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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Predefinito Quando perdere è meglio

    Visto che siamo in tema id Olimpiadi, mi sembra giusto riportare la vicenda di Dorando Petri, che perse la maratona durante l'olimpiade di Londra del 1908.

    Malgrado avesse perso la gara più importante di tutti, Petri (che poi si hiamava Pietri) è ricordato ovuque, e divenne famoso per non aver vinto. Ancora oggi si dice "fare come Dorando Petri" quando si interrompe un'azione poco prima di averla terminata; che magari non suona proprio come qualcosa di benaugurante, ma che comunque ha reso noto questo italiano.

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    Gli zeri, per valere qualcosa,
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  2. #2
    Makeru ga, katta
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    Predefinito

    Dorando Pietri, noto impropriamente anche come Dorando Petri (Correggio, Reggio Emilia, 16 ottobre 1885 - Sanremo, 7 febbraio 1942) è stato un atleta italiano passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l'avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell'aiuto fu squalificato e perse la medaglia d'oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell'atletica leggera.

    Nessuno ormai ricorda più chi vinse l'oro in quella gara, ma il nome di Dorando Pietri richiama subito uno degli episodi più celebrati delle Olimpiadi.
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  3. #3
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Gli inizi

    Dorando Pietri nacque a Mandrio, una frazione di Correggio, ma visse sin da piccolo a Carpi. Iniziò molto presto a lavorare, come garzone in una pasticceria. Nel tempo libero si dedicava alla bicicletta o alla corsa a piedi. Era un uomo di bassa statura, alto 1,59 m.

    Nel settembre del 1904 il più famoso podista italiano dell'epoca, Pericle Pagliani, partecipò ad una gara proprio a Carpi. Si racconta che Pietri, attirato dall'evento, si sia messo a correre dietro Pagliani, con ancora gli abiti da lavoro addosso, ed abbia retto il suo passo fino all'arrivo. Qualche giorno dopo, Pietri fece l'esordio ufficiale in una competizione, correndo i 3000 metri a Bologna, ed arrivando secondo.

    L'anno successivo arrivarono i primi successi in Italia e all'estero, il più importante dei quali fu la 30 km di Parigi. Il 2 aprile 1906 Pietri vinse la maratona di qualificazione per i Giochi Olimpici intermedi, che si sarebbe svolti in estate ad Atene, con il tempo di 2 ore e 48 minuti. Purtroppo nella gara di Atene fu costretto a ritirarsi al 24° kilometro per problemi intestinali, quando era solo al comando con 5 minuti di vantaggio sugli inseguitori.

    Nel 1907 vinse anche i campionati italiani. Ormai Dorando Pietri era il dominatore assoluto del fondo nazionale, in grado di vincere dai 5000 metri alla maratona, ed aveva già ottenuto risultati importanti anche sulla scena internazionale.
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  4. #4
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Le Olimpiadi di Londra

    Il 1908 era l'anno delle Olimpiadi di Londra. Dorando Pietri si era preparato per mesi all'evento, e il test fatto a Carpi alcuni giorni prima di partire per l'Inghilterra aveva dato un risultato molto promettente: 40 km in 2 ore e 38 minuti, una prestazione straordinaria per l'epoca.

    La maratona olimpica era in programma il 24 luglio. Per la prima volta il percorso si snodava su 42,195 km, distanza che sarebbe diventata quella ufficiale della maratona nel 1921. Alla partenza, davanti al Castello di Windsor, c'erano 56 atleti, tra cui i due italiani Dorando Pietri e Umberto Blasi. Era una giornata insolitamente calda per il clima inglese.

    Alle 14.33 la Principessa del Galles diede il via. Un terzetto di inglesi si portò subito al comando della corsa, imponendo un'andatura elevata. Pietri si mantenne nelle retrovie, cercando di conservare le energie per la seconda parte di gara. Infatti verso la metà il maratoneta italiano iniziò la sua progressione, rimontando via via posizioni.

    Al 32° km era secondo, a quattro minuti dal leader della corsa, il sudafricano Charles Hefferson. Saputo che l'atleta di testa era entrato in crisi, Pietri aumentò ancora il ritmo per recuperare il distacco, e al 39° km raggiunse e subito sorpassò il sudafricano.

