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    Predefinito Madre Teresa.....un bluff????

    Contro la beatificazione di Madre Teresa

    Internazionale 470, 9 gennaio 2003

    Ai brutti bei tempi andati la procedura per trasformare un ex essere umano in un santo era chiara. Dovevano passare almeno sette anni dalla morte prima che la beatificazione, la prima tappa verso la santità, potesse anche solo essere proposta. Così ci si cautelava dall’eventuale entusiasmo popolare per figure locali che in seguito potevano rivelarsi degli impostori. Bisognava che all’intercessione del defunto si potessero attribuire almeno due miracoli. E ci doveva essere un processo, in cui un advocatus diaboli (avvocato del diavolo) nominato dalla chiesa doveva sollevare contro il candidato tutte le obiezioni possibili. Stranamente nessuna di queste regole è stata seguita nel caso della donna neobeatificata che si faceva chiamare “Madre” Teresa di Calcutta. La sua beatificazione è stata proposta ad appena quattro anni dalla morte. È bastato solo un miracolo, subito debitamente attestato. E anziché nominare un avvocato del diavolo, il Vaticano mi ha invitato a essere uno dei testimoni del Male, e si aspettava pure che accettassi l’incarico gratuitamente.

    L’invito si deve al mio documentario L’angelo dell’inferno e al libro intitolato La posizione della missionaria, in cui ho ricostruito la carriera di Madre Teresa come se fosse stata una persona ordinaria. Ho scoperto che aveva preso soldi da ricchi dittatori, come la cricca dei Duvalier ad Haiti, era stata amica della povertà anziché dei poveri, non aveva mai dato conto delle enormi somme di denaro che le erano state donate, si era opposta al controllo delle nascite nella città più sovrappopolata del pianeta ed era stata portavoce dei dogmi più estremi del fondamentalismo religioso. In realtà è esagerato affermare che “l’ho scoperto”: era sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno si era preso la briga di chiedersi se la sua reputazione era meritata o era semplicemente il risultato di brillanti relazioni pubbliche.

    Lo sanno tutti

    “Aspetti un momento!”, mi ha detto alcune sere fa un conduttore televisivo mentre discutevo di tutto ciò con John Donahue, della Catholic Defence League. “Ha costruito degli ospedali”. No, amico, aspetta tu un momento. Madre Teresa ha ricevuto sicuramente svariate decine di milioni di sterline, ma non ha mai costruito nessun ospedale. Affermava di aver creato quasi 150 conventi, per le suore del suo ordine, in parecchi paesi. Ma era proprio qui che i suoi donatori si aspettavano che finissero i loro soldi?

    Eppure lo sanno tutti che Madre Teresa passava il tempo a baciare le piaghe dei lebbrosi e a guarire i malati. Eh, ma quello che sanno tutti non sempre è vero. Madre Teresa appariva più facilmente in foto con Nancy Reagan o in posa con la principessa Diana, o nella cabina di prima classe dei voli Air India (dove aveva una prenotazione permanente). La vedevi in Irlanda a contestare la legge sul divorzio civile e il diritto a risposarsi (anche se poi difendeva pubblicamente il divorzio della principessa Diana). La trovavi a Stoccolma alla cerimonia dei Nobel, dove accettava un altro assegno cospicuo e dichiarava che la più grande minaccia alla pace mondiale era… l'aborto (e siccome aggiungeva che la contraccezione moralmente era sbagliata quanto l’aborto, in concreto pensava che preservativi e spirali fossero una minaccia mortale alla pace nel mondo ; nemmeno la chiesa arriva a questo livello di fondamentalismo). E quando si ammalava andava a curarsi alla Mayo Clinic o in qualche altro tempio della medicina americana. Dopo aver visitato il suo primitivo “ospedale” per i moribondi a Calcutta, direi che era una saggia decisione: nessuno vorrebbe entrarci se non per uscirne, in un modo o nell’altro. “Date a un uomo la reputazione di uno che si alza presto”, diceva Mark Twain, “e potrà dormire fino a mezzogiorno”. Date a una donna una reputazione di santità e compassione e nulla potrà fargliela perdere.

