Era latitante da mesi in Thailandia
TORINO - E' stato arrestato in Thailandia dopo mesi di latitanza Giovanni Romanazzi, colpito da un' ordine di custodia cautelare nell' inchiesta della Procura di Torino sui tentativi di depistaggio del caso Telekom Serbia.
Romanazzi è considerato dagli inquirenti una figura chiave: il suo nome è legato a un dossier con false accuse a politici del centrosinistra che venne inoltrato alla commissione parlamentare di inchiesta su Telekom Serbia.
L'uomo, che è indagato per calunnia, è stato fermato dalla polizia thailandese con la collaborazione di un funzionario italiano. Secondo i pm Marcello Maddalena e Bruno Tinti, è l' uomo che ha preparato i documenti che dovevano servire per far cadere sul presidente uscente della commissione europea Romano Prodi e sul' ex ministro degli esteri italiano Lamberto Dini l' accusa di aver riciclato una tangente ricavata dall' acquisto da parte di Telecom Italia, allora controllata dallo Stato, di una quota della compagnia di telecomunicazioni jugoslava.
Il dossier venne poi consegnato alla commissione parlamentare il 31 luglio 2003 da un intermediario d' affari, Antonio Volpe, che è già stato arrestato e in seguito scarcerato.
Gli inquirenti torinesi stanno cercando di capire chi siano gli ispiratori della manovra di Volpe e Romanazzi (alla quale avrebbe preso parte un terzo personaggio, Maurizio De Simone). Volpe, ripetutamente interrogato dopo l' arresto, ha detto di avere semplicemente "fatto da postino".
Romanazzi, dal canto suo, nell' ottobre 2003 venne ascoltato dai pm come testimone - a Bangkok - e disse di essersi trovato in possesso dei documenti e di averli passati a Volpe, dopo le sue insistenti richieste, senza manipolarli.
(22 agosto 2004)




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