SADEGH HOSSEINI: IL GOVERNO IRACHENO PUNTA AL SOSTEGNO ARABO-SUNNITA CONTRO SCIITI E IRANIANI
Teheran, agosto - I rapporti tra Iran e Iraq stanno rapidamente peggiorando. A Najaf e nelle città sciite irachene si combatte. Moqtada al Sadr dichiara che libertà e occupazione non possono coesistere. Arabmonitor ha chiesto all'esperto iraniano in relazioni internazionali Mohammad Sadegh Hosseini una valutazione su quanto sta accadendo.
Il ministro della Difesa iracheno Hazim al Shaalan non cessa più di attaccare l'Iran. A che proposito ?
"Ci sta trasmettendo il messaggio americano".
Ma qual è il passato di al Shaalan ?
"E' stato membro del Baath. Ha fatto l'agente nei servizi di Saddam Hussein. Poi, seguendo l'esempio di Allawi, ha disertato. Tra l'altro è sciita anche lui. E' fuggito in Occidente. Ha lavorato per la Cia. Qualcuno dice anche per i sauditi. E' rientrato in Iraq nell'aprile 2003. E' giunto a Najaf, ma dopo qualche giorno lo hanno praticamente cacciato. Si è spostato a Nassiriya, ma anche da qui, dopo un pò è dovuto scappare. A Diwaniya lo hanno nominato responsabile cittadino, ma la popolazione non lo ha voluto. Così è approdato a Baghdad alla corte di Paul Bremer che ha molto apprezzato in lui il fatto che fosse schierato contro l'Islam. Adesso si dà spesso la parola ad al Shaalan per mobilitare gli arabi e i sunniti, che nei primi mesi dell'occupazione dell'Iraq si sono sentiti messi da parte, contro gli sciiti, contro gli iraniani. Allawi e Shaalan hanno lo stesso obiettivo, il medesimo approccio, gli stessi padrini, ma ruoli diversi. Entrambi mirano a conquistare l'appoggio arabo-sunnita anche su suggerimento statunitense".
Ma chi è interessato nella battaglia in corso a Najaf ?
"Allawi, i sauditi, i kuwaitiani, i giordani. Sono loro che hanno fomentato la crisi, finché è esplosa".
Sembra comunque che ci sia una forte rivalità anche all'interno della comunità sciita irachena.
"Senza dubbio. Allawi è schierato contro Chalabi. Allawi è anche contro Hakim. Si fronteggiano anche Moqtada al Sadr e al Sistani. Il primo rappresenta la corrente rivoluzionaria delle classi più povere, il secondo quella dei commercianti del Bazar".
Chi ha orchestrato, a suo avviso, il mandato di arresto nei confronti di Ahmed Chalabi ?
"La Cia, che ha avuto successo nei confronti di Rumsfeld. Essendo stato Chalabi un alleato di quest'ultimo, ora paga il conto".
Quanto le cattive condizioni di salute del grande ayatollah Ali al Sistani hanno pesato sulla drammatica situazione che si è venuta a creare a Najaf ?
"Alcune persone vicine ad al Sistani hanno usato l'imbroglio per convincerlo a partire e recarsi a Londra per delle cure. Gli hanno detto "qui è pericoloso", "non può essere curato". Lo hanno voluto allontanare e hanno fatto la stessa cosa con tutti gli altri Ulema (i sapienti del mondo islamico): uno è in Germania, un altro in Iran, al Sistani a Londra. A Najaf è rimasto uno solo, di origine afghana, che non può fare nulla. Cosi hanno pensato di poter eliminare più agevolmente Moqtada al Sadr".
Ma tra coloro che avrebbero usato l'imbroglio, c'è anche Mouwaffaq al Rubaie (il consigliere per la sicurezza nazionale iracheno) ?
"Ne è stato l'ideatore".
Chi pensa che si nasconda dietro al sequestro del console iraniano di Karbala ?
"Penso che si tratti di un'organizzazione che gode del sostegno americano. Non ci risulta che i rapitori siano legati né a Falluja, né ad al-Zarqawi".
Sembra tuttavia che anche la leadership iraniana non abbia una politica unitaria nei confronti delle forze irachene.
"Certo che no. I riformisti come il presidente Khatami sono disposti al dialogo con il governo Allawi. I conservatori lo considerano un agente dell'America e sostengono che è meglio cercare di dialogare con le forze indipendenti".
Non pensa che qualche dirigente iracheno tema che un giorno possa spuntare in Iraq una forza simile agli Hezbollah libanesi ?
"Penso che questa ipotesi sia temuta particolarmente dagli Stati Uniti. Moqtada al Sadr, per esempio, potrebbe diventarlo ed è la ragione per cui cercano di schiacciarlo prima".
Si farà la visita di Allawi a Teheran ?
"Dipende da come finisce la vicenda di Najaf. Se avrà una conclusione brutale, l'Iran non lo accoglierà. Se finirà con un cessate il fuoco, potrà venire".
E' preoccupato per le relazioni tra Iran e Iraq ?
"La tensione non è tra l'Iran e l'Iraq, ma tra Washington e Teheran.
E con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali americane non farà che aumentare. Non escludo nemmeno che per questa ragione Israele venga spinto a qualche azione militare, come un attacco contro Hezbollah, o contro la Siria, o addirittura contro un'installazione nucleare iraniana. Per esempio a Busher. Ma quest'ultima sarebbe molto pericolosa. Potrebbe avere delle conseguenze estremamente gravi, e loro lo sanno. Quindi, per evitare rischi troppo grandi, potrebbero ricorrere a qualche provocazione militare irachena lungo la frontiera con l'Iran".
http://www.arabmonitor.info/dettagli...s=6493&lang=it




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