Dopo le ridicole minacce d'insanguinare il nostro ferrragosto i terroristi di Al Quaeda internettiani, tutto mouse, corano e tastiera continuano a far ridere i polli questa volta è il turno di Gheddafi![]()
Nuove minacce contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Questa volta è un gruppo islamico che si fa chiamare "Gruppo di Abu Bakr il libico". In un documento, datato 22 agosto - apparso sui forum islamici che riprendono anche i comunicati delle sedicenti Brigate Abu Hafs Al-Masri - finisce sotto accusa la visita del premier prevista in settimana in Libia per discutere del problema dell'immigrazione clandestina.
"Noi del Gruppo Abu Bakr il libico chiediamo al governo della Libia di non ricevere il presidente del Consiglio italiano (Berlusconi) che si è sporcato le mani del sangue dei musulmani in Iraq e Afghanistan e negli altri paesi musulmani".
Con queste parole inizia il comunicato apparso sul sito islamic-minbar.com che oltre a minacciare Berlusconi annuncia anche l'inizio della jihad contro il governo libico guidato da Muammar Gheddafi, accusato di essere troppo amico dell'Occidente. "Abbiamo stabilito come Gruppo Abu Bakr il libico di lanciare una jihad contro il governo libico in tutte le sue parti - si legge ancora - dal presidente a tutti i ministri che sono dei ricercati per noi del Gruppo Abu Bakr il libico. Inoltre proclamiamo il massimo stato d'allerta in tutte le regioni libiche, considerato che il governo ha innalzato la bandiera crociata sulla Libia mussulmana sottomettendosi alle richieste degli ebrei e dei cristiani e trattando con loro".
E' la prima volta che compare su Internet un messaggio firmato con questa sigla. In un altro comunicato datato 4 agosto un gruppo che si rifaceva a Omar Al-Mukhtar, il capo della resistenza libica contro l'occupazione italiana nel 1932, ammoniva i governi arabi a non inviare proprie truppe in Iraq. Questa volta, invece, i presunti terroristi dichiarano di considerarsi i nipoti di Al-Mukhtar e per questo avrebbero l'intenzione di impedire la visita di Berlusconi in Libia, richiamandosi alla rivolta dello sceicco libico negli anni Trenta


Rispondi Citando

