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9 Agosto 2004
RUSSIA
La Corte Suprema condanna una setta neo-pagana

La setta degli inglinisti di Omsk -sospettata di razzismo - si appella alla Corte Europea per i diritti umani


Omsk (AsiaNews) - La Corte Suprema della Federazione russa ha confermato, la scorsa settimana, la decisione del tribunale di Omsk sullo scioglimento dell´associazione religiosa dei "Vecchi credenti inglinisti". L´azione legale contro la setta, una delle tante espressioni del neopaganesimo diffuso in Russia, era stata intrapresa dal dipartimento locale del Ministero di giustizia nel marzo 2003. Secondo l´accusa la comunità è colpevole di "diffondere, attraverso i suoi testi (i Veda slavo-ariani), l´idea della supremazia della razza bianca alimentando l´odio inter-etnico".

Tra gli inglinisti, infatti, sono proibiti i matrimoni misti e vi sono forti richiami al nazismo. Il loro simbolo di identificazione - "kolovrat"- ricorda una svastica e il saluto, con la mano destra tesa, è come quello nazista. Una legge adottata dalla Federazione russa nel 2002 vieta l´utilizzo di ogni genere di simbolo nazista in quanto "offende la memoria della vittoria dei russi nella seconda guerra mondiale". Altro reato che i giudici attribuiscono alla setta è quello di incitare al non rispetto del potere costituito. I Veda, infatti, insegnano a vivere "non secondo le leggi della società, che privano l´uomo della Libertà, ma secondo quelle dell´Unico Dio".

"La dottrina inglinista non contiene alcuna dichiarazione anti-razziale. Incoraggia semplicemente a preservare e custodire le tradizioni e la cultura di ogni popolazione", ha dichiarato Lidia Okhimenko, legale della setta. Per quanto riguarda i simboli, la difesa fa notare che la svastica è poggiata a 45° all´interno di un cerchio bianco su sfondo nero, mentre gli inglinisti utilizzano solo il rosso e il blu.

Il fallito tentativo di appellarsi alla Corte suprema per ora non segna la fine della comunità religiosa di Omsk. La setta ha intenzione di rivolgersi alla Corte europea per i diritti umani e a quella Costituzionale russa per chiedere la revisione della legge contro i simboli richiamanti il nazi-fascismo. Secondo, la Okhimenko, diverse altre comunità religiose hanno lo stesso problema degli inglinisti. "I simboli proibiti dalla legge sono gli stessi che molte confessioni utilizzano e che provengono dalla tradizione indù. Se la applicassimo letteralmente, molti templi buddisti, simboli cristiani e monumenti dovrebbero essere eliminati", ha aggiunto l´avvocato.

Cosciente della difficoltà di applicare e interpretare questo tipo di legge, l´amministrazione di Mosca ha già provveduto a specificare che "l´utilizzo di tali simboli è permesso in contesti artistici, documentari storici o scientifici".

La Chiesa inglinista di Omsk è stata fondata nel 1992. L´anno successivo i suoi fedeli hanno inaugurato il "Tempio della Saggezza di Perun" e aperto seminari maschili e femminili. La comunità si autofinanzia e riceve alcuni aiuti da sponsor soprattutto del settore commerciale. Gli inglinisti di Omsk sono circa 3mila.

Gli inglinisti usano chiamarsi "vecchi credenti ortodossi", senza però alcun legame con i Vecchi credenti responsabili, nel XVII secolo, dello scisma all´interno della Chiesa ortodossa russa. Il nome si basa sulla parola "inglia", che sta per "infinità". La dottrina di questa setta religiosa è costituita da un retroterra multiforme: riprende numerose idea occidentali, indù e simboli del paganesimo russo precristiano. Secondo gli ideologi della nuova "credenza" il neopaganesimo non è una fede, ma piuttosto una non-fede che ha i propri dei, ma rappresentano più che altro le forze della natura. Le feste sono in sintonia con i cicli delle stagioni. Non esistono divieti e regole precise e neppure riti obbliganti. (MA)

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21 Maggio 2004
RUSSIA
Il neo-paganesimo si diffonde con razzismo e vandalismi


Livna (AsiaNews/Agenzie) - Il neo-paganesimo con tendenze violente sta guadagnando sempre più spazio nella ex Unione Sovietica. In tutta la regione si diffondono organizzazioni, seminari e libri, alla ricerca di adepti. Secondo Viktor Shnirelman, autore del libro "il neo-paganesimo sulle distese dell´Eurasia", la città di S. Pietroburgo è divenuta il principale centro del neo-paganesimo russo, ma culti e "chiese" organizzate dei nuovi riti sono sparsi in tutto il paese.

Il 13 maggio scorso tre persone sono state arrestate. Si sospetta che abbiano appiccato un incendio contro la chiesa di Orel (Russia occidentale), dedicata all´Icona della Madre di Dio di Smolensk. Sempre ad Orel, in febbraio, alcuni vandali hanno rotto finestre, distrutto scaffali, strappato libri e tentato di bruciare l´iconostasi della chiesa ortodossa russa. Hanno anche lasciato uno slogan sulle pareti che dice: "il Dio ebreo se ne andrà; lodate gli dei" e un simbolo che assomiglia ad uno svastica nazista. Alla fine dello stesso mese di febbraio, nella stessa chiesa, sono state incendiate 250 scatole di candele votive, giacenti nello scantinato della costruzione. Intanto, nella stessa provincia, nella città di Livna, un operaio ha scoperto un messaggio nella cassetta delle elemosine della chiesa di san Sergio. Il messaggio minacciava di incendiare il tetto della chiesa. Nella nota sono citati gli incidenti nella chiesa di Orel.

