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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Predefinito 11/12 marzo 1860 : 140 anni fa i plebisciti truffa d’ annessione

    Un libro smaschera la truffa autoritaria ed antidemocratica del Risorgimento



    I plebisciti di annessione alla Monarchia Sabauda, svolti nei territori del Ducato di Parma e Piacenza, del Ducato di Modena e Reggio , nelle legazioni Pontificie della Romagna e nel Granducato di Toscana, l'11 e 12 marzo 1860, furuno una truffa in pieno stile.Cosi' come truffaldini (oggi li chiamerebbero "bulgari" o "mussoliniani") lo furono quelli organizzati nelle Due Sicilie,nelle Marche,in Umbria nei mesi seguenti e nel Veneto nel 1866. A sostenere con forza questa tesi, nel libro "L'invenzione dell' Italia Unita" (Sansoni Editore, Milano 199 pg.504), e' il professor Roberto Martucci, professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche presso l' Universita' di Macerata.Martucci originario di Lecce e residente a Bologna, e' anche il direttore del Laboratiorio di storia costituzionale "Antoine Barnave" presso l'Ateneo di Macerata.Nel suo libro, l’autore compie una disamina molto obbiettiva di quella che lui chiama "operazione politico-militare che nell'arco di soli venti mesi trasforma una penisola frammentata in piu' Stati di dimensione Regione o Provinciale, divisa linguisticamente in una decina di aree fortemente disomogenee, nel Regno d'Italia".Il testo di Martucci, non puo' certamente accusato di avere visioni di "nostalgia reazionaria" per monarchie assolute, Papi-Re, oppure di essere confuso con la retorica e demagogia xenofoba di Umberto Bossi e Mario Borghezio.Al contrario, prendendo spunto dai Carteggi Cavour, l'autore analizza correttamente le cose, "dando a Cesare Quel che e' di Cesare", facendo emergere particolari storici ,che la retorica risorgimentale e nazionalista ha seppellito dal 1860 in poi, sotto un mare di censure.Una retorica risorgimentalista nel segno dello Stato-Nazione, che ha visto come protagonisti negli anni, prima i monarchici liberali, poi i fascisti , da una certa fase della Resistenza anche i comunisti ex "internazionalisti" di Togliatti (che diedero l'ordine preciso di fermare ogni impulso federalista all'interno della Resistenza e del Cln e mandarono a morte, facendo la spia ai nazifasciti, il partigiano autonomista valdostano Emilie Chanoux ) ed infine dal dopoguerra, tutti i partiti Stato-Nazione della prima e "seconda" Repubblica.Cosi' emerge, che al momento del passaggio da un regime politico ad un altro, se da una parte Francesco V d'Este (al contrario di altri suoi predecessori ) ed i rappresentanti pontifici nelle legazioni di Bologna e Romagna non godevano certamente di un largo sostegno, per le politiche fortemente repressive degli ultimi anni ,dall'altra parte la popolazione era insensibile anche ai proclami definiti da Martucci "panitaliani" e non provava certo simpatia per i metodi polizieschi ed altrettanto autoritari dell’uomo di fiducia di Casa Savoia, il Farini. I reggenti del Ducato di Parma e Piacenza e Leopoldo II in Toscana, godevano invece ancora nel 1860 dell'appoggio e della stima della popolazione.L' 11 e 12 marzo 1860 " nei Ducati padani e nelle Legazioni - sostiene Martucci- fu offerta tra l'altro, una falsa alternativa tra annessione e "regno separato" che fu." solo apparente visto che la censura sulla stampa e lo scioglimento dei circoli di opposizione precostituivano un clima di consenso forzoso, ingentilito da distribuzioni gratuite di vino, ma anche irrobustito da qualche energico esempio (come l'assassinio del parmense Luigi Anviti nda) a spese di esponenti dei cessati regimi".Per non parlare dei rimedi presi dall'avvocato Camillo Casarini, della Societa' Nazionale di Bologna per azzerare "il rischio di prevedibili astensioni contadine"."I risultati attestano l'interventismo manipolatorio di Luigi Carlo Farini molto meglio di mille commenti, ma al tempo spesso, riducono drasticamente l'efficacia del voto in termini di spendibilita' politica" scrive Martucci che continua " la circostanza che su poco piu di mezzo milioni di chiamati alle urne, vi siano percentuali assolutamente irrisorie di voti nulli e voti di opposizione ( favorevoli ad un "regno separato" :756 lo 0,1% dei votanti!) finisce con rendere ininfluente politicamente questo voto, anche come mero sondaggio d'opinione".Su Luigi Carlo Farini, dittatore dei territori gia' Ducali e delle Legazioni ,ed autore dell'unificazione politica delle popolazione emiliane (cui sono dedicate Vie e piazze oggi in Emilia e Romagna e su tutto il territorio dello stato italiano) nel libro sono contentute ricostruzioni storiche e testimonianze dirette dell'epoca,in cui colui che organizzo' i plebisciti, appare molto piu’ simile ad uno dei personaggi della Tangentopoli dei giorni nostri che ad un eroe.Martucci parla di lui come di un "autoritario" , che "pose seri problemi" a Cavour.Un personaggio sul quale cadono pesanti ombre morali. Tanto che nelle