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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Morto a Milano Fratel Ettore



    Si è spento a Milano Fratel Ettore Boschini, il religioso camillano famoso per il suo impegno a favore dei più poveri ed emarginati. Fratel Ettore era nato a Mantova il 25 marzo del 1928 e da tempo era malato. Ha dato vita a ben cinque comunità di accoglienza per i poveri e gli ultimi di Milano (la più famosa è quella situata sotto la stazione Centrale), che trovano così un rifugio per la notte e un pasto caldo, in attesa di avere una sistemazione decorosa e stabile. Lo ricorderemo con la sua talare nera con la grande croce rossa dei camilliani, talare consumata irrimediabilmente per il lavoro tra gli ultimi di milano, consumata come la sua vita.



    Concedi, te ne preghiamo, o Signore, che l'anima del tuo servo Ettore sacerdote, che in questa terra elevasti al sacro ministero, esulti per sempre in cielo. Per nostro Signore.
    (Dal Messale di San Pio V)

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  2. #2
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    31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

    (Matteo 25, 31-46)

  3. #3
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    GESÙ CRISTO, L'UMILE E POVERO ONNIPOTENTE

    Jean Vanier

    Gesù è Colui che tutti aspettano. Il nostro mondo attende un Salvatore, il nostro mondo attende qualcuno che dia un senso alla vita. Sperimentiamo oggi che tutti sono scoraggiati. Vi è un enorme divario tra ricchi e poveri in molti Paesi. Penso soprattutto all'Africa, c'è la guerra civile. In molti Paesi dell'Est, ci sono povertà e disordini dopo anni di Comunismo. Lo stesso avviene in America Latina dove non mancano la povertà, le sofferenze umane e in tutti i Paesi ricchi permane il divario tra ricchi e poveri. Tutto il mondo attende un senso, in particolare i giovani. I giovani hanno perduto il senso della vita. Essi attendono Colui che verrà e quello che aspettano è Qualcuno che venga per dire loro: «ti amo», «ho fiducia in te e voglio donarti la vita, voglio donarti la libertà, voglio dare un senso nuovo alla tua vita». Quello che più di tutto mi colpisce oggi è che molti giovani non vogliono sapere ciò che è buono, ciò che è falso e ciò che è vero, ma si aspettano e pongono una questione fondamentale: «Mi ami?».

    Allora, Gesù è Colui che viene a dire a ciascuno di noi «ti amo!» e «sei importante per me»; ma non viene sulle ali della potenza e neppure della gloria. Gesù è Colui che si è svuotato, è Colui che non ha conservato la propria condizione divina che lo rendeva uguale a Dio; ma si è svuotato, è divenuto piccolo, è divenuto un bambino, un uomo crocifisso, rifiutato; è divenuto povero. È vero che ad un certo punto Gesù è diventato potente, ha compiuto grandi miracoli ma temeva sempre che la gente vedesse in Lui il Potente che fa grandi cose in vece di Colui che è in ricerca di dare la Comunione. Allora Gesù diviene piccolo, egli è umile ed è per questo che noi ammiriamo i potenti, ma amiamo i piccoli, il bambino, la persona fragile e debole. Dunque, per me Gesù è Colui che si fa piccolo, è il Dio che diviene piccolo, che si nasconde nel povero, nell'umile, nel debole, nel moribondo, nell'ammalato; poiché tutte queste persone che sono particolarmente fragili sono in cerca d'amore e vedo che questo è il mistero di Gesù e che Gesù è amore. Come Dio è Amore. Gesù è Amore. Gesù si è inginocchiato davanti ai suoi discepoli, ha lavato i piedi ai suoi discepoli dicendo: «occorre che vi dia un esempio: perché voi facciate quello che io faccio». Dunque, io credo che il mondo attende un salvatore piccolo e umile che venga per dare l'amore.

    «Venite a me voi tutti che soffrite e siete chini sotto il vostro fardello e io vi darò il mio riposo poiché io sono mite e umile di cuore». Credo che tutto il mistero di Gesù sia contenuto in queste parole «mi chino su di lui come una fonte di misericordia» poiché tutto ciò che lui vuole è amare, dare il suo cuore e tutto quello che Egli chiede a noi è di offrire i nostri cuori, è di ricevere, direi, questo mistero dell'amore di Dio, la presenza di Gesù. Dunque, per me Gesù è Colui che è mite ed umile di cuore, che si cela nei poveri e che dice, come si legge nel Libro dei Profeti: «Figlio mio, dammi il tuo cuore».

    (Cenni biografici - Figlio del Governatore generale del Canada, Jean Vanier - che oggi ha 68 anni - è stato ufficiale della Marina canadese. Si è poi laureato e ha insegnato Filosofia all'Università di Toronto. Da 33 anni dedica la vita all'assistenza di uomini e donne portatori di handicap mentale, provenienti da ospedali psichiatrici, da istituti e dalla strada. Fondatore della Comunità dell'Arca, presente con 105 sedi in 30 Paesi, e del Movimento "Fede e Luce", Vanier ha ricevuto dal Santo Padre il premio "Paolo VI" il 19 giugno scorso.)

  4. #4
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Requiem aeternam dona eo Domine, et lux perpetua luceat eo.
    Requiescat in pace. Amen.

