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  1. #1
    Globalization Is Freedom
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    Thumbs up Oneto: Quei diritti degli altri scaricati sul nostro conto

    Articolo da leggere, meditare e incorniciare!

    Quei diritti degli altri scaricati sul nostro conto
    Di Gilberto Oneto
    Il Federalismo, lunedì 23 agosto 2004
    In nome di decisioni contrabbandate come autonomiste assunzioni, consulenze, diritto di voto, provvidenze e sgravi fiscali, sono pagati da chi non beneficierà mai di queste scelte.

    Si è fatta molta polemica sulle vicende del voto agli immigrati a Genova e del riconoscimento delle coppie di fatto in Toscana. Qualcuno le ha descritte come manifestazioni di Federalismo e ne ha approfittato per mettere in difficoltà la Lega che le ha criticate, accusandola addirittura di otodossia centralista.
    Conviene approfondire i veri termini del problema, che ha scoperto tanti nervi sensibili, ha scatenato analisti in male fede e ha consentito a qualche gonzo di lanciarsi come un toro contro lo sventolio di un drappo rosso.
    Ogni vero autonomista crede che ognuno a casa propria abbia il diritto (e il dovere) di fare come gli pare. Ogni vero autonomista crede che ogni comunità debba affrontare e risolvere i problemi che gli si pongono davanti purché si verifichino alcune condizioni imprescindibili: che la decisione sia presa democraticamente, che essa non danneggi i diritti inalienabili di qualcuno all’interno della stessa comunità, che non danneggi altre comunità e che oneri e responsabilità non escano dai limiti della comunità che l’ha assunta.
    La prima cosa richiede che la decisione venga presa con strumenti democratici, in particolare – sui temi più importanti – con una libera consultazione popolare o referendum, proprio come fanno i Cantoni svizzeri, i cui cittadini non rilasciano deleghe su argomenti determinanti.
    La seconda significa che non si devono toccare i diritti di minoranze di qualsiasi genere e che non ledano i principi stessi di democrazia. Così una comunità non può, ad esempio, decidere di impedire a una minoranza di parlare la propria lingua o di esercitare libertà inalienabili.
    La terza condizione richiede che una decisione non coinvolga gli interessi o danneggi gli interessi di terzi: ove questo si verificasse, la decisione spetterebbe, in base al sacrosanto diritto di sussidiarietà, al livello amministrativo superiore. Una comunità non può, ad esempio, decidere di costruire una diga su un fiume il cui corso interessa, a valle, altre comunità che ne verrebbero condizionate o danneggiate.
    L’ultima condizione significa essenzialmente che ciascuno deve fare fronte a costi e responsabilità di quello che decide e non scaricarli su altri.
    Nei casi di cronaca politica di questi giorni, le decisioni sono state prese a livello di rappresentanza delegata: ci sarebbe naturalmente piaciuto di più se le cose fossero avvenute mediante un referendum e non solo con il voto di qualche decina di privilegiati. Ma così è la legge italiana attuale e ce la dobbiamo (per il momento) tenere, salvo il ricorso ad referendum abrogativo.
    In entrambi i casi non sembra che si siano lesi i diritti di nessuno perché semmai si sono allargate e non ristrette le basi di talune franchigie.
    Le decisioni prese formalmente non implicano modifiche a interessi esterni: gli immigrati voterebbero solo a Genova e questo non darebbe loro alcun diritto politico fuori dalla cerchia comunale, il riconoscimento delle coppie di fatto riguarderebbe solo i cittadini residenti in Toscana e tale particolarità cadrebbe al momento stesso in cui questi si trasferissero altrove.
    Dove invece un problema c’è ed è enorme è nell’ultimo aspetto.
    I rappresentanti eletti a Genova dovranno prendere decisioni che riguardano quattrini che non sono raccolti e gestiti dal Comune di Genova ma che sono estorti in giro e trasferiti al Comune di Genova sulla base di parametri che di federalista hanno molto poco. Non significa nulla neppure il fatto che probabilmente Genova dia più di quel che riceve: in ogni caso i soldi che controlla non sono suoi nel vero senso della parola.
    Ancora più significativo e scabroso è il caso toscano: le coppie hanno un peso in termini soprattutto fiscali e pensionistici. Allargare certi benefici significa aumentare le spese (in reversibilità per esempio, in detrazioni fiscali). Siccome la Toscana non è indipendente ma i suoi pensionati ricevono soldi presi da una cassa comune (nel senso che è di tutti, non certo nel senso che tutti contribuiscono in uguale misura a riempirla), così facendo scarica di fatto la conseguenza di una sua decisione (per quanto formalmente legittima) su altri.
    Da decenni ci sono Regioni e Comuni, soprattutto di alcune aree geografiche che hanno preso decisioni totalmente autonomiste che sono finite a carico di altri: assunzioni, consulenze, regalie,spese, minificenze, eccetera. E finora nessuno se ne era adontato. Tranne gli autonomisti veri che da sempre sostengono che ognuno debba mettere le mani solo nelle proprie tasche.
    Anche sulle ultime vicende le reazioni dovrebbero esserecostruite sugli stessi principi e l’obiezione da fare (la sola obiezione fondamentale di ogni autonomista) è che in assenza di Federalismo fiscale e di totale autonomia (indipendenza, ci piace di più) delle comunita certe scelte gravano su altri e diventano perciò illegittime. Non ci dobbiamo opporre per come sono state prese o per il valore intrinseco e morale che ci sta dietro, ma perché chi le prende non se le paga.
    Quindi l’argomentazione corretta non può riguardare l’incostituzionalità del voto agli stranieri (quella che si cita è la Costituzione di uno Stato oppressore, non saremo certo noi a difenderla e a divinizzarla), o la presunta immoralità dell’equiparazione fra le coppie tradizionali e quelle di fatto. Con chi si passino le notti sotto le lenzuola sono solo cavoli propri. Quello che non può essere tollerato è che sia qualcun altro a pagare.
    Quando la Toscana sarà indipendente (come Repubblica o come Granducato) farà come le pare. Per anni abbiamo chiesto la regionalizzazione o la macroregionalizzazione della previdenza sociale. Se l’avessimo ottenuta, oggi ilproblema non si porrebbe neppure. Quando saremo finalmente liberi, faremo come ciascuno gli pare a casa sua e con i suoi soldi, qualsiasi cosa ci venga voglia di fare e avremo democraticamente e liberamente deciso di fare. Questo scandalizza che ne fa una questione morale o religiosa? Sarà suo diritto e dovere opporsi con tutti i mezzi leciti quando saremo finalmente padroni del nostro destino, ma si dovrà adattare alle decisioni della maggioranza della nostra gente.
    Queste sono le obiezioni che mi sarebbe piaciuto sentire: credo sia venuto il momento di chiarire una volta per tutte se vogliamo essere un movimento autonomista o un partito della destra cattolica, se vogliamo uscire con coraggio dall’Italia o rinchiuderci pavidi in una sacrestia. L’opposizione a questi provvedimenti la dovremmo fare in ogni caso ma le motivazioni sono profondamente, radicalmente diverse.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

