Siamo cittadini, magnanimi, che vogliono leader di cui sorridere
di Beppe Severgnini
Il bello dell'Italia è che non ci s'annoia mai. Pochi prevedevano una vittoria nella 20 chilometri, nessuno poteva immaginare tante discussioni su altrettanti peli. La nazione scopre il suo risvolto tricologico, rivelando quello psicologico. C'è chi vede nel trapianto i segni dell'infamia politica, e chi lo considera irrilevante. C'è chi inorridisce alla vista della bandana governativa; e chi corre a comperarla, pensando possa tornar utile per la carriera.
L’unico rilassato sembra il proprietario dei peli in questione. Silvio Berlusconi non poteva non sapere che l’apparizione sarda con bandana avrebbe suscitato curiosità (è come se, a Camp David, George W. Bush ricevesse gli ospiti in tanga: se ne parlerebbe). Forse per questo il presidente del Consiglio, durante il bagnetto di folla a Portorotondo, ha lasciato intendere che trapianto c’era stato. Forse per questo il chirurgo di Ferrara che l’ha operato, Piero Rosati, ha rilasciato un’intervista al Corriere , mostrando legittimo orgoglio professionale. Far sembrare capelluto Berlusconi, infatti, è come far diventare garbato Calderoli: mica facile.
Ma qualcuno a Palazzo Chigi s’è fatto prendere dal panico: e giovedì sera il trapianto è stato smentito. A quel punto il dottor Rosati si dev’essere preoccupato. Improvvisamente s’è ricordato della privacy del paziente, e ha deciso di tacere circa i capelli sul capo del capo. Ma tacere dopo aver parlato è come digiunare dopo cena. Si può fare, ma non ha senso.
Tutti questi - sarete d’accordo - sono però dettagli. La storia politica italiana ha ormai deglutito il trapianto estivo di capelli, dopo aver digerito il lifting invernale. Scandaloso? No: sono altre le iniziative berlusconiane che preoccupano. Stupefacente, semmai.
Stupefacente l’ossessione dell’uomo per il proprio aspetto fisico: i chirurghi estetici stiano in guardia, perché dopo aver visto le Olimpiadi, il nostro presidente del Consiglio potrebbe voler diventare come Ian Thorpe. Stupefacente la cautela paurosa dei collaboratori del capo. Stupefacente - come dicevamo - la retromarcia del chirurgo ferrarese (autotrapiantarsi un cuor di leone, evidentemente, non si può).
Stupefacente, infine, che nessuno abbia capito una cosa: queste iniziative berlusconiane fanno rabbia a qualcuno, ma fanno tenerezza a molti. Dimostrano infatti un’insicurezza pirotecnica, che provoca indulgenza. In altre iniziative berlusconiane è possibile leggere l’astuzia o l’arroganza (quelle leggi, certe nomine!). Ma l’ossessione per i peli (pochi invece di pochissimi) è umana. Troppo umana. Di questo mi preoccuperei, fossi Romano Prodi. Mostri il giro-vita belga, faccia parlare il barbiere bolognese, racconti certi scatti d’ira, inventi qualcosa. Perché l’Italia imperfetta non vuole statisti da ammirare; vuole capi di cui sorridere, magnanima.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...na_beppe.shtml




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