Sono ormai diventati una presenza costante sull’aeroporto di Ronchi dei Legionari. Si tratta dei militari dell’esercito italiano in partenza o al rientro dalle missioni di pace che li vede impegnati nei Balcani, ma anche, più recentemente, in Iraq o in Afghanistan. Una presenza curiosa alla quale, però, ci si è ormai abituati, proprio come è successo l’altra sera quando un velivolo dell’Eurofly ha ricondotto in patria oltre un centinaio di soldati provenienti da Djacovika, in Kosovo. Un normale “turn over” dopo alcuni, difficili mesi trascorsi in uno di quelli che è ormai diventato un “tradizionale” teatro di impiego delle forze armate italiane. Un avvicendamento per il quale da molti mesi, ormai, vede protagonista lo scalo ronchese, scelto dal Ministero della Difesa. La forza di intervento che a seguito della campagna aerea è entrata e si è dislocata in Kosovo è denominata Kosovo FORce (KFOR). L'Italia partecipa alla Forza sotto comando Nato con una Brigata Multinazionale insieme a Spagna, Portogallo, Argentina. La missione internazionale a guida Nato è stata autorizzata dalla Risoluzione n. 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 10 giugno 1999.
Fonte: Aviomedia.it - 23/08/2004




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