    Di origine albanese e fortemente nazionalista, Madre Teresa visitò il paese, che sotto una dittatura brutale era “il primo stato ateo del mondo”, per rendere omaggio al suo truce leader staliniano. Adulava la sua scaltra protettrice Indira Gandhi quando il governo indiano imponeva la sterilizzazione forzata. Soprattutto, invitava i poveri a considerare le loro sofferenze come un dono di Dio. E si opponeva all’unica cosa che da sempre, si sa, può curare la povertà: rafforzare le donne dei paesi poveri, dando loro voce in capitolo sulle nascite.

    Ora ci dicono che una donna del Bengala è guarita da un tumore dopo aver pregato Madre Teresa. I familiari della donna e i medici che l’hanno avuta in cura dicono che è stato solo merito di una buona terapia medica. Quando in televisione hanno chiesto a Donahue se si aspettava il secondo miracolo necessario alla canonizzazione, ha detto di sì. E me l’aspetto anch’io. Ma intorno a Madre Teresa ho già visto un’allucinazione collettiva, anche se prodotta con il metodo moderno – e poco soprannaturale – degli acritici mass media.

    Traduzione di Nazzareno Mataldi

  2. #2
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    Predefinito

    QUESTA DONNA È UNA SANTA?
    E QUESTO LIBRO È UNA BESTEMMIA?
    Dunque, permetteteci di raccontarvi una storiella curiosa, che noi qui a Minimum fax usiamo ormai come caso di studio (o, a al limite, come barzelletta).
    Quando il libro La posizione della missionaria di Christopher Hitchens - un pamphlet del grande polemista americano che analizza in maniera chirurgica le contraddizioni dell'operato della suora albanese - stava per uscire in Italia nel 1997, ci fu una così pressante richiesta dalle librerie che addirittura fummo costretti a far aumentare la tiratura al tipografo mentre il libro era ancora in stampa: da 2.000 a 4.000 copie. Era estate, faceva caldo, e il nostro tipografo dovette passare qualche giorno di agosto in più nella sua sala-macchine per colpa nostra. Poi il libro fu stampato, arrivò in casa editrice, partì per i distributori ed era finalmente pronto per arrivare nelle librerie il 5 di settembre.

    Vi dice niente questa data?

    Esatto, ci avete preso: è il giorno in cui Madre Teresa morì, scatenando una corsa alla beatificazione non solo negli uffici ai piani alti del Vaticano, ma in tutta Italia, dove fiorirono nel giro di pochi giorni una quantità incedibile di libri agiografici dedicati alle preghiere, ai miracoli, ai fioretti, alle foto, agli insegnamenti, alle radici di Madre Teresa.

    Ora, credete che in un paese come il nostro, nelle nostre librerie, con la nostra religione di stato, sui nostri media ci fosse spazio per l'unico libro che proponeva una voce fuori dal coro?

    Se avete risposto come pensiamo, eccovi alcuni dati: a fronte delle 180 copie spedite ai giornalisti, uscirono due sole recensioni. Di quelle 4.000 copie ne sono state vendute, in cinque anni, 573.

    Il libro ci è stato reso in tempi record: dopo nemmeno un mese, quegli stessi librai per le cui pressanti richieste il nostro tipografo aveva dovuto rinunciare a due giorni di ferie, ci hanno rispedito indietro la quasi totalità delle copie ordinate, per far posto sugli scaffali ai fioretti, ai miracoli e agli insegnamenti della suora, che ormai era già diventata beata e si avviava a diventare santa, come sta succedendo proprio in questi giorni.

    Il fatto è che noi qui a Minimum fax siamo un po' testardi, o forse semplicemente non sappiamo fare bene il nostro mestiere: mentre tutti ci consigliavano di mandare al macero le oltre 3.000 copie che avevano inondato il nostro magazzino, abbiamo preferito aspettare. Volevamo tenercele, perché speravamo che un giorno sarebbero arrivati i famosi tempi migliori.

    Sì, è vero, nel frattempo piccoli movimenti agnostici o atei hanno comprato una o due copie a settimana, qualche sito internet barricadero, qualche cellula di resistenza ha sparso la voce che il libro esisteva. Ma paradossalmente è proprio ora che Madre Teresa viene proclamata santa che noi crediamo siano arrivati quei tempi migliori: è il momento giusto per dare finalmente voce a questo libro.

