia. Il Pil rasenta la crescita zero. Il lavoro nero, secondo una recente indagine, è cresciuto tanto da toccare il 16,5% del prodotto interno lordo. Le imprese chiedono in coro le cosiddette riforme strutturali. La locomotiva insomma è da tempo ferma in stazione. Tra l'altro il cancelliere ha già dato il via ad alcuni cambiamenti: la riforma del mercato del lavoro, coordinata dal ministro dell'Economia Wolfgang Clement ed elaborata in fretta e furia, durante l'estate preelettorale, dalla Commissione Hartz è l'esempio più eclatante di un processo di cambiamenti che ha già toccato gli uffici di collocamento. Tutte riforme che però stentano a decollare, ossia a dimostrarsi efficaci. Da qui la decisione di premere sull'acceleratore.


    Il welfare secondo Schroeder
    ''E' d'obbligo riconoscere - scrive il cancelliere nel suo articolo - che i tempi della ridistribuzione di guadagni in crescita sono finiti. Oggi non si possono piu' soddisfare nuove richieste e rivendicazioni. Se vogliamo preservare un solido benessere e uno sviluppo sostenibile venendo incontro a nuove esigenze di giustizia, dovremo invece ridimensionare molte rivendicazioni e anche sopprimere prestazioni che mezzo secolo fa potevano essere giustificate ma che hanno perduto oggi il loro carattere pressante''.

    ''A fronte della realta' demografica - prosegue Schroeder - siamo giunti alla conclusione che il finanziamento delle pensioni non puo' piu' essere garantito in via esclusiva da un sistema a ripartizione e da contribuzioni calcolate in base al reddito da lavoro''. (...) ''Le riforme di prossima attuazione nel campo sanitario e in quello del mercato del lavoro comporteranno un riduzione degli oneri contributivi e dei costi gravanti sui salari. I cittadini avranno cosi' non solo la liberta', ma anche la possibilita' finanziaria di costituirsi, attraverso contribuzioni volontarie una copertura previdenziale a integrazione delle prestazioni erogate dal sistema di solidarieta' sociale''.

    Questo cammino, sottolinea il Cancelliere, è affidato all'elaborazione di un'altra commissione federale, la "Rürup", che "ha il compito di elaborare entro il prossimo autunno una serie organica di proposte operative per la riconfigurazione e il finanziamento a lungo termine dei sistemi pensionistico e sanitario". Una maggiore trasparenza e la concorrenza tra gli enti erogatori delle prestazioni potrebbero consentire risparmi notevoli, soprattutto nel settore sanitario
    , afferma Schroeder, che dice di attendere proposte di soluzioni sia sul versante delle entrate che su quello del contenimento delle spese dei sistemi di sicurezza e previdenza sociale'' ed esorta tutti - compresi gli alleati politici'' a non soffocare sul nascere le proposte di possibili soluzioni a forza di disquisizioni e di diatribe''.

    Per quanto riguarda le pensioni, la coalizione, sottolinea il cancelliere, ha realizzato una riforma di portata storica con l'introduzione di un secondo pilastro costituito da un sistema privato a capitalizzazione. Considerata la realta' demografica, ''siamo giunti alla conclusione che il finanziamento delle pensioni non puo' piu' essere garantito esclusivamente da un sistema a ripartizione e da contribuzioni calcolate in base al reddito da lavoro. Con la riforma varata abbiamo introdotto un nuovo metodo di ''calcolo del tempo''.

    Sul versante del fisco, ''grazie alla nostra riforma fiscale, il reddito disponibile per le famiglie e' sensibilmente aumentato'', scrive Schroeder, secondo il quale ''le riforme di prossima attuazione nel campo sanitario e in quello del mercato del lavoro comporteranno una riduzione degli oneri contributivi e dei costi accessori gravanti sui salari''. Il cancelliere sottolinea poi l'importanza della decisione di ''non alimentare piu' le casse dello stato in via quasi esclusiva attraverso i prelievi sui consumi e sui redditi da lavoro. ''Sia la ragione che la giustizia impongono di attingere da tutti i tipi di reddito - compresi quelli provenienti da beni patrimoniali e da guadagni speculativi - i mezzi di cui lo stato ha bisogno per far fronte ai suoi compiti''. Impegnandosi a ''modernizzare ulteriormente il sistema fiscale'' del paese, Schroeder definisce elemento essenziale in questo campo ''l'introduzione di un sistema forfettario'', auspica che ''anche a livello europeo si riesca a varare una direttiva per la tassazione degli interessi'', esorta a riflettere sulla possibilita'di introdurre un prelievo sugli interessi, sul modello di altri paesi europei, e sottolinea la necessita' di affrontare senza preclusioni il problema del rimpatrio dei capitali depositati all'estero. Le prossime scadenze della riforma fiscale introdotta in Germania comporteranno intanto per i lavoratori e per le imprese, ricorda il capo del governo di Berlino ''sgravi per 25 miliardi di euro, piu' dell'1% del Pil''.