Il Direttorato per gli affari interni, specializzato nel controllo della gioventù radicale e delle attività occulte, dopo aver svolto un´indagine, ha arrestato 3 giovani. Un disoccupato di 23 anni, laureato all'Istituto di cultura e arte di Orel ha ammesso i crimini, e ha dichiarato che di recente si era convertito al paganesimo e che durante l´incidente era ubriaco. Altri due sospetti, entrambi studenti di 19 anni dello stesso istituto, sono stati arrestati.

"Il tradizionale credo pagano non è stato mai dimenticato. Ora si esprimono più apertamente", scrive Shnirelman. Questo mese, nella provincia siberiana di Omsk, un tribunale provinciale ha ordinato l´eliminazione di tre organizzazioni pagane pubbliche. È stato accertato che l´Antica Chiesa russa degli anziani credenti ortodossi di Inglia; la Comunità Slava di Asgard e la Comunità Slava del Tempio della Sapienza di Perun hanno violato la legislazione federale. Esse sono accusate di "propaganda ed esposizione di simbolismo molto simile a quello nazista, e di causare confusione, propagandando la supremazia della razza bianca e denigrando la dignità nazionale".

La Russia era un paese pagano fino all'introduzione del cristianesimo nel 988 d.C. Ora, l´ortodossia russa è la più grande religione del paese, sebbene molti suoi membri siano cristiani in modo solo nominale. (J.C.)

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24 Giugno 2004
RUSSIA
Sotto processo la libertà di espressione


Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Il totalitarismo sovietico è finito più di 10 anni fa, ma in Russia la libertà di espressione ancora è sotto processo.Accuse di "insulto ai credenti ortodossi" e di "incitamento all´odio religioso" sono state rivolte dallo Stato e dalla Chiesa ortodossa agli organizzatori della mostra d´arte "Caution, Religion".

La mostra prendeva di mira gli abusi commerciali compiuti contro la religione. Per Yury Samodurov, Lyudmila Vasilovskaya e Anna Mikhalchuk, i 3 organizzatori dell´esposizione, sono stati chiesti 5 anni di prigione e 27 mila dollari di multa. L´accusa: l´organizzazione della mostra tenutasi nel gennaio 2003 al Museo Andrei Sakharov di Mosca. I tre accusati si sono presentati il 15 giugno alla corte distrettuale di Tagansky, nella capitale.

"Se veniamo condannati, significa che la Chiesa ortodossa è una forza capace di limitare l´espressione artistica, proprio come i comunisti hanno fatto per decenni" ha affermato Samodurov, direttore esecutivo del Sakharov Center. Ma Alexander Chuyev, deputato del partito nazionalista Rodina, ha affermato che "i limiti alla libertà di espressione non vengono dalla Chiesa ortodossa, ma da una legge che proibisce l´offesa al sentimento religioso". Chuyev aveva accusato la mostra d´arte "Caution, Religion" già lo scorso anno.

Tra le 42 fotografie e rappresentazioni che, secondo Samodurov, "vogliono suscitare la riflessione, e non l´odio" c´è una finta pubblicità della Coca Cola con il volto di Cristo e la scritta "Questo è il mio sangue"; una grande icona in stile bizantino in cui i visitatori possono mettere le loro teste; un trittico di tre uomini crocifissi su una croce, su una stella rossa e una svastica.

"Non c´era nessun intento antireligioso nell´iniziativa: si è voluto dare agli artisti la possibilità di esprimere il loro rapporto con le istituzioni e le manifestazioni religiose, sia in positivo che in negativo" afferma Samodurov. Che così spiega le opere sopracitate: "Il trittico era un avvertimento contro il fondamentalismo, mentre l´immagine di Cristo e della Coca Cola era una protesta contro la commercializzazione della religione".

Appena 4 giorni dopo l´apertura della mostra, 6 estremisti ortodossi avevano compiuto un raid contro il museo, imbrattando i dipinti con frasi offensive contro l´esposizione. Il Centro Sakharov aveva presentato una denuncia per vandalismo contro i 6 assalitori, liberati dopo una grande dimostrazione di appoggio da parte della Chiesa ortodossa. Chuyev e altre personalità pubbliche avevano approvato il raid, dicendo che i 6 avevano fatto quello che era in loro potere per fermare un crimine. Molte di queste personalità hanno deposto al processo come testimoni: "Ogni libertà di espressione deve essere regolata dalla legge" ha argomentato Chuyev.

Samodurov nega che gli artisti abbiano usato i simboli religiosi in modo offensivo, anche se ha ammesso che anche lui è stato shockato da alcune opere. "Provo sofferenza nel comprendere il punto di vista che esse manifestano" ha spiegato. Molti lavori artistici criticano la Chiesa ortodossa per il suo tentativo di porsi come "guida ideologica e politica nel Paese", una posizione già occupata in precedenza dal partito comunista.

Sumodurov sostiene che le critiche alla crescente influenza degli ortodossi hanno disturbato la Chiesa ortodossa più di quanto essa vuole ammettere. Chuyev ritiene che, mentre Samodurov e il Sakharov Center combattono per un nuovo diritto di espressione in Russia, la libertà di praticare il proprio culto resta ancora un privilegio insicuro.

Il processo contro il Sakharov Center arriva alcuni giorni dopo la decisione del governo di rafforzare la norma restrittiva contro i Testimoni di Geova, decisa dal tribunale di Mosca lo scorso marzo e appoggiata da rappresentanti ortodossi. (JC)