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Bene, l'articolo postato da Cornelio aggiunge un altro tassello al thread.
Enrique, per certi versi il Fascismo francese, proprio perchè non realizzato, è quello ideologicamente più "puro" e meglio analizzabile per comprendere l'humus che a dato il "la" a questa particolarissima ideologia.
Che nasce da Sorel,dal sindacalismo rivoluzionario, dai circoli Proudhon da una parte, dai nazionalismi e dall' Action française dall' altra (per quanto riguarda la francia).
Ma la componente "tradizionalista" non offusca mai, almeno nei fascismi non realizzati, quella socialista (non per niente una delle opere più importanti di La Rochelle si intitola, significativamente, Socialismo Fascista).
Non a caso è questa l'operazione che ha compiuto Zeev Sternhell in "Nè Destra nè Sinistra - Nascita dell' ideologia Fascista", partire dall' analisi del fascismo francese e non da quello italiano, per comprendere la portata europea di questo movimento.
E' un libro per molti versi illuminante (e non di parte) che ti consiglio caldamente di leggere qualora fossi interessato ad approfondire l'argomento trattato in questo thread.
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Citazione:
In origine postato da enrique lister
ma non c'è una differenza, anche piuttosto netta, tra i fascisti nostrani, probabilmente esuli del partito socialista, repubblicani e genericamente "rivoluzionari", e La Rochelle che - credo - appartenga a una tradizione più "aristocratica" e antimodernista? Insomma, se i primi discendono da Sorel, il secondo non viene da Burke?
E come mai, quindi, La Rochelle sembra aver maturato una simpatia filo-sovietica sul finire della guerra?
PS: può essere che sto parlando a vanvera, dato che appartengo a tutt'altra "area" politica della vostra. Mi limito a formulare ipotesi, magari totalmente infondate
PPS: grazie a te e a tutti quelli che sono intervenuti nel thread per chiarire :)
Intervento interessante Enrique ed é una posizione non facilmente capibile senza un'analisi della cultura politica di La Rochelle.
La Rochelle,infatti, preveriva l'Urss agli stati uniti non per una simpatia verso il sindacalismo rivoluzionario o un certo tipo di socialismo...
Infatti vedeva in Stalin l'uomo Forte che - sconfitti i fascismi - avrebbe potuto dare coscienza all'Europa.
Uno stato quello sovietico che - oltre l'esteriorità marxista e progressista - inquadrava in uno spirito spartano,autoritario,gerarchico.
Qualcosa del genere, insomma, a quello che i cosiddetti nazi-maoisti vedevano nella Cina di Mao oppure nell'aristocratico e stile ascetico dei guerrieri vietcong.
Ciao
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ergo, Stalin come risposta al modernismo, alla democrazia, al capitalismo, giusto?
ma esiste qualche libro o pagina web che spieghi il fascino che la figura di Stalin ah esercitato sulla "vostra" area dopo la fine della guerra?
ciao
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D'accordissimo con Rodolfo sul fascino "spartano e gerarchico" esercitato dalla Russia Staliniana, ma non vorrei che dalle sue parole si deducesse che a Drieu non interessasse il socialismo (certo, non quello sovietico, questo è vero).
E' vero sicuramente che egli rimproverava alla Germania Nazionalsocialista di aver occupato la Francia senza occuparsi della Rivoluzione Europea che lui bramava.
Una rivoluzione che, ai suoi occhi non poteva che essere una rivoluzione socialista.
E' lo stesso Drieu che, sul finire della guerra, ebbe a dire
"Non sono solo un comune patriota, un nazionalista. Non sono solo un francese,sono un Europeo....
Io volevo che, sotto l'occupazione e la pressione della guerra e delle necessità della guerra, il popolo di Francia affermasse la sua vitalità e la sua personalità con una rivoluzione socialista immediata.
Per me, il Fascismo, era Socialismo, l'unica chanche del socialismo riformista..
Volevo che la collaborazione fosse una resistenza, ma una resistenza sociale."
E in modo ancora più significativo, prima della guerra scriveva
"Il nazionalismo è l'asse dell' attività europea. Ma una asse, non è uno scopo.
Quello che è importante per il fascismo, è la rivoluzione sociale.
La marcia lenta, timida, sottile, secondo le possibilità europee, al Socialismo".