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  2. #2
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    Io non ho dubbi sul cosa dovrebbe essere o meglio cosa dovrebbe tornare ad essere la Lega oggi.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  3. #3
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    "Queste sono le obiezioni che mi sarebbe piaciuto sentire: credo sia venuto il momento di chiarire una volta per tutte se vogliamo essere un movimento autonomista o un partito della destra cattolica, se vogliamo uscire con coraggio dall’Italia o rinchiuderci pavidi in una sacrestia. L’opposizione a questi provvedimenti la dovremmo fare in ogni caso ma le motivazioni sono profondamente, radicalmente diverse."


    Ecco...in poche frasi, il terribile dilemma da affrontare...Gilberto ha il coraggio e la forza di sbattere in faccia ad ogni vero Padanista l'amara (aimè!) realtà...

    Inutile che io stia a dire quale delle due opzioni mi veda favorevole...
    --------------
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  4. #4
    piemonteis downunder
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    sempre lucido e tagliente, l'oneto...UP, UP!

    per confronto con l'articolo di oneto, ecco invece il tipo di articoli che pubblica la padania (venerdi 27)


    L’arbitrio assoluto dell’uomo è un ideale malsano che porta alla depravazione (*)

    Che la battaglia decisiva si debba svolgere su questo campo è dimostrato con lampante evidenza proprio dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici delle Identità etnonazionali dei Popoli Padano-Alpini e della Tradizione portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia.
    Le principali direttive di questo attacco sono: la sovversione della gerarchia dei valori, la denatalità, l'aborto e l'omosessualità privilegiata.
    La concezione della famiglia come dovere morale, sociale e naturale si basava sulla triplice esigenza di obbedire alla legge divina di crescere e moltiplicarsi, di rafforzare e ringiovanire la Stirpe: privilegiati erano quindi il futuro e la prole. La concezione della famiglia come diritto si basa oggi sulla necessità di garantire esigenze egoistiche di benessere e di libertà: privilegiati sono quindi il presente e l'individuo.
    Con ferrea logica non trovano protezione all'interno della famiglia così intesa tutte le situazioni che costituiscono un ostacolo all'ideale malsano dell'assoluta libertà dell'uomo.
    Ecco gli ospizi per anziani inutili e noiosi! Ecco l'aborto per i bambini non voluti! Ecco l'omosessualità, le coppie e perfino le famiglie omosessuali che pretendono e ottengono bambini in adozione! Ecco i figli in provetta! Ecco i travestiti ed i transessuali che appaiono in televisione!
    Potremmo continuare all'infinito perché non c'è limite alla depravazione quando si accetta il principio che la vita si basa sui diritti e non sui doveri.
    Da un punto di vista morale l'aborto è un caso chiuso: è omicidio. Ecco la risposta al continuo chiudere di scuole ed allo spopolarsi di strade che nei decenni scorsi erano piene di bambini: i nostri bambini non sono mai stati concepiti perché non si aveva il tempo per pensare a loro o, se concepiti, venivano eliminati come un’ernia o un’appendice infiammata.
    Che cosa impedisce al naturale bisogno di avere bambini la possibilità di realizzarsi? Si possono evidenziare i motivi più importanti:
    le madri costrette a lavorare; la fuga dalle campagne ed il problema delle dimensioni delle case; le mentalità edonistica e materialistica.
    I fatto che le donne siano costrette a lavorare deriva essenzialmente dal precipitare della nostra economia e dall’espandersi del debito.
    Fatto sta che mentre negli anni ’50 e ’60 il lavoro del capofamiglia era sufficiente a mantenere una famiglia ampia, negli anni ’90 non è sufficiente il lavoro di ambedue i genitori.
