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    Predefinito Castelli contro i radicali

    In centinaia danno fuoco a materassi e bombolette di gas
    Solo nella tarda mattinata è tornata la calma nel carcere
    Regina Coeli troppo affollata
    scoppia la rivolta dei detenuti
    Il ministro Castelli: "Queste proteste non sono casuali"


    Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli la notte scorsa a Regina Coeli

    ROMA - Tubature dell'acqua danneggiate, porte di legno prese a calci e pugni, materassi bruciati e bombolette di gas fatte esplodere per creare panico e confusione. E' degenerata in violenza, nella tarda serata di ieri, la protesta di alcuni detenuti del carcere romano di Regina Coeli che da qualche giorno si battono contro il sovraffollamento dell'istituto penitenziario della capitale. Una protesta che ha coinvolto 158 carcerati, tutti ospitati all'interno della quarta sezione, ma che per fortuna non ha provocato feriti nè tra i rivoltosi nè tra il personale del carcere.

    La rivolta è scoppiata furiosa attorno alle 22 di ieri. Le cause immediate sono ancora da accertare. Per tutta la giornata, infatti, l'atmosfera all'interno del carcere romano era stata sì pesante ma assolutamente pacifica. Improvvisamente, agli slogan di protesta e al rumore dei piatti strisciati sulle sbarre, si sono sovrapposti delle violente esplosioni provenienti da alcune celle, dove hanno preso fuoco le bombolette di gas da campeggio utilizzate dai detenuti per cucinare. A quel punto in molti sono usciti dalle celle e a volto coperto, hanno danneggiato le tubature dell'acqua facendola scorrere, insieme a sapone, lungo le scale per rallentare l'eventuale intervento degli agenti della polizia penitenziaria.

    Nonostante le forte tensione, i rivoltosi e la polizia penitenziaria non sono mai venuti in contatto. Non è stato necessario nemmeno l'intervento dei Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria che abitualmente viene allertato in caso di sommosse.


    Subito dopo lo scoppio della rivolta nel carcere romano è arrivato anche il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che però non ha voluto incontrare i detenuti limitandosi solo ad informarsi sulla situazione in un breve colloquio con il direttore dell'istituto penitenziario, Renato Tedesco.

    "Su questo tipo di rivolte - ha detto il ministro leghista all'uscita dal carcere - qualcuno dovrebbe fare un esame di coscienza, perchè questi non sono episodi del tutto casuali". A far precipitare la situazione nel carcere di Regina Coeli, secondo Castelli, sarebbero state anche alcune dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da diversi esponenti politici (in particolare radicali) sulla situazione degli istituti di pena italiani. "Sono in possesso dell'elenco di chi ha visitato il carcere in questi ultimi tempi - ha sottolineato Castelli - e penso che gli avvenimenti non siano del tutto casuali".

    Immediata la replica di Rita Bernardini e Daniele Capezzone, gli esponenti radicali che si sono sentiti chiamati in causa: "Secondo il Ministro della Giustizia Castelli, la protesta dei detenuti di Regina Coeli sarebbe stata provocata dalla nostra visita per raccogliere le firme dei referendum e dal dossier-verità che riporta pari pari i dati del Ministero!. Ci dica piuttosto - continuano il segretario e la tesoriera dei Radicali Italiani - se sono veri o no i dati che abbiamo presentato sul sovraffollamento, sulle schifose condizioni igieniche, sullo stato di totale inattività alla quale sono costretti quotidianamente i detenuti".

    Solo nella tarda mattinata di oggi all'interno del carcere romano la calma sembra essere tornata. Quaranta dei 158 detenuti della quarta sezione di Regina Coeli che hanno partecipato alla rivolta sono stati trasferiti nella prima sezione, perchè durante la notte le porte delle loro celle erano rimaste seriamente danneggiate, come ha precisato il direttore Renato Tedesco. "'Ieri all'interno di Regina Coeli - ha spiegato il direttore - c'erano circa mille detenuti, quando la situazione ottimale nell'istituto sarebbe di soli 600. Quella del nostro carcere è oggettivamente una situazione particolare".

    Sulla rivolta la Procura di Roma ha annunciato che aprirà un'inchiesta.