    Secondo il cancelliere, infine, le riforme strutturali sono quelle che consentiranno alla Germania di ''costruire una base piu' solida e durevole per la crescita e l'occupazione''. Il passo piu' importante compiuto nella nuova legislatura e' stato ''l'avvio della riforma del mercato del lavoro'', che ha creato ''nuove possibilita' occupazionali e una maggiore flessibilita'''
    , obiettivi cui puntiamo con ''la riconfigurazione degli orari di lavoro, la promozione delle attivita' autonome e il riordino del lavoro precario''. L'attuazione delle riforme proposte dalla commissione Harz ''ha smosso settori a lungo considerati ''non riformabili'', sottolinea Schroeder, ricordando poi l'accorpamento dei ministeri del Lavoro e dell'Economia, che a livello istituzionale ''ha permesso di superare situazioni di blocco. Uno stato impegnato sul piano sociale deve sapersi dotare di tutti gli strumenti per affrontare il futuro'', conclude Schroeder, esprimendo fiducia nelle capacita' della Germania ''di essere all'altezza delle riforme necessarie''.

    (17 dicembre 2002)

  6. #6
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    In origine postato da danny78
    i Socialdemocratici di Shroeder sono in difficoltà per le riforme che stanno affrontando.
    Sarebbe interessante sapere perchè queste riforme si sono rese necessarie e se potevano essere pernsate diversamente.. perchè se è vero che l'spd è in difficoltà verso gli altri partiti lo è ancor di più al suo interno con Lafontaine che preme per uno Spostamento a Sinistra del Partito.

    Comunque la mia disonestà intellettuale mi permette di riconoscere che se sia parte dell'spd sia il resto della sinistra criticano Shroeder e le sue iniziative.. allora il governo Tedesco dovrebbe prendere le debite considerazioni e modificare tali riforme.
    Lafontaine ha totalmente ragione, e mi fa sorridere che al momento la spd per vincere avrebbe bisogno non solo dell'alleanza con i verdi molto critici (e a ragione), ma persino con il PDS arrivando cosi' al 44% contro il 42% della CDU, alquanto interesante vedere che alla fine queste sinistre radicali crescono ovunque e sono sempre piu' IPOCRITAMENTE da parte di alcuni, necessarie per governare.

  7. #7
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    Shroeder non si alleerà mai con la pds, questo è un dato di fatto, che poi sia giusto o sbagliato è un altro argomento. ma pds e spd assieme penso non le vedremo mai, non con Shroeder, ma chissà se anche li si facessero le primarie, il cancelliere che scacciò Lafontaine perchè troppo "poco carismatico" forse stavolta avrebbe una sonora sconfitta proprio dall'avversario di sempre

  8. #8
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    In origine postato da danny78
    Ho trovato questo documento del 2002
    La ricetta del cancelliere


    Una "via obbligata verso le riforme" che ha tanto l'aria di una rivoluzione copernicana. E' la nuova svolta lanciata dal cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, timoniere in crisi di consenso di un paese in crisi economica, in un articolo pubblicato sul quotidiano Handelsblatt e ripreso integralmente da Repubblica. Pensioni, mercato del lavoro, redistribuzione del reddito, sanità, salari: sono pochi i centri nevralgici dell'azienda Germania a non essere toccati dal programma del cancelliere. Dunque Schroeder ci riprova, esattamente come tre anni fa, quando lanciò insieme a Blair (secondo molti suo ispiratore anche questa volta) il manifesto per la "Terza via/Neue Mitte". In quell'occasione non gli andò bene: le elezioni europee, per le quali il manifesto era stato congegnato, furono un fiasco e Schroeder, aspramente criticato all'interno della Spd, fu costretto a licenziare il proprio consigliere Bodo Hombach.