    Io abitavo proprio vicino alla sua opera di Affori (Milano nord)...quante volte lo si vedeva andare e venire con la sua auto con la statua della Madonna di Fatima sul tettuccio!

    Pie pellicane, Jesu Domine, dona eo requiem sempiternam....

  5. #5
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    Predefinito L’ultimo saluto di Milano a Fratel Ettore



    E' stato un applauso a salutare per l’ultima volta Fratel Ettore quando la sua bara, ricoperta da un letto di fiori bianchi con al centro una croce di rose rosse, è uscita dalla basilica di Sant'Ambrogio dove sono stati celebrati i funerali dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. In chiesa erano presenti circa tremila persone; fra di loro il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, il prefetto Bruno Ferrante, le sorelle, i cognati, i nipoti, i confratelli e tantissimi amici a cui Fratel Ettore ha teso una mano quando nessun altro lo faceva.

    “Gigante della carità” lo ha definito il cardinale Carlo Maria Martini in una lettera che ha inviato da Gerusalemme e che il cardinale Tettamanzi ha in parte letto durante l'omelia in un rito concelebrato dall'arcivescovo di Mantova, mons. Egidio Caporello, e dal superiore generale dei Camilliani, l'ordine di Fratel Ettore, l'irlandese padre Frank Monks.

    Tettamanzi ha concluso la sua omelia citando le parole dello stesso Fratel Ettore: «Vorrei convincervi che sono soltanto un pover'uomo. Dal Signore ho ricevuto grazie straordinarie, ma non posso vantarmi di avere sempre corrisposto perfettamente alle grandi grazie ricevute. Questo lo dico perché nessuno, neanche l'ultimo dei miei ospiti, si senta inferiore a me o possa pensare di fare anche lui cose simili che io, per grazia di Dio e per lo straordinario amore della Madre, ho compiuto».

    Fratel Ettore sarà tumulato a casa Betania, la comunità che ha fondato lui stesso a Seveso.

    (Fonte: www.chiesadimilano.it)

  6. #6
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    Quando una grande quercia cade lascia uno strappo e un vuoto incolmabile nel bosco.

    Fratel Ettore è stato una grande quercia alla cui ombra si sono rifugiati i poveri, i malati, gli ultimi.

    Ci ha lasciati per tornare alla Casa del Padre e noi percepiamo già il grande vuoto che lui ha lasciato.

    Nella vita di ciascuno di noi capita di incontrare persone che segnano la tua esistenza e testimoniano i valori più belli del vivere sociale. A quanti lo hanno incontrato, Fratel Ettore ha fatto rinascere un bisogno di solidarietà e una profonda nostalgia di Dio.

    Fermarsi davanti a una persona “particolare” e cara che ci ha lasciato è come aprire uno “scrigno” dove sono custodite le cose più belle di quella persona. Lo “scrigno” della vita di Fratel Ettore è colmo di cose belle che si riassumono nel messaggio dell’amore a Dio e al prossimo.

    Nei suoi 76 anni di vita religiosa e camilliana Fratel Ettore è stato “una spina che punge e provoca”, è stato la coscienza critica per la società religiosa e civile di oggi che vive un tempo di disorientamento e di incertezza etico-religiosa.

    Innamorato del suo Istituto e della sua Comunità religiosa, Fratel Ettore ha cercato in tutti i modi di far crescere in esse la fraternità e il Carisma specifico del suo Ordine: testimoniare la Misericordia di Dio verso chi soffre.

    Si sentiva parte viva della Chiesa di Dio. Annunciava speranza cristiana in mille modi ma era soprattutto con il servizio ai poveri, ai malati e agli ultimi che Fratel Ettore professava la sua fede. Amava le solenni liturgie e le prolungate recite del Rosario ma la lode più completa che lui faceva salire al cielo era il servizio ai poveri. Le sue grandi mani, sempre in preghiera e sempre all’opera, testimoniano che il luogo privilegiato dove proclamare la bontà di Dio è la solidarietà con gli ultimi.

    Fratel Ettore era un cittadino del mondo. Nato a Mantova è diventato negli ultimi 25 anni della sua laboriosa attività, milanese di adozione. Ha amato la grande e laboriosa Milano e si è fatto amare dai milanesi. Anche nella società milanese, spesso guidata da un dinamismo materialista e pervasa da egoismo individualista, Fratel Ettore è stato una voce a difesa degli emarginati nella società del benessere.

    I suoi Rifugi accoglievano “i più poveri tra i poveri”: i milanesi rispondevano con “il cuore in mano”.

    Se è vero che in Paradiso le “cose belle” si esaltano e si sublimano, siamo sicuri che Fratel Ettore, dal Cielo, continuerà a sorriderci e ad essere accanto ai suoi poveri.


    padre Carlo Vanzo, camilliano

  7. #7
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    Attenzione: fratel Ettore era nato a Roverbella da famiglia roverbellese (Boschini è un cognome tipico). Probabilmente l'unica figura degna di nota nella storia di questa anonima comunità.

  8. #8
    Ospite

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    Questi si che sono gli uomini di Chiesa che meritano d'essere ricordati e citati e non sono affatto rari nelle nostre comunità, umilmente compiono opere di bene nei confronti del prossimo e dei più poveri ed emarginati senza ricercare glorie e riconoscenze terrene. Ringrazio Lepanto per il ricordo che ha voluto dedicare a Fratel Ettore

 

 

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