    (18 agosto 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Degenera la protesta a Regina Coeli Castelli: succede dopo le “solite” visite
    Il Guardasigilli nel carcere durante la notte. Il caos dopo un’iniziativa dei radicali

    ROMA - Visita notturna del ministro della Giustizia, Roberto Castelli, al carcere di Regina Coeli dove l’altra notte una protesta dei detenuti è degenerata, assumendo le caratteristiche della rivolta, poi sospesa dopo un incontro con i responsabili del Dipartimento dell’ amministrazione penitenziaria. Il ministro è stato all’interno del carcere per un paio d’ore e ha concluso la sua visita poco dopo la mezzanotte.
    La protesta ha raggiunto il suo punto più alto nella quarta sezione attorno alle 22, con il via dato dallo scoppio di bombolette di gas da campeggio utilizzate dai detenuti per cucinare nelle celle; poi sono state spaccate una quarantina di porte delle celle, rotti alcuni vetri e dato fuoco ad alcuni oggetti.
    Successivamente i detenuti, circa 150, che avrebbero agito a volto coperto, hanno danneggiato le tubature dell’acqua facendola versare, insieme a sapone, lungo le scale per rallentare l’eventuale intervento degli agenti della polizia penitenziaria. Due agenti sarebbero rimasti lievemente contusi.
    «Grazie alla professionalità e sangue freddo del personale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria l’inizio di rivolta che si è avuto nella notte a Regina Coeli non è degenerato. Da parte mia non posso non segnalare che, come negli altri anni, questi episodi che, se non gestiti con tempestività possono generare situazioni che possono mettere a repentaglio l’incolumità dei detenuti e degli agenti, avvengono sempre a pochi giorni di distanza dalle visite in carcere dei soliti personaggi», ha affermato il ministro Castelli.
    Il riferimento è alla visita fatta dai Radicali proprio nel carcere di Regina Coeli e di Rebibbia il 14 agosto per raccogliere le firme tra i detenuti per il referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita.
    «È un caso? - ha aggiunto il ministro -. Invito tutti alla massima responsabilità. Vi sono molti modi per assicurarsi spazi sui giornali di agosto, soprattutto da parte dei partiti che hanno pretese di governo - ha aggiunto senza mezzi termini il guardasigilli - ma che dimostrano invece solo volontà di strumentalizzazione. La situazione dei penitenziari italiani è nota ed è uguale sia a gennaio che ad agosto. Possibile che qualche partito si accorga di questo stato di cose soltanto nel mese di agosto? Ricordo che chi si fa bello sui giornali non paga alcuna conseguenza di ciò che è accaduto ieri sera a Regina Coeli, mentre invece - conclude Castelli- quei detenuti che eventualmente si siano lasciati influenzare dai cattivi maestri dovranno necessariamente, visto che in Costituzione è prevista l’obbligatorietà dell’azione penale, pagare le conseguenze dei loro gesti inconsulti».
    La protesta, che era in corso da alcuni giorni, fino all’altra sera si era svolta pacificamente con lo sciopero del vitto e la battitura delle inferriate da parte dei reclusi. Fra le richieste dei detenuti, l’istituzione di una commissione investigativa che faccia chiarezza sulle modalità di applicazione della custodia cautelare, la cancellazione automatica dei precedenti penali ogni cinque anni, l’abrogazione delle leggi sulla custodia cautelare, la concessione di un indulto ogni tre anni, le modifiche delle norme del codice di procedura penale sulla valutazione della prova e l’abolizione dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario che vieta la concessione di permessi premio nei confronti di detenuti per narcotraffico, associazione a delinquere di stampo mafioso e per sequestro di persone. In ultimo, infine, chiesto anche l’aumento della liberazione anticipata a quattro mesi.
    «I detenuti - ha spiegato Emilio Di Somma, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che ieri ha seguito i fatti personalmente e ha ricevuto il ministro a Regina Coeli - avevano preannunciato una protesta pacifica di tre giorni consistente nel battere le inferriate. Così era successo lunedì e anche martedì mattina tutto si era svolto senza problemi. Verso le 200, però, quando hanno cominciato a percuotere le inferriate con un leggero anticipo, si è capito subito che le cose avrebbero preso una piega diversa».
    I danneggiamenti provocati dai rivoltosi sono durati fino alle 22. Poi la direzione del carcere ha intavolato una trattativa con i portavoce dei detenuti e intorno alle 22.30 è cominciato il loro rientro nelle celle. «Per una quarantina di persone - ha detto Di Somma - si è reso necessario lo spostamento dalle celle della quarta sezione, inagibili a causa delle devastazioni, a quelle della prima, situate sullo stesso piano. È stata un’operazione che ha richiesto un certo tempo, sia per asciugare l’acqua che era defluita dalle tubature divelte, sia per il trasferimento di bagagli e suppellettili. La nostra preoccupazione immediata - ha spiegato il vice capo del Dap - era che la situazione tornasse tranquilla al più presto. I motivi della protesta dovranno essere accertati dall’ inchiesta interna che verrà svolta dal provveditore regionale delle carceri e da quella avviata dalla autorità giudiziaria».
    Le autorità penitenziarie ritengono che l’episodio debba considerarsi circoscritto al carcere romano di Regina Coeli: se i detenuti di altri istituti avessero voluto seguire la protesta, è stato fatto notare, lo avrebbero fatto immediatamente.
    La Procura di Roma aprirà un’ inchiesta, ma prima dell’apertura del fascicolo, il pm Adriano Iasillo attende il rapporto della polizia penitenziaria sia in relazione all’ipotesi di reato di danneggiamenti sia a quella eventuale di sommossa. I reati, comunque, verranno stabiliti soltanto dopo la lettura della relazione, così come l’individuazione dei detenuti coinvolti nella vicenda.
    Dei 158 detenuti che hanno partecipato alla protesta nella IV sezione, soltanto una trentina resterà a Regina Coeli, mentre gli altri saranno trasferiti alle strutture di Rebibbia, Velletri, Cassino, Civitavecchia, a seconda delle disponibilità.
    Intanto, le parole del ministro Castelli nom hanno mancato di provocare le reazioni dei Radicali che ieri hanno minacciato di denunciarlo per le «sue affermazioni offensive e calunniose».