    In Francia qualche anno fa il governo propose di stipendiare le madri di famiglia in quanto tali, liberando così potenzialmente milioni di uomini dalla disoccupazione. Il risultato sarebbe madri a casa con libertà economica e tasso di disoccupazione drasticamente ridotto. In Francia il progetto fu accantonato non per considerazioni economiche, ma per l'alzata di scudo di libertari, comunisti, massoni, radicali e femministe.
    La mentalità materialistica è forse il problema più grave. Infatti se un governo può certamente contribuire ad incrinare lo spirito di un popolo, va premesso che una rivoluzione etno-culturale o meglio spirituale avviene per meccanismi più profondi di quelli strettamente politici.
    Il lungo tunnel dell’ubriacatura materialistica sembra avviarsi alla conclusione; trent’anni di materialismo,individualismo, libertarismo, permissivismo hanno danneggiato la fibra delle Nazioni Padano-Alpine in modo quasi irrimediabile; l’aborto è stato certamente una pietra miliare nel trasformare le terre Padano-Alpine da comunità etnonazionali esemplari, basate sui valori etno-identitari, tradizionali e familiari, a terre di volgare commercializzazione e distruzione di ciò che è sacro e bello.
    Se i miti fino ad oggi sono stati quelli della donna in carriera e dello yuppy, il risultato non poteva essere differente.
    Solo restaurando gli antichi concetti di sacrificio e dedizione verso la propria Stirpe, verso le proprie comunità etniche di appartenenza, verso la propria Tradizione e la propria famiglia e restituendo una concezione ultraterrena alla nostra esistenza, i necessari e radicali cambiamenti sociali sortiranno l’effetto desiderato.
    FEDERICO PRATI

    (*)mio commento: Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane....

  5. #5
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Eh si le donne a casa a badare ai figli e i mariti ad ubriacarsi al bar o al pub, ma allora chiudiamo anche questi luoghi di perdizione. vivaddio.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
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  6. #6
    piemonteis downunder
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    Fra l'altro, noto adesso che fra le cause di perdizione morale della Stirpe,
    La Padania ha dimenticato di citare la musica rock....specie se ascoltata
    a rovescio, per via dei messaggi satanici....

    non c'e' limite alla depravazione... tutte queste donne in carriera, libertari, comunisti,
    materialisti, massoni, radicali, femministe, omosessuali, transessuali, travestiti....

  7. #7
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    In origine postato da aussiebloke
    Fra l'altro, noto adesso che fra le cause di perdizione morale della Stirpe,
    La Padania ha dimenticato di citare la musica rock....specie se ascoltata
    a rovescio, per via dei messaggi satanici....

    non c'e' limite alla depravazione... tutte queste donne in carriera, libertari, comunisti,
    materialisti, massoni, radicali, femministe, omosessuali, transessuali, travestiti....
    Aussie, non dimenticare i pagani...
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  8. #8
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    Up: questo articolo è troppo bello per scendere
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  9. #9
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    In origine postato da Stonewall
    Up: questo articolo è troppo bello per scendere

    indubbiamente...anzi adessodivido il thread e lo ripulisco da quell'altro scritto che se merita il rispetto per la libera espressione di idee che l'autore vi compie (e chi è a favore della libertà della Padania capisc el'importanza della diversità di idee e della libertà di tutti sia di esrimerle sia di considerarle aberranti, come nel caso dell'intervento di tal Prati) non merita però di essere accostato allo scritto di Oneto.

  10. #10
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    Vivaddio, ma perchè poi stipendiarle queste donne inutili, a casa senza se e senza ma
    Tu che odi dio e la vita cristiana
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