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  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito HUGO CHAVEZ ha vinto il referendum in Venezuela

    Gli elettori venezuelani hanno deciso di mantenere al potere l'attuale presidente Hugo Chavez. Quest'ultimo ha ottenuto il 58,25% dei oti a favore, contro il 41,75% dell'opposizione. Con uno scarto del 16,50%.
    Voi cosa ne pensate?
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  2. #2
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che per ora non accetterà il risultato del referendum in Venezuela (che ha visto la vittoria dei "NO") così come il verdetto degli Osservatori internazionali. Anzi ha chiesto l'apertura di una inchiesta sulle frodi elettorali, denunciate dall'opposizione.
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  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    COSA INSEGNA L'AFFERMAZIONE DI CHAVEZ
    La vittoria di un caudillo e il malessere del Venezuela
    Vittorio E. Parsi
    Il referendum al quale le opposizioni avevano affidato le proprie speranze per rovesciare il regime populista di Chavez è andato come previsto. Nella sostanza si è trattato di un successo per il caudillo venezuelano, anche se oltre un terzo del Paese gli ha voltato le spalle. Come al solito, complice Ferragosto e il provincialismo che ci contraddistingue, la classe politica nostrana ha preso il risultato del referendum come quello del derby di San Siro. Alcuni hanno esultato, altri si sono esibiti in recriminazioni contro l'arbitro. A noi pare che la rilevanza del Venezuela obblighi a svolgere qualche considerazione di sapore un po' meno calcistico, nel tentativo di interpretare premesse e significato di questo referendum.
    Partiamo dunque dalle premesse. Non c'è dubbio che lo stile e i contenuti della piattaforma politica di Chavez sembrino voler riproporre, quasi manieristicamente, l'eterno modello del caudillo sudamericano: machista, populista, alla ricerca di un facile consenso interno attraverso la sfida nei confronti dell'ingombrante vicino nordamericano. Dopo che nemmeno uno pseudo-golpe (quantomeno non ostacolato da parte degli Stati Uniti) era riuscito ad allontanare dal potere il presidente, l'opposizione democratica ha provato la carta di un referendum che sconfessasse la disinvolta politica di «aggiustamento» della Costituzione alle proprie personali esigenze attuata da Chavez. È andata come sappiamo. È difficile credere che i leader dell'opposizione potessero pensare di vincere davvero, tanto più che hanno partecipato a questa consultazione con il medesimo stato d'animo di chi sieda a un tavolo da gioco con un baro che distribuisca le carte. Ma forse questa era la sola via per contarsi, per valutare l'appoggio che essi sono in grado di raccogliere nel Paese e per tentare di fare emergere una figura in grado di contrapporsi in futuro a Chavez.
    Due sono i significati che si possono ricavare da questa vicenda. Il primo è che il voto in sé e per sé non è che una componente del corretto processo democratico: dal Venezuela all'Iraq è privo di senso ritenere che lo svolgimento di elezioni e referendum coincida sempre con la democrazia. Anzi. Per nulla paradossalmente, potremmo affermare che oggi quella dei plebisciti e delle consultazioni elettorali manipolate sia la strada maestra battuta da tutti i leader autoritari del mondo. In tal senso continua ad essere attuale ciò che ha sostenuto un paio di anni fa Fareed Zakaria a proposito delle democrazie illiberali, che rischiano di divenire il regime più diffuso sul pianeta. E però, ed ecco la seconda considerazione, per quanto possa non piacerci uno come Chavez, potremmo chiederci il motivo per cui personaggi del genere riscuotano tanto successo. La «formula vincente» di Chavez - populismo, opposizione alla liberalizzazione economica e nazionalismo aggressivo e anti-Usa - sembra fatta apposta per irritare l'Occidente. D'altro canto se ci chiediamo dove nascano piattaforme come questa, non possiamo dimenticare che decenni di pressioni ottuse da parte del Fmi a favore di politiche economiche e finanziarie ideologicamente rigoriste le hanno inopinatamente alimentate.
    Non c'è dubbio che nelle soluzioni che Chavez propone per risollevare le sorti delle fasce più svantaggiate della popolazione venezuelana non ci sia nulla di buono. Ma altrettanto è certo che, anche se Chavez domani dovesse, per magia, scomparire, le cause del malessere profondo che lo hanno portato alla ribalta resterebbero tutte. E su queste cause converrebbe iniziare seriamente a lavorare, prima che il proliferare dei caudillos renda la situazione ancora più intricata.
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  4. #4
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.avvenire.it/

    LA «VITTORIA»
    Grande affluenza, ore di attesa e lunghe file ai seggi: rinviata la chiusura più volte Diversi gli incidenti: sarebbero almeno tre i morti In migliaia in piazza La Costituzione emendata consente ora al capo dello Stato di restare in carica fino al 2007

    Chavez resta in sella L'opposizione: «Broglio colossale»

    Il presidente ha ottenuto la riconferma con il 58,25% dei consensi, contro il 41,74% del fronte che chiedeva la rimozione. Molti gli osservatori internazionali che avallano il responso uscito dalle urne. Il centro Carter:
    «La consultazione è stata legittima»

