I colonizzatori Italiani sparano sulla folla inerme che protestava per le condizioni disumane a cui era costretta.
Buggerru, cento anni fa l’eccidio dei minatori
Cerimonia con Epifani, Pezzotta e Angeletti
I tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil parteciperanno a Buggerru alla commemorazione dell'eccidio dei minatori uccisi cent'anni fa quando si svolse il primo sciopero nazionale. L'annuncio è stato fatto dal sindaco del paese, Gianni Degortes, e dal segretario generale della Cgil del Sulcis Iglesiente, Marco Grecu. L'appuntamento con Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti è fissato per il prossimo 4 settembre. Ma, probabilmente, non saranno i soli a prendere parte alla cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale. Si parla anche (ma non c’è ancora la conferma) del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, oltre a sottosegretari e numerosi parlamentari forse anche europei. «Per noi - è il commento del primo cittadino - si tratta di una presenza di estrema importanza, oltre che sindacale, anche politica. Avremo la possibilità di far sapere che in questo territorio è nato il movimento sindacale ma che nel contempo oggi le miniere non ci sono più mentre al loro posto è rimasto il deserto occupazionale. Diremo che qui siamo ormai all’emergenza sociale e che, quindi, c’è la necessità di creare nuove opportunità di sviluppo». La speranza è che la morte dei tre minatori uccisi dalle fucilate delle forze dell’ordine (altri sette restarono feriti gravemente) non sia stata vana. Erano gli anni dello sviluppo del settore minero-metallurgico e il bacino minerario del Sulcis Iglesiente era popolato da migliaia di minatori, tante le miniere aperte ma le condizioni di vita e di lavoro non erano certe le migliori. In galleria si lavorava dodici ore al giorno, i salari erano molto bassi (dalle due lire ai 75 centesimi al giorno per gli armatori, mentre le cernitrici guadagnavano 80 centesimi), la sicurezza non esisteva. I quattrini che gli operai guadagnavano li spendevano negli spacci aziendali dove potevano acquistare soltanto i generi di prima necessità. Quindi, una situazione di malessere generalizzato. Prima del 4 settembre del 1904 si svolsero altri scioperi: gli scalpellini a Villasimius e La Maddalena, i conciatori a Sassari e poi i minatori a Lula, Montevecchio, Monteponi, San Benedetto, Ingurtosu. Poi fu la volta di Buggerru, che allora contava 9 mila abitanti (oggi sono 1.300) di cui duemila erano minatori. Tutto qui era di proprietà delle società francesi. Il 2 settembre l’azienda annunciò l’anticipazione dell’orario invernale e il fragile equilibrio che esisteva s’interruppe. L’arrivo del 42° reggimento di fanteria da Iglesias scatenò la rabbia ma alle sassate dei minatori i soldati risposero con le fucilate. IL 7 settembre la Camera del lavoro di Milano proclamò il primo sciopero nazionale.




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