    Mancavano ormai un paio di kilometri all'arrivo, ma Pietri si trovò a fare i conti con l'enorme dispendio di energie durante la rimonta e la disidratazione dovuta al gran caldo. La stanchezza gli fece perdere lucidità. Arrivato allo stadio, sbagliò strada. I giudici lo fecero tornare indietro, e a quel punto Pietri cadde per la prima volta. Si rialzò con il loro aiuto, ma ormai stremato, faticava a reggersi in piedi da solo.

    Era ad appena 200 metri dal traguardo. I 75000 spettatori dello stadio erano tutti in trepidazione per lui. Attorno a lui sulla pista i giudici di gara e persino alcuni medici accorsi per soccorrerlo. Dorando Pietri cadde altre quattro volte, ed altrettante fu aiutato a rialzarsi, ma continuò barcollando ad avanzare verso l'arrivo. Quando finalmente riuscì a tagliare il traguardo, sorretto da un paio di soccorritori, era totalmente esausto.

    Il suo tempo finale fu di 2.54'46"4 su 42,195 km, ma solo per percorrere gli ultimi 350 metri impiegò quasi dieci minuti.

    Poco dopo di lui arrivò lo statunitense John Hayes. La sua squadra presentò immediatamente un reclamo per l'aiuto ricevuto da Pietri, che venne prontamente accolto. L'italiano fu squalificato e cancellato dall'ordine di arrivo della maratona.
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  5. #5
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Famoso per non avere vinto

    Il dramma di Dorando Pietri commosse tutti gli spettatori dello stadio. Quasi a compensarlo della mancata medaglia olimpica, la regina Alessandra lo premiò con una coppa d'argento dorato. A proporre l'assegnazione del riconoscimento fu lo scrittore Arthur Conan Doyle (l'ideatore di Sherlock Holmes), che secondo alcuni era l'addetto con il megafono che sorresse Pietri al momento dell'arrivo.

    Il racconto della sua impresa eroica ma sfortunata fece immediatamente il giro del mondo. Improvvisamente Dorando Pietri divenne una celebrità, in Italia e all'estero. Le sue gesta colpirono la fantasia del compositore Irving Berlin, che gli dedicò addirittura una canzone Dorando.

    Paradossalmente, la mancata vittoria olimpica fu la chiave del suo successo. Sull'onda della sua fama ricevette presto un lauto ingaggio per una serie di gare-esibizione negli Stati Uniti. Il 25 novembre 1908, al Madison Square Garden di New York, andò in scena la rivincita tra Pietri e Hayes. Il richiamo era enorme: ventimila spettatori (tra cui molti italo-americani), ma altre diecimila persone erano rimaste fuori perchè non c'erano più biglietti.

    I due atleti si sfidarono in pista sulla distanza della maratona, e dopo aver corso testa a testa per quasi tutta la gara, alla fine Pietri riuscì a vincere staccando Hayes negli ultimi 500 metri, per l'immensa gioia degli immigrati di origine italiana presenti. Una seconda sfida disputata il 15 marzo 1909 venne anch'essa vinta dall'italiano.

    Durante la trasferta in America Pietri partecipò a 22 gare, con distanze variabili dalle 10 miglia alla maratona, e ne vinse 17. Rientrò in Italia nel maggio 1909, e proseguì per altri due anni l'attività professionistica a livello nazionale e all'estero. La sua ultima maratona fu a Buenos Aires, il 24 maggio 1910, dove chiuse con il suo primato personale, 2.38'48"2.

    La gara d'addio, in Italia, si svolse il 3 settembre 1911 a Parma: una 15 km, vinta agevolmente. L'ultima gara all'estero avvenne invece il 15 ottobre dello stesso anno, a Göteborg in Svezia, e si concluse con l'ennesima vittoria di Pietri. Il giorno dopo compì 26 anni.

    In tre anni di professionismo e 46 gare, Dorando Pietri guadagnò oltre 200.000 lire solo di premi, una cifra enorme per l'epoca. In più riceveva dal suo agente una diaria settimanale di 1250 lire.

    Investì i suoi guadagni in un'attività alberghiera assieme al fratello, ma come imprenditore non mostrò lo stesso talento che aveva come sportivo. Dopo il fallimento del hotel, si trasferì a Sanremo, dove aprì un'autorimessa. Nella città dei fiori rimase fino alla morte, che lo colse a 56 anni per un attacco cardiaco.
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  6. #6
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    Originally posted by marcejap
    Nessuno ormai ricorda più chi vinse l'oro in quella gara
    Hayes (Usa)

 

 

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