    Dategli un'occhiata, se non avevate avuto l'opportunità di farlo nel 1997: sono poco più di cento pagine e ci vuole mezzo pomeriggio. Se ci aiuterete, forse qualcuno scoprirà anche l'altra metà della storia di Santa Teresa...

    Con fiducia irrefrenabile,


    Marco Cassini e Daniele di Gennaro

    Minimum fax s.r.l.
    Piazzale di Ponte Milvio, 28
    00191 Roma
    tel. 06 333 6545 - 06 333 6553
    fax 06 333 6385
    www.minimumfax.com

  3. #3
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    L'avevo sentita ankio questa storia...
    Mr. Hyde


  4. #4
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    bravo luca!

  5. #5
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    Predefinito ANTICLERICALE

    Qualcuno mi sa dare qualche riferimento per smontare un altro mito......Padre Pio???

  6. #6
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    Predefinito

    Curiosamente il liberale ha omesso (volontariamente?) l'autore dell'articolo e del libro. Per sapere qualcosa su Christopher Hitchens, così si chiama il fenomeno, vi do qualche notizia chiaramente tratta da una fonte liberale e non clericale...

    Argomenti antifascisti per combattere da sinistra (e con Bush) la guerra al totalitarismo islamico

    da IL FOGLIO, 7 giugno 2003

    Il 10 settembre del 2001, il giorno prima che il mondo cambiasse, Christopher Hitchens, giornalista e polemista inglese ma residente a Washington, si trovava a Seattle per una conferenza. Più che una conferenza era una specie di happening politico, quasi un comizio. Era il 10 settembre ma Hitch (così lo chiamano gli amici) si mise a parlare dell'11 settembre. L'11 settembre, disse, è una data che non si dovrà mai dimenticare. Parlava di un altro 11 settembre, di un 11 settembre che c'era già stato, non di quello che sarebbe arrivato l'indomani. L'11 settembre del 1973 è la data del golpe in Cile, cui la Cia diede un aiutino. Hitch ce l'ha con Henry Kissinger, e da anni si batte per portarlo alla sbarra con libri, conferenze e film. Kissinger non è il solo ad aver conosciuto la vis polemica di Hitch, anche Madre Teresa di Calcutta ha subito il trattamento Hitchens (in Italia il suo libro, "La posizione della Missionaria", è uscito per minimum fax qualche mese fa). Questo per dire chi è Christopher Hitchens, un militante della sinistra più tosta, editorialista di The Nation, oltre che di Vanity Fair e critico letterario dell'Atlantic Monthly, amico di Martin Amis e di Andrew Sullivan. Trotzkista e antifascista.
    Quella sera del 10 settembre 2001, Hitchens andò a dormire, ma la mattina successiva fu svegliato dalla moglie: guarda la tv, gli disse, forse questa cosa su Kissinger ora va messa da parte. Hitchens capì che quelli che avevano organizzato gli attacchi erano "fascisti islamici", e così li definì. Da allora Hitchens ha combattuto una battaglia culturale e ideale contro il fascismo islamico, scontrandosi violentemente con la sua parte politica, la sinistra, che improvvisamente s'è dimenticata del suo ruolo storico. Da quel momento quasi non c'è stato giorno che Hitchens non abbia scritto per giornali americani, inglesi o australiani. Sui mensili, sui quotidiani, sui magazine, on line. Con quegli articoli ora ha fatto un libro, "A long short war - The postponed liberation of Iraq", edito in America da Plume Book, Penguin.
    Hitchens spiega in modo brillante che questa al terrorismo islamico è un'altra tappa della guerra ai totalitarismi del Novecento. Sconfitto il nazismo e il comunismo, ora ci dobbiamo occupare di costoro: "Abbiamo detto ciao-ciao prima a Franco e Salazar, poi a De Gaulle e Papadopoulos, e quindi a Honecker, Husak e agli altri, e anche fatto i conti con Pinochet e Botha". E ora? Hitchens, che ha dedicato il libro al giornalista Michael Kelly, ucciso all'aeroporto di Baghdad, e ai due leader liberali dell'Iraqi National Congress, Ahmed Chalabi e Kanan Makiya, esprime un concetto semplice: la democrazia non può essere imposta, ma deve essere favorita e lasciata crescere.