    [Data pubblicazione: 19/08/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Carceri, i Radicali: digiuno e referendum contro Castelli

    Una risposta ferma ma non violenta alla prepotenza del ministro Castelli: è quanto i Radicali hanno chiesto ai direttori dei penitenziari chiedendo loro di autorizzare la raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge sulla fecondazione assistita all'interno di 25 istituti di pena, invitando i detenuti allo sciopero. "E' questa la nostra risposta di democrazia, accompagnata dal digiuno - ha detto il segretario dei Radicali Daniele Capezzone davanti al carcere romano di Regina Coeli - al ministro Guardasigilli che si è comportato in un modo che noi giudichiamo prepotente". Il riferimento di Capezzone è alle parole con il quale il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha ritenuto che le recenti visite dei Radicali e di altri parlamentari nelle carceri avrebbero spinto i detenuti romani alla dura protesta di due giorni fa.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    I radicali sono veramente il peggio del peggio.
    <p><center>Europa Dei Popoli!
    http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>

  5. #5
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    Già i libertari (servi sciocchi dell'Alta Finanza apolide) sono i nemici dei Popoli d'Europa
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    I radicali dovrebbero remare sulla galee: quello credo sarebbe il posto loro più consono.



    Tranne la Bonino, ovviamente...



    un caro saluto

    Guelfo Nero

  7. #7
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    Carceri: autorizzata l'iniziativa dei radicali
    (ANSA) - ROMA, 21 AGO - Il Ministero della giustizia ha autorizzato la raccolta firme dei radicali nelle carceri sul referendum sulla fecondazione assistita. Confermata quindi per domani la giornata di 'nonviolenza e referendum' nelle carceri italiane, promossa dagli stessi Radicali che si augurano: sia domani una bella giornata di legalita' e di impegno civile, senza disordini e con il recupero di quei diritti di cittadinanza umiliati dalle condizioni di detenzione'.


    <p><center>Europa Dei Popoli!
    http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>

 

 

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