Rivelazioni di Filippo Curletti ,che fu capo della polizia di Farini, si parla di episodi come le "manifestazioni popolari" in suo sostegno, non avevassero nulla di spontaneo (sempre gli stessi metodi…70 anni dopo ci fu chi si invento' persino le squadriglie di aeroplani che si muovevano da un aeroporto all'altro per essere ripresi dai Cinergionali Luce si chiamava Mussolini nda) .Per non parlare dell'episodio della fusione e sparizione del tesoro ducale e delle relative finanze da parte della moglie di Farini, Genevieffa Cassiani.Della cosa fu poi accusato naturalmente il Duca Francesco V d'Este.Nel 1860 Curletti, fu arrestato per reati comuni, ma come racconta il libro "pochi anni piu' tardi gli venne data l'opportunita' di fuggire, indizio evidente che il dossier in suo possesso gli garantivano l'impunita' ,scogliandole l'eventuale morte per causa accidentale'". Fu truffa, anche nei territori del Granducato di Toscana, "anche se in misura leggermente meno pesante che nei territori governati da Farini " , dove a testimoniare la truffa sono gli stessi diplomatici francesi che annotano le peripezie di Bettino Ricasoli: "pressioni irrestistibili,fa diventari unitari antichi partigiani del granduca,scioglie circoli, procede di tanto in tanto a degli arresti sostituisce gonfalonieri (sindai)…raccomandando di inquadrare militarmente gli elettori per far votare i campagnoli sotto il peso delle gerarchie cittadine".Secondo l'ambasciatore francese di allora Mosburg nel dispaccio del 5 marzo 1860 rileva che: "le popolazioni non saranno costrette nel vero senso del termine, ma il solo fatto che l'opposizione non abbia ne' organo ne' facolta di discutere, inficiera' sempre la sincerita' di questo voto".E cosi' anche la Toscana fu annessa con i metodi "democratici" del buon Ricasoli. Il 21 ottobre si svolse il plebiscito truffa nelle Due Sicilie(in 238 distretti elettorali su 292 nemmeno un voto contrario…ben 20 a Palermo su 36.000 votanti.Il tutto a conclusione dei massacri e delle pulizie etniche dell'esercito dei Savoia contro i "briganti".Una pulizia etnica , con tanto di campi di concentramento per i prigionieri delle Due Sicilie, mandati a morire di freddo sulle nostre Alpi e ancora moribondi o gia' cadaveri, buttati nella calce per viva per far perdere ogni traccia, come testimoniano diversi libri.Insomma gli stessi metodi utilizzati piu' avanti da gente come Hitler, Mussolini, Stalin, Tito, Pol Pot, Mao, fino ai Milosevic e compari dei giorni nostri. Il 4 novembre 1860, fu la volta dell'Umbria (268 voti contrari su 97.348 votanti…) e delle Marche (dove si registrarono 0 voti nulli!) .La prima tornata dei plebisciti farsa, si rilevaro’ un ottimo precedente per i futuri inganni in Veneto ed un ottimo esempio per il dittatore fascista Benito Mussolini che copio’ pari pari I metodi dei Savoia e dei plebiscisti di annessione per I suoi plebisciti fascisti (schede e urne separate, intimidazioni e violenze). A 140 anni esatti di distanza, agli occhi di qualsiasi cittadino democratico e realmente liberale (chi oggi non si definisce tale?) appare inaccettabile quello che accadde nel 1860 e poi nel 1866, come nei plebisciti del regime fascista.Eppure , I plebisciti fascisti vengono giustamente condannatim questi no , perche’ questo e' di fatto il fondamento giuridico e storico dell'Italia "una ed indivisibile" (pena la galera via articolo fascista del Codice Rocco).Una truffa!A questo punto l’unico rimedio e risarcimento morale e politico , e’ chiedere con forza (come minimo), che in ognuna delle Regioni e Comunita’ attualmente riconosciute, si possano svolgere REFERENDUM PER L’AUTOGOVERNO (autogoverno vero, non il decentramento chiamato falsamente federalismo che federalismo non e’…) sotto controllo internazionale .E poi trasformare gli Statuti Regionali in vere e proprie Costituzioni, con leggi esclusive.Inoltre andrebbe riconosciuto il sacrosanto diritto all’autodeterminazione pacifica e per via referendaria, perche’ nulla e’ eterno.Non lo e’ stato l’impero romano, non lo sono stati i Ducati e le Repubbliche, non lo sara’ lo stato italiano fondato tra l’altro su plebisciti truffa di stampo ‘mussoliniano –bulgaro’.E sara’ nemmeno eterna l’Unione Europea, che non sottopone alla volonta’ democratica dei cittadini le sue scelte politiche ed economiche (perche’ nello stato italiano non e’ stato organizzato un referendum sul Trattato di Maastricht o su quello di Amsterdam ad esempio ?).
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  2. #2
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    Caro Shaitan, lascia perdere il romanaccio che sta qui sopra a sporcare.
    Si sapeva da sempre che i plebisciti dell'unificazione itaglica sono stati una grande truffa: basta chiudere gli occhi sulla storia ufficiale insegnata a scuola ed andarsi a leggere la storia scritta non solo nei carteggi cavouriani, ma anche direttamente da altri uomini di primo piano che furono protagonisti nello svolgimento dei fatti accaduti dal 1860 al 1866 (e non solo).

