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GIUSEPPE CALLIGARIS E LA MAGIA DELL'UOMO
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Attorno ai primi anni del 1900, Giuseppe Calligaris, docente di neuropatologia presso l’università di Roma e autore di importanti libri su questa materia, intraprese una delle più stupefacenti avventure nella dimensione magica dell’uomo con la scoperta di quelle che chiamò: Le catene lineari del corpo e dello Spirito.
Scienziato di grande levatura e uomo di straordinaria serietà e coscienziosità osservò che un fittissimo reticolo di linee energetiche avvolge l’essere umano a livello della cute; esso è la somma di tanti quadrati fondamentali in cui ciascuna linea ha una particolare connessione con un organo e un sentimento. Da questo punto iniziale gettò solide basi per lo sviluppo della radiestesia medica e approfondì i suoi studi per decenni riferendo di essi gli incredibili risultati in numerosissime pubblicazioni e libri che furono totalmente ignorati, per non dire derisi.
Giuseppe Calligaris praticava il metodo sperimentale e sarebbe stato fin troppo facile controllare in laboratorio la veridicità delle sue ricerche e delle sue affermazioni, ma nessuno dei luminari della scienza del tempo lo fece; il motivo è, purtroppo, facilmente comprensibile: le gerarchie statiche basate sull’imposizione del potere non ammettono intrusioni. Così la stupidità regna e soffoca i germi delle cose nuove.
Il Calligaris, uomo tutt’altro che portato alla depressione, proseguì le sue ricerche e nel corso di un esperimento di laboratorio con uno dei suoi collaboratori fece una scoperta ancor più sensazionale: l’esistenza delle "placche cutanee".
Le placche cutanee sono delle zone cutanee circolari di piccole ma varie dimensioni e costituiscono l’estensione ingrandita di punti già facenti parte delle catene lineari.
La stimolazione di una di queste zone, a seconda della sua collocazione e corrispondenza con certe linee è in grado di provocare precisi effetti, per lo più di carattere paranormale.
Un intero universo di indagine si aprì all’osservazione dello scienziato, che individuò, sperimentò e catalogò oltre diecimila dei milioni di placche situate sulla cute dell’uomo. Il campo di sperimentazione si può così riassumere, anche se in maniera riduttiva: Autoscopia, la capacità di autodiagnosticare malattie con visione paranormale degli organi malati e degli agenti patogeni - Eteroscopia, diagnosi del paziente, con i medesimi criteri, al di là di ogni distanza - Metafisiologia e Metapsichica, l’uomo al di là dei limiti fisici e psichici convenzionali - Telescopia, l’osservazione scientifico-radiestesica dei pianeti nella loro costituzione e degli esseri viventi che su di essi vivono.
I risultati di questi studi furono pubblicati in diciannove libri e dimostravano fondamentalmente che l’uomo è in connessione con l’intero universo in una dimensione magica che va oltre i limiti spazio-temporali e pertanto può dirigere la sua percezione non solo al di là di una parete o in tempi remotissimi, ma anche in un’altro sistema solare o all’interno di se stesso fino a penetrare la più piccola cellula per cogliere all’interno di essa ciò che neppure la tecnologia più avanzata può osare, neppure lontanamente, sperare.
Nonostante fosse boicottato e deriso dall’ignoranza e dall’ottusa cecità dei suoi colleghi, tra il 1930 e il 1940, grazie all’indagine eteroscopica, condusse le più avanzate ricerche sul cancro, pubblicate in due libri che suscitarono una scandalosa reazione da parte della classe medica; i risultati dimostrarono che il cancro nasce dallo sviluppo di un germe che è il risultato delle modificazioni nel tempo della spirocheta, l’agente della sifilide. Il germe, che è trasmissibile, a contatto con un terreno adeguato, si evolve in quella che il Calligaris chiamò: La sferula dentata, agente patogeno di quella micidiale malattia che devasta gli organi del corpo umano.
Il Calligaris, grazie alla stimolazione di precise placche, rese visibili i vari passaggi dell’evoluzione del germe per mezzo di dermografie su speciali campi cutanei, che fotografò e pubblicò tra lo scetticismo e le critiche.
L’enorme portata dei suoi studi in tutti i campi della medicina e non, trovò pochissimi seguaci all’estero e nessuno in Italia, dove non afflitto, né demoralizzato, si spense nel 1944 senza essere riuscito a dare alla stampa gli ultimi libri che riportavano gli esiti delle più avanzate ricerche.
Ignorato ancora per moltissimi anni, ricevette onori e stima soltanto dagli scienziati russi e americani che fecero incetta dei suoi libri e li utilizzarono, in sordina, come base di studi innovativi.
A tutt’oggi Giuseppe Calligaris, uno dei pionieri nello studio della dimensione magica dell’uomo, è pressoché sconosciuto alla medicina del nostro paese e i suoi libri, fortunatamente ancora rintracciabili grazie allo sforzo di piccoli editori, sono oggetto dell’interesse di chi ha sviluppato una mentalità nuova che cerca di superare gli egoismi e le competizioni personali.
Gianfranco Fumagalli




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