    Di Fabrizio Mastrofini

    I dati del referendum in Venezuela, diffusi dalle fonti ufficiali, dicono che l'opposizione non ce l'ha fatta a sfiduciare il presidente Chavez. Ma le proteste crescono e il cartello che ha chiesto il referendum ha chiamato i suoi sostenitori a scendere in piazza contro il presidente, accusando brogli soprattutto nel conteggio dei voti avvenuto per via informatica.
    Chavez risponde tendendo la mano a chi lo contesta. Alle 4 di ieri mattina, ora di Caracas, affacciandosi dal balcone del palazzo di Miraflores, è stato lo stesso Chavez ad annunciare la vittoria, attenuando i toni duri della campagna elettorale ed offrendo una politica di riconciliazione nazionale. Ma l'opposizione parla chiaramente di «frode» e di «brogli».
    Il cardinale Castillo Lara, salesiano, per molti anni in Vaticano, intervistato dalla Radio Vaticana, ha detto che «i vescovi inviteranno affinché ci sia la pace, ma non possono approvare questo referendum, questo risultato che per me è una frode».
    Nella lunga notte di ieri, Chavez si è affacciato dal palazzo di Miraflores con addosso la camicia rossa, il colore scelto per i suoi seguaci nella lunga e combattuta campagna elettorale ed ha ricevuto le ovazioni di una folla imponente, che si era riversata in strada da molte ore, sicura della vittoria. Più tardi, nella mattinata di Caracas, sei ore di differenza con l'Italia, in una dichiarazione andata in onda a reti unificate, il presidente del Comitato elettorale, Francisco Carrasquero, ha detto che il presidente ha ottenuto 4.991.483 voti (58,25%) e l'opposizione 3.576.517 (41,74%).
    Secondo la Costituzione varata nel 1999 proprio da Chavez, l'opposizione avrebbe dovuto raggiungere e superare i 3,7 milioni di voti ottenuti dal presidente nelle elezioni del 2000.
    Da segnalare inoltre la grande affluenza che ha segnato la giornata elettorale; nonostante fosse l'ottava volta consultazione dal 1998, si sono recati alle urne in 8,5 milioni, cioè il 75% degli aventi diritto, al punto che in a lcune località è stato deciso lo slittamento dei termini della chiusura dei seggi, alle 4 del pomeriggio, facendo votare fino quasi a mezzanotte. La giornata è stata funestata da incidenti che hanno provocato tre morti, in altrettanti episodi su cui la polizia sta indagando.
    Il presidente ora però si sente pienamente legittimato, fino alla scadenza del mandato il 10 gennaio 2007, recuperando in pieno il consenso che sembrava avere perduto sotto i colpi della crisi economica dell'anno scorso e delle rivolte di piazza.
    L'opposizione intende dare battaglia, anche se si tratta di un cartello eterogeneo di partiti, associazioni, sindacati; non hanno perso tempo a parlare di «frode» elettorale, nonostante la maggior parte degli osservatori internazionali abbia verificato la sostanziale regolarità e trasparenza delle stesse operazioni di voto. Anche il «Centro Carter», che era presente a Caracas in veste di osservatore, ha confermato la vittoria del fronte del «no». Stesso risultato anche per l'Organizzazione degli Stati americani (Osa).
    Nei giorni scorsi, alcuni analisti politici avevano evidenziato che in caso di sconfitta, l'opposizione avrebbe scelto la strategia di lamentare brogli per continuare a minare la credibilità del capo dello stato. Henry Ramos Allup, portavoce del Coordinamento democratico, contro Chavez ha affermato: «noi respingiamo categoricamente i risultati», frutto «di una gigantesca frode».
    Due osservatori brasiliani hanno parlato di «regolarità» del voto, sottolineando che la vittoria è stata il frutto della «unione» tra tutti i venezuelani. Di «vittoria per la democrazia» parla la Commissione europea. «Siamo felici - ha detto la portavoce della Commissione, Antonia Mochan - che molti venezuelani abbiano voluto partecipare a un processo democratico. È una grande vittoria per la democrazia». Esulta il partito socialista spagnolo (Psoe), mentre rimane prudente l'atteggiamento del governo di Madrid.
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  5. #5
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...enezuela.shtml
    Referendum, alta tensione a Caracas: un morto, 4 feriti
    Venezuela: scontri dopo la vittoria di Chavez
    Il presidente in testa con il 58% dei consensi. L'opposizione denuncia brogli, ma Jimmy Carter conferma il risultato

    Palazzo Miraflores, Chavez esulta dal balcone mostrando una piccola copia della Costituzione (Reuters)
    CARACAS - Scontri dopo il successo dei no al referendum per la destituzione del presidente venezuelano Hugo Chavez. Alcuni sostenitori di Chavez a Caracas hanno sparato contro la manifestazione degli oppositori del presidente che denunciavano brogli nella consultazione. Le notizie sono contraddittorie ma una donna risulta uccisa e altre quattro persone, tra cui un parlamentare, sono rimaste ferite.
    La moltitudine chiamata in piazza dall'opposizione aveva cominciato ad erigere barricate bloccando diverse arterie stradali nel settore orientale della capitale. Bidoni di rifiuti ed altro materiale sono stati utilizzati dai manifestanti dell'opposizione per bloccare le strade. Un grosso sasso è stato lanciato contro un'autovettura il cui conducente aveva gridato slogan a favore di Chavez. Secondo testimoni sul posto, a sparare sono state persone a bordo di motociclette