    Per quanto riguarda il Veneto, ti riporto solo un assaggio già postato sul thread delle bandiere, al link:

    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=8



    In origine postato da Orso Brrrrr
    La cessione del Veneto da parte dell'Austria nel 1866, fu per l'itaglia un episodio VERGOGNOSO!
    In base ai trattati, l'Austria metteva il Veneto nelle mani dei francesi, che a loro volta lo mettevano nelle mani di affidabili notabili veneti, che a loro volta dovevano indire un plebiscito per far sì che i Veneti decidessero con chi stare.
    Ecco cosa scrive, nel suo libro LA CESSIONE DEL VENETO, il Commissario militare italiano "incaricato alle trattative", Generale GENOVA THAON DI REVEL:



    E' solo una delle tante... -- ...omissis... "Dovevo pure risolvere la questione dei tre notabili, scelti dalla Francia e chiamati a ricevere da questa il Veneto a lei ceduto dall'Austria. Era antipatica tale disposizione, ed urtava la suscettibilità nazionale: se Leboeuf (ndr: Generale e Commissario militare francese incaricato a far rispettare il trattato tra la Francia e l'Austria) la desiderava imponente, era ben naturale che Ricasoli la volesse meschina.

    Le idee di Leboeuf su tale funzione, dapprima incerte, tendevano ora a darle grande solennità. Quelle di Ricasoli, ed erano pure le mie, volevano renderla meno clamorosa ed urtante che fosse possibile, e proclive all'avviamento dell'occupazione italiana prima del Plebiscito.

    Scegliendo gl'individui che si proponevano da Parigi si creava un'autorità speciale sul Veneto, che poteva dar luogo a qualche aspirazione autonoma od anche repubblicana per Venezia. Dovrebbero essi indire il Plebiscito od affidarne l'incarico ai Municipi? Era una questione che poteva sorgere e recare imbarazzi.

    Se invece i notabili fossero rappresentati dai tre capi dei Municipi principali: Mantova, Venezia e Verona, questi ricevuta la consegna, ordinavano subito il Plebiscito; l'azione governativa non rimaneva sospesa, e gli animi naturalmente portati a votare pel Regno d'Italia, non rischiavano di essere disturbati da faccendieri politici,
    (ndr: cioè i filoasburgici) ai quali all'uopo l'Autorità municipale, rinforzata dalla militare, avrebbe imposto silenzio.

    Miniscalchi, Strozzi, Giustiniani ed altri eran degnissimi gentiluomini e perfettamente adatti per tale scelta, se non vi ostassero le considerazioni sovraesposte; perciò pensai bene, sin dai priimi giorni, di esporre confidenzialmente le mie idee a Ricasoli, fra le quali eravi quella di far sentire a quei signori, che sarebbero richiesti da Leboeuf, direttamente o per intermediario, che il Governo desiderava ch'essi declinassero l'invito. Mi riservavo poi di condurre Leboeuf, senza che si avvedesse del partito preso, a richiedere Michiel, De Betta ed Emi-Kelder. Terminavo la mia lettera col dire, che dovevasi come nei melodrammi usare silenzio e mistero! Ricasoli entrò pienamente nelle mie idee e mi assicurò che il Governo avrebbe agito conseguentemente. Valendomi del Comitato segreto feci sapere a chi era necessario, essere volontà del Re che non si accettasse l'invito, salvo comunicazioni speciali da me trasmesse."... omissis...


