Cara Fallaci,
Lei si sente tanto sola, tanto coraggiosa, tanto profetica: l’unico vero uomo rimasto in Europa, parrebbe. Circondata da pappemolli, da codardi, da sciocchi, da arrivisti, da incapaci.
Solo che lei non può parlare in nome di una comune civiltà, perché la “nostra civiltà” è la civiltà cristiana di cui lei è nemica non solo con il suo ateismo ma anche con le menzogne e gli insulti che sparge a piene mani, nei suoi libelli, contro la Chiesa (fino a dimenticare che Savonarola dalla Chiesa fu arso sul rogo e fino a ripetere l’ormai stantia menzogna dei “silenzi” colpevoli di Pio XII). L’Europa in nome di cui lei parla è quella “antifascista”, ossia quella che, nella guerra del sangue contro l’oro, delle massonerie capitalcomuniste contro i popoli che cercavano di sottrarsi al loro giogo, si schierò con l’oro, con l’alta loggia, con l’alta finanza, con quelle lobbies che hanno dato vita all’Europa di Maastricht e, prima, all’ONU. Che senso ha, quindi, che lei si scagli con il suo sarcasmo contro i mostri partoriti dalla sua stessa ideologia? Come può parlare in nome dell’Europa chi lamenta la “lunga oppressione culturale della Chiesa”, chi ripete la favoletta liceale degli americani che ci avrebbero portato la “libertà”, chi critica Berlusconi tacendo però sul fatto che egli è a capo di un governo coloniale, e che questa critica non viene solo da quegli ottusi della sinistra ma anche da quanti della sinistra sono nemici ben più spietati e più coerenti di lei? Lei che si vanta di aver fatto la staffetta partigiana e che si affanna a ricordare la natura non solo comunista della “resistenza”, lei che deplora stucchevolmente l’”egemonia culturale” della sinistra, non ha ancora capito che gli azionisti e gli altri “resistenti”erano i servi sciocchi dei comunisti e preparavano proprio quell’egemonia da lei tanto deplorata? Che se si vuole avere il diritto di ergersi a difensori dell’Europa bisogna avere le carte in regola e non essere corifei del sionismo e del mondialismo come lei?
Inoltre che cosa è più barbaro, le decapitazioni degli ostaggi da lei così minutamente descritte e così giustamente condannate o il silenzioso genocidio di milioni di esseri innocenti nel seno delle madri, che noi perpetriamo con le nostre leggi “democratiche”? Eppure nei suoi veementi libelli non una parola si è letta contro il crimine dell’aborto. E per che cosa dovremmo batterci contro le “orde musulmane”, per quale “civiltà”? Per quella del consumismo, della pornografia, della droga, dell’omosessualismo, dell’impudicizia, del permissivismo morale, promossi senza differenze da tutti, da destra come da sinistra,e importati proprio da quell’America che per lei è il faro di civiltà, diffusi ad arte proprio per snervare la gioventù europea e farne una docile massa di manovra? Eppure lei, che ha parole così sarcastiche contro tutti i politici e che non saprebbe che indicazioni di voto dare agli elettori, non può ignorare che in Italia, che in Europa c’è anche chi si batte contro queste degenerazioni dell’Occidente, che autorizzano molti, non necessariamente pazzi o stolti come lei vorrebbe, almeno a guardare con simpatia all’Islam. Senza contare che secondo autorevoli studi, a partire da quelli di Alexander del Valle, di Carlo Alberto Agnoli e di Sergio Taufer, l’immigrazione islamica è voluta proprio da quelle lobbies mondialiste che in America hanno sede, che sono spesso di matrice ebraica e il cui fine è quello di indebolire la coscienza morale, civile e politica dell’Europa (già prostrata ad arte sotto il peso della colpa “incancellabile” dell’”Olocausto”), favorendo la nascita in essa di quella cviltà multietnica di cui proprio gli Stati Uniti costituiscono il grande modello.
E che quei “fascisti” e “nazisti” che per lei rappresentano la barbarie e che descrive nello stile caricaturale che viene inculcato ai nostri scolaretti, almeno avevano un’idea diversa di civiltà, un’idea che ha il diritto di essere considerata non il Male Assoluto come lei finianamente la considera ma come una delle grandi idee del Novecento, da studiare e da analizzare con la serietà che merita,e magari anche per trarvi qualche lezione valida per il presente.
Certo, impostato così il suo ultimo pamphlet, così come quelli che l’hanno preceduto, non avrebbe potuto aspirare a essere pubblicato dal “Corriere della Sera” e dalla grande editoria “democratica”, avrebbe dovuto accontentarsi di una diffusione catacombale grazie a qualche circuito “di area”: ma avrebbe avuto in compenso il pregio della freschezza, dell’autenticità e della coerenza, il che non può dirsi dei suoi torrenziali sfoghi. Che tutto sommato, e benché di certo la cosa la farà arrabbiare, sono molto “politicamente corretti” e non fanno di lei una martire come lei petulantemente si definisce evocando il rogo di Cecco d’Ascoli. Perché mentre lei vende milioni di copie e i suoi libri vengono acquistati anche da Clinton, i libri veramente coraggiosi, quelli che veramente sfatano tabù, come quelli dei revisionisti olocaustici, sono messi fuori legge e i loro autori condannati al carcere, all’esilio, ai pestaggi veri e non minacciati e in certi casi a morte.
Provi un po’ a scagliare la sua ira contro questi crimini, contro queste vergogne, e vedrà che riuscirà a far tacere ancora meglio quell’Alieno che le auguro di cuore di sconfiggere una volta per tutte.
La mia lettera, come vede, è firmata e datata, quindi lei non potrà classificarla tra le “due o tre” che finora le sono arrivate di critica e che naturalmente erano di qualche rozzo comunista che non aveva il coraggio di firmarsi. Sperò se ne ricorderà nella sua prossima autointervista.
Cordialmente
Franco Damiani
Villafranca Padovana (PD), 15 agosto 2004
Nella festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
Trovato su http://it.altermedia.info/




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