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Citazione:
In origine postato da enrique lister
ergo, Stalin come risposta al modernismo, alla democrazia, al capitalismo, giusto?
ma esiste qualche libro o pagina web che spieghi il fascino che la figura di Stalin ah esercitato sulla "vostra" area dopo la fine della guerra?
ciao
libri:
Murelli,Terracciano,Mueller,Dughin - Nazionalcomunismo - Società Editrice Barbarossa
siti internet
www.terradegliavi.org
L'ombra di baffone si estende su tutto il movimento Eurasia non solo in Italia:D
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Chiaramente Cristiano Drieu era un socialista europeo questo mi pareva chiaro:D
Ma penso altresì che il fascino di Stalin su Drieu era per il suo alone antimodernista e spartano.
Per quanto riguarda i libri consiglio anche: Da Jeune Europe alle Brigate Rosse
Ciao.
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grazie a tutti per i consigli librari
leggerò, leggerò...
:rd
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Citazione:
In origine postato da enrique lister
grazie a tutti per i consigli librari
leggerò, leggerò...
:rd
Io, come libro propedeutico al suo pensiero, ti posso consigliare "Eresie", libricino con suoi articoli giornalistici, molto interessante.
Saluti
Giampaolo Cufino
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Alcuni testi di Drieu La Rochelle attinenti alla discussione:
http://www.tabulafati.it/radici.jpg
Pierre Drieu La Rochelle
LE RADICI GIACOBINE DEI TOTALITARISMI
Bolscevismo, Nazismo e Fascismo
Tabula Fati, pp. 64, € 5,00
Dal Diario 1939-1945 di Pierre Drieu La Rochelle si evince la complessità e la finezza del pensiero politico dello scrittore francese, audace interprete di una geopolitica trasversale ancor oggi attualissima.
Proprio nel Journal, Drieu La Rochelle si lamenta del rifiuto da parte della Revue de Paris di pubblicare un suo contributo sulle comuni origini giacobine di nazismo, stalinismo e fascismo. Tale saggio, inedito per l’Italia, viene qui presentato ad inaugurare la collana "Le api di vetro" che vuol fare di una armonica trasversalità il suo punto di forza.
Le radici giacobine dei totalitarismi presenta un Drieu La Rochelle per molti aspetti insolito ed insospettato antifascista, come sottolinea Calogero Carlo Lo Re, curatore dell’edizione italiana. In ogni caso, un Drieu La Rochelle sempre inviso ai reazionari e radicalmente antiborghese, intelligentemente anticonformista ed anticonservatore, grande intellettuale nel contempo di destra e di sinistra.
http://www.tabulafati.it/
http://www.insegnadelveltro.it/immag...nti_secolo.gif
Pierre Drieu La Rochelle
Appunti per comprendere il secolo
All'Insegna del Veltro, pp. 92, € 10,28
Queste Notes pour comprendre le siècle, che Adriano Romualdi considerava come il "saggio più importante" di Drieu, si aprono con un'entusiastica celebrazione del Medioevo, visto come la primavera della civiltà europea. Diffamato dagli illuministi come un periodo di mestizia e di mortificazione, il Medioevo fu invece, secondo Drieu, l'epoca in cui l'uomo europeo raggiunse il culmine della propria forza creatrice, realizzando una perfetta armonia tra corpo e anima. (…) Secondo Tarmo Kunnas, in questo libro Drieu "analizza molto profondamente" la questione del rapporto anima-corpo: la separazione di queste due realtà è sintomo di decadenza, perché l'uomo è un essere totale. Lo studioso finlandese stabilisce quindi una stretta connessione tra questa posizione (da lui definita "monista") e l'adesione di Drieu al fascismo. ("Orion", 44, maggio 1988)
Il più organico tra gli scritti politici di un romanziere che vide nel fascismo il punto di partenza per un ritorno al "cristianesimo virile" del Medioevo. ("Librinovità per le biblioteche", febbraio 1988)
http://www.insegnadelveltro.it/
Pierre Drieu La Rochelle
L’agente doppio
Edizioni di Ar, pp. 84. Traduzione a cura di Tiberio Graziani, con testo originale a fronte. Collezione gli ‘Inattuali’, XIII, 2002, € 7,00
Comprende un corollario di note di commento a opera di: Gruppo di Ar (“Una professione di fede”); Dragos Kalajic (“Il contesto storico de ‘L’agente doppio’”); Claudio Mutti (“Strane riconciliazioni”); Anna K. Valerio (“Coniunctio oppositorum”).
thhp://www.libreriaar.it
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