Ovviamente mi viene spontanea una riflessione!!
Questa è la PROVA CERTA che, i Consiglieri, gli Assessori. i Sindaci del centroSINISTRA che (a chiacchiere) si manifestano disgustati dalla Legge 40/2004 e pro-referendum, prendono per il culo i loro stessi elettori di centro-SINISTRA che realmente sono fortemente per l'abolizione. E' bene sapere che la Legge, investe i politici succitati, a fungere da notaio e quindi possono portare i moduli Referendari ovunque (nelle loro sezioni, a casa loro etc.) farli firmare e loro stessi possono autentificare la firma del proprio cittadino abolitore. Questi politici-notai sono migliaia e migliaia e basterebbero le sole firme dei loro propri familiari per raggiungere in UN SOLO GIORNO 1 milione di firme. Sono degli infami...solo chiacchiere e distintivo!!!


wolare

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REFERENDUM: RADICALI "OLTRE TRE QUARTI DEI COMUNI SENZA FIRME O SENZA INFORMAZIONI"
Primi risultati del sondaggio nazionale su 835 comuni

Comunicato stampa del Comitato promotore referendum “Fecondazione assistita e libertà di ricerca scientifica”, promosso da Radicali italiani e dall’Associazione Luca Coscioni:

“Il call-center del Partito radicale ha effettuato negli ultimi otto giorni un sondaggio molto ampio su un campione di 835 comuni (esclusi i capoluoghi di provincia) rappresentativo per dimensioni e zona geografica. Mentre il sondaggio è in via di completamento, con ulteriori telefonate ai moltissimi comuni che alla prima telefonata non hanno risposto (in orari di ufficio) o non hanno saputo fornire informazioni, siamo già in grado di fornire i dati aggregati relativi al primo giro di telefonate:

SU 835 comuni

- 279 comuni NON hanno risposto
- 350 comuni dichiarano 0 firme
- 39 comuni dichiarano 1 firma
- 35 comuni dichiarano 2 firme
- 17 comuni dichiarano 3 firme
- 40 comuni dichiarano oltre 3 firme

La notizia, particolarmente grave e preoccupante per l’effettiva possibilità di esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini italiani, è che ben 629 comuni su 835 o non rispondono o rispondono di non aver raccolto alcuna firma nell’ultimo mese e mezzo.

Dalla distribuzione delle firme emerge chiaramente l’anomalia dello scarto enorme tra i 350 comuni che dicono di non aver raccolto firme e i 39 comuni che ne hanno raccolta una, se paragonato allo scarto di sole 4 unità tra i comuni che ne hanno raccolta una e quelli che ne hanno raccolte 2. Se consideriamo che i dati dai comuni che non rispondono (a noi, e dunque nemmeno a un cittadino che chiamasse per informarsi sulla possibilità di firmare) non possono che essere peggiori, possiamo concludere che in una grandissima parte dei Comuni italiani la raccolta firme non è nemmeno cominciata, oppure è cominciata con modalità che occultano o ostacolano la possibilità di firmare.

Al termine del sondaggio il Comitato promotore fornirà i dati completi e dettagliati comune per comune, e valuterà, anche in base alle molte segnalazioni pervenuteci dai cittadini, le iniziative politiche e giudiziarie per la tutela del diritto costituzionalmente garantito alla sottoscrizione dei referendum.

www.lucacoscioni.it