    I regimi totalitari, ha scritto Hitchens nell'introduzione, sono naturalmente aggressivi e guerrafondai. Visto che con questi regimi uno scontro ci sarà, è folle lasciargli scegliere il momento e il tipo di battaglia. "Ascoltate questa _ ha scritto Hitchens ai suoi ex amici pacifisti _ da quella mattina, gli Stati Uniti sono in guerra contro le forze della reazione. Posso pregarvi di rileggere la frase precedente? Il governo e il popolo degli Stati Uniti ora sono in guerra contro le forze della reazione. Devo davvero dimostrarlo? L'annullamento della cultura e della musica a opera dei talebani non basta? E le donne ridotte in schiavitù? La carneficina dei musulmani sciiti in Afghanistan? La bomba a Bali che, massacrando così tanti turisti australiani, è stata una deliberata vendetta contro il tardivo aiuto australiano a Timor Est? Non dimenticate mai che i fondamentalisti islamici non sono contro 'l'impero'. Combattono piuttosto, e con orgoglio, per la restaurazione del loro perduto califfato. Per queste persone il concetto di vittima civile è senza significato se il civile è un non credente o un eretico. Di fronte a un nemico di questo tipo _ che graziosamente uccide algerini ed egiziani e palestinesi se solo c'è qualche dubbio sulla genuinità della loro fede, o se gli capita di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, o se si dà il caso che siano femmine _ esattamente, ditemi, quale ruolo pensa di avere il movimento pacifista?". Hitchens non risparmia nessuno, né chi sostiene che bisogna aver fatto il militare per poter parlare di guerra, né quelli che si riempiono la bocca con il multilateralismo e l'unilateralismo. E, ancora, critica chi liquida Bush dandogli del cowboy, chi sostiene che l'America sia andata "di corsa" alla guerra, "il ratto Chirac", i turchi, quelli che preferiscono Saddam all'Halliburton, gli ispettori che hanno fatto il gioco del rais e, infine, chi sostiene che quello di Saddam fosse un regime laico senza sapere che ha avuto una svolta islamista. Hitchens, insomma, dà tutte le ragioni antifasciste di appoggio alla guerra che la sinistra ha rinunciato a combattere schierandosi con gli Haider, i Le Pen e i Pat Robertson di tutto il mondo. Con la destra fascistoide, insomma. Hitchens, che si è dovuto dimettere da The Nation, difende anche l'uso che Bush fa della parola "male". Farà anche arricciare il naso agli snob, ma altro non è che la semplificazione del concetto sviluppato da Hannah Arendt nel suo libro "La banalità del male".
    Ultima cosa, scritta il 26 dicembre 2002, quando nessuno, nemmeno l'Onu che aveva votato la risoluzione 1441, metteva in dubbio la presenza delle armi di distruzione di massa. Hitchens spiegava che il concetto stesso di armi di distruzione di massa è contemporaneamente sia sopra che sottostimato. I gas e l'antrace sono pericolosi, certamente uno dei motivi per cui la guerra è giusta, ha scritto Hitchens, è quello di impedire a Saddam di costruirsi la bomba atomica. Ma le armi di distruzione di massa sono anche un problema sopravvalutato. I più grandi massacri e i danni maggiori compiuti da Saddam sono stati la vendetta contro i ribelli sciiti del Sud e gli incendi dei pozzi kuwaitiani. Senza gas e senza antrace. E' il totalitarismo l'arma di distruzione di massa.
    Christian Rocca

  7. #7
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    sui siti di anticlericale.net o uaar.org trovi nulla?

  8. #8
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    Predefinito uaar

    PADRE PIO (1887-1968):
    Al secolo Francesco Forgione da Pietrelcina (BN). Agitatore politico, al centro di innumerevoli trame e complotti ordite da e contro di lui (dentro e fuori la Chiesa), riuscì persino a farsi raccomandare per non adempiere al servizio militare. Dai piccoli commerci di tessuti imbevuti di sangue «stigmatizzato», si è passato ora alla costruzione di una faraonica cattedrale da 30.000 posti che verrà eretta in suo onore a San Giovanni Rotondo. Ad una donna che gli chiedeva di intercedere per guarirla dal cancro, con tutto il suo charme disse «è meglio che Gesù ti volti e ti rivolti come gli pare e piace, perché Gesù si compiace del tuo soffrire».
    Santificato infine durante una cerimonia molto kitsch e poco spirituale in Vaticano il 16 giugno 2002, con il nome di SAN PIO.
    Una pubblicazione utile: Mario Guarino. Beato impostore. Controstoria di Padre Pio, Kaos 1999. Un testo controcorrente, ma estremamente documentato, sul più discusso ed esaltato personaggio religioso degli ultimi tempi.

