La Cisl, critica della finanziaria, ragiona per due giorni su lavoro e stato sociale in attesa che stamattina il segretario generale, Sergio D’Antoni, "dia la linea". E ieri nel corso del convegno Stefano Molina della Fondazione Agnelli ha dato un notevole contributo a sfatare alcuni luoghi comuni in campo demografico, una materia fondamentale anche per capire qual è il futuro del Welfare (...)
Molina: "Ogni 5 anni 10 mila pensionati in più non sono un problema particolare anche perché chi va in pensione adesso non è ricco, ma neppure bisognoso e ha pagato i contributi; il problema sono i giovani non nati che fanno diminuire i consumi, disincentivano gli investimenti, non creano imprese, non pagano né contributi né tasse".
E Molina fa a pezzi anche un’altra illusione, quella che saranno gli immigrati a tenere insieme il sistema previdenziale: "Per servire a questo scopo in Piemonte dovrebbero arrivarne 20-25 mila all’anno, quanti sono adesso in tutta Torino. E poi chi emigra ha sui venti-trent’anni, ma a noi mancano i bambini e i ragazzi, gli immigrati dovrebbero avere tra zero e quattro anni.
Inoltre io non credo che avranno molti figli e in più se rimarranno qui avranno costruito un loro futuro pensionistico assai modesto e da vecchi saranno da aiutare e se ritorneranno nel loro Paese si prenderanno indietro i loro contributi" (...)
La Stampa




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