    La conclusione è che la scelta dei cosiddetti "notabili veneti" cadde su persone chiaramente filosavoiarde e disposte a tradire il popolo veneto mettendosi completamente nelle mani degli itagliani che li tutelavano con le armi: come ora tutti sanno, il Plebiscito fu poi un'indegna farsa.


    Mille volte Austria piuttosto che itaglia, ma infinite volte LIBERTA' piuttosto che dipendere da qualsiasi oppressore.





  3. #3
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    La Liguria fu annessa al Regno di Sardegna senza nemmeno un plebiscito. I Savoia pensarono bene di chiudere il magistero dell'abbondanza, ovvero l'ente di solidarietà a favore dell'entroterra, di vietare la presenza di un oratore genovese a Torino, imposero la legge sul macinato, la leva di massa e, nel 1849, ordinarono il sacco della Superba definendo i genovesi "vile razza infame di canaglie" (ma in francese, visto che sua suinità Vittorio Emanuele II non conosceva la lingua di Dante) . Di queste cose, sui libri di storia, non c'è traccia e, per molti itagliani, è giusto così: meglio la retorica (pure a fin di male) della verità.

  4. #4
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    Qui siamo alla ricerca della volontà popolare democraticamente espressa nel secolo XIX.

    Una cosa che non è mai esistita.

    Vi siete mai chiesti chi e quanti erano gli elettori dei plebisciti ?

    E quanti erano gli elettori del Parlamento italiano, quando
    non c'era il suffragio elettorale e non votavano le donne ?

    Garibaldi, in Sicilia, con mille uomini, poteva avere la meglio su un intero esercito, senza l'aiuto della mafia ?

    L'annessione del Sud fu definita da Guido Dorso "conquista regia".

    Fu insomma un atto di sopraffazione del Nord nei confronti del Sud, che attende ancora di essere risarcito.
    Diderot

  5. #5
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    [i]
    Fu insomma un atto di sopraffazione del Nord nei confronti del Sud, che attende ancora di essere risarcito. [/B]
    Mi pare che siate stati risarciti abbondantemente in questi 140 anni di itaglietta, poi c'è sempre la secessione, ma voi ci tenete a questo paese che ha massacrato i vostri avi.
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  6. #6
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    In origine postato da Shaytan
    Mi pare che siate stati risarciti abbondantemente in questi 140 anni di itaglietta, poi c'è sempre la secessione, ma voi ci tenete a questo paese che ha massacrato i vostri avi.

    In questi 140 anni, il Sud ha dato molto e ricevuto poco.

    Il Nord si è sviluppato drenando nel Sud risorse umane e
    finanziarie.

    Le industrie del Nord hanno sfruttato manodopera del Sud.

    Lo Stato ha finanziario le industrie del Nord, anche quando
    andavano a investire nel Sud (solo per lucrare sugli aiuti di
    Stato).
    Diderot

  7. #7
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    In origine postato da Diderot
    In questi 140 anni, il Sud ha dato molto e ricevuto poco.

    Il Nord si è sviluppato drenando nel Sud risorse umane e
    finanziarie.

    Le industrie del Nord hanno sfruttato manodopera del Sud.

    Lo Stato ha finanziario le industrie del Nord, anche quando
    andavano a investire nel Sud (solo per lucrare sugli aiuti di
    Stato).
    Fosse così (il che non è) cosa aspettate a secedere ?
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  8. #8
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    In origine postato da Orso Brrrrr
    La cessione del Veneto da parte dell'Austria nel 1866, fu per l'itaglia un episodio VERGOGNOSO!
    In base ai trattati, l'Austria metteva il Veneto nelle mani dei francesi, che a loro volta



    .....prussiani...

  9. #9
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    In origine postato da Shaytan
    Fosse così (il che non è) cosa aspettate a secedere ?
    Secedere da che ? Da noi stessi ? Nel Nord prevalgono le persone venute dal Sud. Non te ne sei accorto ?
    Diderot

  10. #10
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    In origine postato da Diderot
    Secedere da che ? Da noi stessi ? Nel Nord prevalgono le persone venute dal Sud. Non te ne sei accorto ?
    Bravo hai centrato il punto - è per qs che ritengo un errore aver liquidato il movimento interno degli Extracomunitari x la Padania .

    Almeno loro non costituivano (e in effetti non costituirebbero tuttora) una remora alla secessione

    E' inutile negarlo - la Lega , al di là delle parole , ha fatto una scelta sostanziale di carattere unionista e stampo clerical-fascista

 

 
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