  9. #9
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    Predefinito sempre uaar

    Beato impostore
    Mario Guarino. Beato impostore. Controstoria di padre Pio.
    Kaos Edizioni, Roma 1999, pp. 165, € 21,00.
    Mario Guarino, già autore de I mercanti del Vaticano (dettagliatissimo reportage sulle scorrerie finanziarie della Chiesa cattolica), ci propone ora una biografia «non autorizzata» sul beato più in voga del momento.
    Il volume si basa soprattutto su fonti cattoliche: libri agiografici, entusiasti oltre ogni limite, e documenti ecclesiastici: quasi sempre, invece, dai contenuti particolarmente negativi nei confronti di padre Pio.

    Guarino accumula così un'impressionante mole di notizie che rendono il frate delle stimmate un personaggio terreno, assolutamente terreno nei suoi comportamenti, tale da rendere veramente discutibile la sua beatificazione anche da un punto di vista fideista. Dalle finte malattie per evitare il trasferimento in un convento sgradito alle raccomandazioni per evitare il servizio militare.

    Non manca, all´interno del testo, la dettagliata ricostruzione di una strage avvenuta nel 1920 a San Giovanni Rotondo, che causò addirittura 11 morti ed un centinaio di feriti, e causata da un gruppo di «Arditi di Cristo» dell´entourage del frate per protestare contro la legittima vittoria nelle elezioni comunali del partito socialista.

    Di particolare interesse, inoltre, le pagine dedicate alla c.d. «Operazione Candelabri»: per impedire il trasferimento del frate, il podestà fascista ed un avventuriero suoi sodali fecero stampare all´estero un libello diffamatorio nei confronti delle gerarchie vaticane. Il ricatto andò a segno e padre Pio poté tornare alle sue normali attività.

    Non manca neanche, nel 1957, una truffa miliardaria rifilata dal solito «buon finanziere cattolico» ai cappuccini di San Giovanni Rotondo. Frati legati al voto di povertà che, abbagliati dalla promessa di lucrosi tassi d´interesse nell´ordine del 70 per cento, vengono raggirati senza che i poteri soprannaturali siano di alcun aiuto al futuro beato al fine di scongiurare l´imbroglio.

    Nel racconto l´abilità dimostrata nello sfuggire ad ogni verifica scientifica delle fantomatiche stimmate riconduce, inoppugnabilmente, la vita di padre Pio a quella di un comune mortale, con i suoi vizi (tanti) e le sue virtù (discutibili).

    Gli ultimi due capitoli sono dedicati al business legato al cappuccino.

    L´ospedale «Casa Sollievo della Sofferenza», fondato dal frate, dopo le sue disavventure finanziarie nel corso degli anni Settanta che costrinsero il Vaticano ad intervenire, è ora una struttura di potere politico che incassa, annualmente, diversi miliardi dallo Stato e dalla Regione Puglia, diversi dei quali girati (come provvigione?) al Vaticano stesso. La magistratura ha avviato delle indagini sulla vicenda.

    Quanto al convento, si narra degli otto miliardi affidati dai fedeli per costruire una nuova chiesa e svaniti nelle mani dell´ennesimo «buon finanziere cattolico», delle concessioni edilizie concessegli in deroga al Piano Regolatore, nonché del business legato a souvenir e gadget varî: un mercato, del resto, fiorito molti anni prima, vivo il padre, con il mercimonio delle sue pezzuole di stoffa insanguinate.

    Un libro molto documentato, quindi: una voce fuori dal coro che fa emergere, sullo sfondo, un´Italia culturalmente arretrata, con una parte della popolazione che non vuole o non riesce ad uscire da una realtà intrisa di superstizione.

  10. #10
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    Predefinito

    Lepanto, il tuo articolo non c'entra una mazza.
    E, comunque, a voler scendere sul tuo piano un conto sono i libri documentati, le inchieste giornalistiche, altro sono le opinioni politiche.

 

 
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