    VINCE CHAVEZ - Cinque milioni di no all’uscita di scena di Hugo Chavez. Al termine di un fine settimana vissuto con il fiato sospeso in Venezuela, ma anche e soprattutto sui mercati petroliferi, il referendum confermativo ha dato ragione al presidente uscente che strappa la riconferma per altri due anni alla guida dello Stato con il 60% dei suffragi. Chavez ha subito tranquillizzato la comunità internazionale dichiarando di «voler garantire il prezzo del greggio». L'effetto sui mercati è immediato, con il petrolio che è sceso dopo aver sfiorato la quota di 47 dollari al barile. Comunque sia, quando sono stati scrutinati il 94% dei voti, il 58 per cento di coloro che hanno votato si sono espressi in favore di Chavez, mentre il 42% ha votato per la sua rimozione.

    L'OPPOSIZIONE NON CI STA - Nonostante il risultato abbastanza netto, l'opposizione parla di «gigantesca frode», come ha detto il portavoce Henry Ramos Allup. Due componenti del consiglio elettorale, appartenenti all'opposizione, hanno respinto l'esito delle urne. Uno dei leader, Haudee Deutsch, ha denunciato brogli, affermando che «non ci sono dubbi che l’opposizione ha vinto con una larga maggioranza».

    JIMMY CARTER: «RISULTATI REGOLARI» - Ma il premio Nobel per la pace ed ex presidente Usa Jimmy Carter, che fa parte degli osservatori internazionali del referendum venezuelano, ha detto che il voto è stato regolare. Il segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani, Cesar Gaviria, ha confermato le affermazioni di Carter. «Tutti i dati in nostro possesso escludono frodi di rilievo», ha detto Gaviria, «e confermano il risultato fornito dal presidente del Consiglio nazionale elettorale».

    Sostenitori di Chavez in festa (Ansa)
    FESTA A PALAZZO MIRAFLORES - A Caracas nella notte davanti al Palazzo presidenziale di Miraflores si è svolta la festa dei sostenitori di Chavez: scene di giubilo e canti di gioia. Con magliette e berretti rossi, migliaia di persone hanno ballato al ritmo di musiche folcloristiche. Il balcone principale del palazzo è stato adornato con bandiere venezuelane. E dal balcone Chavez si è affacciato poco dopo dichiarando di aver vinto: «È assolutamente impossibile che la vittoria dei no venga ribaltata», ha detto. Quindi il capo dello Stato si è riferito agli Stati Uniti: «Voglia il cielo che questa nostra vittoria - ha concluso Chavez davanti alla folla festante - permetta agli Usa di rivedere la loro posizione nei confronti del popolo venezuelano».
    LA STORIA - Il referendum viene dopo due anni di tentativi di destituire Chavez, che includono un breve colpo di Stato nel 2002, un devastante sciopero di due mesi e le sommosse del marzo scorso che hanno provocato decine di vittime. La consultazione di questo fine settimana si è svolta invece in un clima di relativa tranquillità. Da segnalare un'affluenza degli elettori senza precedenti. Tant'è che le autorità venezuelane sono state costrette a prorogare ben due volte la chiusura dei seggi.
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  6. #6
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Palazzo Miraflores, Chavez esulta dal balcone mostrando una piccola copia della Costituzione (Reuters)
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  7. #7
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    Predefinito Re: HUGO CHAVEZ ha vinto il referendum in Venezuela

    In origine postato da Fernando

    Voi cosa ne pensate?
    Io brindo! Gli altri non so!

  8. #8
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    antico proverbio dell'ager gallicus: "quando il diavolo ti accarezza o ti ha già fregato o sti sta fregando".

    LE MONDE FR | 18.08.04 | 08h33

    Washington riconosce la vittoria elettorale del presidente Chavez.
    Il Dipartimento di Stato americano ha preso nota, martedì 17 Agosto 2004, dei risultati del referendum di domenica scorsa in Venezuela. Washington ha dichiarato di aver riconosciuto il risultato elettorale del voto referendario, il quale mostra chiaramente che il presidente Chavez ha ottenuto la maggioranza dei voti. In questo modo il portaparola aggiunto del ministero degli affari esteri, Adam Ereli, si è pronunciato martedì sera.
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  9. #9
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    "Stiamo cominciando oggi ciò che i cinesi cominciarono 54 anni fa"
    Hugo Chavez

    "Cosa avrei potuto dire ai miei figli se fossi rimasta tranquilla a casa mia? Che mentre gli altri stavano facendo la storia io stavo calma e rilassata a gutrdare la televisione!", Teresa, una delle partecipanti alla marcia contro Chavez
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  10. #10
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    manifestazione contro Hugo Chavez
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