Una lettera dal quotidiano "Liberazione"
Caro direttore, il primo articolo della Costituzione americana dichiara che la felicità è un diritto. Se la felicità è intesa come fuga dalla miseria e dalla mancanza di diritti, ciò può avere un senso; ma se è intesa solo come edonismo esasperato, finisce con l'essere una delle peggior forme di schiavitù dell'uomo.
Noi crediamo che la felicità cessi di essere un diritto e diventi un abuso quando per conseguirla si forzano i limiti della natura, della persona e dei rapporti umani, e si schiacciano i diritti degli altri o si rinnega la propria umanità. Paradossalmente è proprio la società americana con la sua ricerca esaperata della felicità ad ogni costo a essere la prima fonte di dolore nel mondo.

Evitare ad ogni costo il dolore, la sofferenza, l'ansia, persino il malumore e proiettare la vita alla ricerca di un bene impossibile può portare a molte forme di abuso: droga, alcool, sesso fine a se stesso, vita intesa solo come divertimento o come arroganza e prevaricazione, accaparramento indiscriminato di beni o di potere, bieco materialismo, capitalismo senza freni, strapotere illimitato, guerra aggressiva, disinteresse per il dolore altrui, rinnegamento dei propri valori umani universali ecc.

Una di queste aberrazioni è l'uso eccessivo in America di antidepressivi per bambini. Al minimo segno di malumore o di sofferenza psicologica si indulge nell'uso più ampio possibile di pillole della felicità. L'abuso è così intenso che una Commisione della Camera Usa ha avviato una inchiesta sugli antidepressivi. Purtroppo certi antidepressivi (inibitori selettivi della serotonina) sembra che non solo non diano la feclicità fasulla promessa ma addirittura scatenino sindromi suicide.

Ovviamente dietro questi fatti incresciosi troviamo ancora una volta gli smisurati profitti di grossi gruppi farmaceutici (in questo caso la GlaxoSmithKline). Farmaci di cui si rivelano, per esempio in Germania, gli effetti perversi e che vengono tolti addirittura dal commercio, continuano ad essere venduti in Italia per anni, nell'indifferenza del controllo ministeriale.

Negli Usa la ricerca farmaceutica è nelle mani di enormi compagnie le quali, se da una parte sono sollecite a mettere sul mercato prodotti nuovissimi, sono però schiave del sistema perverso delle vendite per cui agiscono con estremo cinismo per maggiorare ad ogni costo i profitti, senza molta considerazione per la salvezza della salute. Gli antidepressivi per bambini ne sono un esempio, i prodotti contro l'Aids un altro.

Anche nel nostro paese l'andamento voluto al governo Berlusconi e dei suoi incredibili ministri Sirchia e Moratti va nel senso della chiusura degli ospedali pubblici, dell'affossamento delle università e della ricerca e del privilegio dato ai grandi gruppi di potere privati. Così anche per noi l'America è vicina, il paese occidentale dove 70 milioni di persone non hanno nessuna copertura sanitaria e dove i ricchi affogano i loro bambini con pillole della felicità portandoli al suicidio per non farli soffrire.

Viviana, via e-mail
Fonte:www.liberazione.it
7.08.04