    Oggi però il programma di Schroeder potrebbe incontrare meno resistenze. Perché la Germania è all'ultima spiaggia. Il Pil rasenta la crescita zero. Il lavoro nero, secondo una recente indagine, è cresciuto tanto da toccare il 16,5% del prodotto interno lordo. Le imprese chiedono in coro le cosiddette riforme strutturali. La locomotiva insomma è da tempo ferma in stazione. Tra l'altro il cancelliere ha già dato il via ad alcuni cambiamenti: la riforma del mercato del lavoro, coordinata dal ministro dell'Economia Wolfgang Clement ed elaborata in fretta e furia, durante l'estate preelettorale, dalla Commissione Hartz è l'esempio più eclatante di un processo di cambiamenti che ha già toccato gli uffici di collocamento. Tutte riforme che però stentano a decollare, ossia a dimostrarsi efficaci. Da qui la decisione di premere sull'acceleratore.


    Il welfare secondo Schroeder
    ''E' d'obbligo riconoscere - scrive il cancelliere nel suo articolo - che i tempi della ridistribuzione di guadagni in crescita sono finiti. Oggi non si possono piu' soddisfare nuove richieste e rivendicazioni. Se vogliamo preservare un solido benessere e uno sviluppo sostenibile venendo incontro a nuove esigenze di giustizia, dovremo invece ridimensionare molte rivendicazioni e anche sopprimere prestazioni che mezzo secolo fa potevano essere giustificate ma che hanno perduto oggi il loro carattere pressante''.

    ''A fronte della realta' demografica - prosegue Schroeder - siamo giunti alla conclusione che il finanziamento delle pensioni non puo' piu' essere garantito in via esclusiva da un sistema a ripartizione e da contribuzioni calcolate in base al reddito da lavoro''. (...) ''Le riforme di prossima attuazione nel campo sanitario e in quello del mercato del lavoro comporteranno un riduzione degli oneri contributivi e dei costi gravanti sui salari. I cittadini avranno cosi' non solo la liberta', ma anche la possibilita' finanziaria di costituirsi, attraverso contribuzioni volontarie una copertura previdenziale a integrazione delle prestazioni erogate dal sistema di solidarieta' sociale''.

    Questo cammino, sottolinea il Cancelliere, è affidato all'elaborazione di un'altra commissione federale, la "Rürup", che "ha il compito di elaborare entro il prossimo autunno una serie organica di proposte operative per la riconfigurazione e il finanziamento a lungo termine dei sistemi pensionistico e sanitario". Una maggiore trasparenza e la concorrenza tra gli enti erogatori delle prestazioni potrebbero consentire risparmi notevoli, soprattutto nel settore sanitario
    , afferma Schroeder, che dice di attendere proposte di soluzioni sia sul versante delle entrate che su quello del contenimento delle spese dei sistemi di sicurezza e previdenza sociale'' ed esorta tutti - compresi gli alleati politici'' a non soffocare sul nascere le proposte di possibili soluzioni a forza di disquisizioni e di diatribe''.

    Per quanto riguarda le pensioni, la coalizione, sottolinea il cancelliere, ha realizzato una riforma di portata storica con l'introduzione di un secondo pilastro costituito da un sistema privato a capitalizzazione. Considerata la realta' demografica, ''siamo giunti alla conclusione che il finanziamento delle pensioni non puo' piu' essere garantito esclusivamente da un sistema a ripartizione e da contribuzioni calcolate in base al reddito da lavoro. Con la riforma varata abbiamo introdotto un nuovo metodo di ''calcolo del tempo''.

    Sul versante del fisco, ''grazie alla nostra riforma fiscale, il reddito disponibile per le famiglie e' sensibilmente aumentato'', scrive Schroeder, secondo il quale ''le riforme di prossima attuazione nel campo sanitario e in quello del mercato del lavoro comporteranno una riduzione degli oneri contributivi e dei costi accessori gravanti sui salari''. Il cancelliere sottolinea poi l'importanza della decisione di ''non alimentare piu' le casse dello stato in via quasi esclusiva attraverso i prelievi sui consumi e sui redditi da lavoro. ''Sia la ragione che la giustizia impongono di attingere da tutti i tipi di reddito - compresi quelli provenienti da beni patrimoniali e da guadagni speculativi - i mezzi di cui lo stato ha bisogno per far fronte ai suoi compiti''. Impegnandosi a ''modernizzare ulteriormente il sistema fiscale'' del paese, Schroeder definisce elemento essenziale in questo campo ''l'introduzione di un sistema forfettario'', auspica che ''anche a livello europeo si riesca a varare una direttiva per la tassazione degli interessi'', esorta a riflettere sulla possibilita'di introdurre un prelievo sugli interessi, sul modello di altri paesi europei, e sottolinea la necessita' di affrontare senza preclusioni il problema del rimpatrio dei capitali depositati all'estero. Le prossime scadenze della riforma fiscale introdotta in Germania comporteranno intanto per i lavoratori e per le imprese, ricorda il capo del governo di Berlino ''sgravi per 25 miliardi di euro, piu' dell'1% del Pil''.

    Secondo il cancelliere, infine, le riforme strutturali sono quelle che consentiranno alla Germania di ''costruire una base piu' solida e durevole per la crescita e l'occupazione''. Il passo piu' importante compiuto nella nuova legislatura e' stato ''l'avvio della riforma del mercato del lavoro'', che ha creato ''nuove possibilita' occupazionali e una maggiore flessibilita'''
    , obiettivi cui puntiamo con ''la riconfigurazione degli orari di lavoro, la promozione delle attivita' autonome e il riordino del lavoro precario''. L'attuazione delle riforme proposte dalla commissione Harz ''ha smosso settori a lungo considerati ''non riformabili'', sottolinea Schroeder, ricordando poi l'accorpamento dei ministeri del Lavoro e dell'Economia, che a livello istituzionale ''ha permesso di superare situazioni di blocco. Uno stato impegnato sul piano sociale deve sapersi dotare di tutti gli strumenti per affrontare il futuro'', conclude Schroeder, esprimendo fiducia nelle capacita' della Germania ''di essere all'altezza delle riforme necessarie''.

    (17 dicembre 2002)
    Sia ben chiaro che Schroeder in Italia sarebbe persino ritenuto RADICALE visto i dalemi e i loro figli che girano, pero' per un apese come la germania che non e' questa italia piena di paurosi conservatori di la e riformisti di qua.......per cui le mie critiche seguendo la politica tedesca e' un monito che dalla penisola iberica fino alla sassonia viene come grido, ovvero LA SINISTRA FACCIA LA SINISTRA..........."D'ALEMA DI QUALCOSA DI SINISTRAAAAAAAA!".....ANZI........LEVATI DAI COGLIONI

  9. #9
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    In origine postato da asti_sinistra
    ECCO LE VARIAZIONI

    1998(POLITICHE) SPD 40,9%
    2002(POLITICHE) SPD 38,5%
    2004(EUROPEE) SPD 21,5%
    2004(AGOSTO) SPD 23,0%
    _________________________

    DIFFERENZA - 17,9%
    __________________________________________________ _

    1998(POLITICHE) VERDI 6,7%
    2002(POLITICHE) VERDI 8,6%
    2004(EUROPEE) VERDI 11,9%
    2004(AGOSTO) VERDI 13,0%
    ___________________________

    DIFFERENZA + 6,3%
    __________________________________________________ __

    1998(POLITICHE) PDS 5,1%
    2002(POLITICHE) PDS 4,0%
    2004(EUROPEE) PDS 6,1%
    2004(AGOSTO) PDS 8%
    ____________________________

    DIFFERENZA +2,9%
    __________________________________________________ _

    1998(POLITICHE) FDP 6,2%
    2002(POLITICHE) FDP 7,4%
    2004(EUROPEE) FDP 6,1%
    2004(AGOSTO) FDP 8,0%
    ______________________________

    DIFFERENZA +1,8%
    __________________________________________________ __

    1998(POLITICHE) CDU 35,1%
    2002(POLITICHE) CDU 38,5%
    2004(EUROPEE) CDU 45,5%
    2004(AGOSTO) CDU 42,0%
    ________________________________

    DIFFERENZA + 6,9%

    DEL RESTO QUESTI RISULTATI RIASSUMONO TUTTO SENZA MOLTE PAROLE

  10. #10
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    Passare dal 40 al 21% avrebbe dovuto provocare le dimissioni di Shroeder, non si puo andare avanti con un partito che ha perso il 50% dei voti...è impensabile e soprattuto dannoso per il partito stesso...

    Anche Blair dovrebbe trarre le debite conclusioni

 

 
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