" Inizia Durban II, ma Frattini dice l'Italia non potrà partecipare "
di Dimitri Buffa
Oggi e domani ci sarà il prologo con le ong anti israeliane che
"osserveranno e monitoreranno" Israele. Solo parzialmente contrastate da quelle amiche che invece hanno intenzione di denunciare le violazioni dei diritti umani anche clamorose dei paesi come l¹Iran che pretenderebbero di giudicare lo stato ebraico. Lunedì poi sarà la volta di Mahmoud Ahmadinejad il cui intervento a Ginevra aprirà di fatto questa grande vergogna targata Onu e dai più conosciuta come "Durban II". Per fortuna che l¹Italia, come ribadisce spesso dai microfoni di Radio radicale Fiamma Nirenstein, almeno per una volta ha svolto un ruolo essenziale nel trascinare l¹Europa in una posizione di sostanziale boicottaggio di questa conferenza di rivisitazione di quella svoltasi a Durban pochi giorni prima dell 11 settembre 2001, e da molti vista come causa di quell¹effetto. E ieri il ministro Frattini ha ribadito che anche l¹attuale bozza rimaneggiata di partenza della conferenza resta inaccettabile e non adatta per fare ripensare la partecipazione del nostro paese a Ginevra.
Più precisamente Frattini ieri ha detto che "non ci sono oggi le condizioni
per l'Italia per reimpegnarsi nel negoziato per la cosiddetta
conferenza Durban 2, quindi l'Italia mantiene l'atteggiamento tenuto fino ad ora di disimpegno dal negoziato, un atteggiamento peraltro già adottato dagli Stati Uniti".
Il ministro ha poi reso noto di avere avuto proprio ieri mattina
conversazioni telefoniche con i colleghi di Gran Bretagna, Svezia, Danimarca e Germania, a cui ha "presentato i dubbi dell'Italia relativamente alle conclusioni Durban 1, che noi ritenevamo e riteniamo inaccettabili".
Per la cronaca tra le conferenze che si terranno nei due giorni del "pre
Durban 2", prima che arrivi Ahmadinejad a rubare la scena, sono previste
delle vere e prorpie porcate ideologiche e anti semite tenute tutte da
professori e docenti di Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti.
La kermesse si apre il 18 all¹hotel Le Grenil di Ginevra con un dibattito
e una "giornata di discussione e presentazioni di esperti che esaminerà e
svilupperà l'analisi di come il regime di Israele si sia rapportato al
popolo palestinese come un regime di apartheid, di colonialismo e di
occupazione." La cosa viene venduta così: "legali ed esperti sono invitati
ad aiutare gli attivisti dei diritti umani a capire quale analisi giuridica
e quale strategia valga la pena di perseguire per far sì che Israele possa
essere ritenuta responsabile per il diritto internazionale." Insomma come
incastrare Israele. Chi saranno "i magnifici relatori"?
Tra i tanti si segnala la sudafricana Virginia Tilley, capo del Middle East
Project and Chief Research di Cape Town. Ma non è finita: un'altra
"sessione di studio" sarà dedicata da un¹altra "ricercatrice", tale Karine
MacAllister, della University of Montreal, Canada, a "come applicare il
crimine di Aprtheid all¹occupazone israeliana dei territori palestinesi". Un
vero e e proprio teorema che sarà sviluppato con tutti i paradossi del caso. Last but not least, ci sarà la presentazione della campagna mondiale di disinvestimento e di boicottaggio di tutti i beni israeliani nel mondo, in Italia supportata dal famigerato Forum Palestina. Come si vede, una parterre di ong del tutto monomaniacalmente orientate sui presunti crimini di Israele. Ong che prepareranno poi la strada al grande discorso di inaugurazione del "paladino degli oppressi" Mahmoud Ahmadinejad. Uno cui nessuno di quel consesso chiederà conto, ad esempio, né dei gay impiccati per la propria omosessualità alle gru di Teheran né del destino di Delara Derabi, la pittrice iraniana condannata a morte per avere aiutato il fidanzato in una rapina. In quel paese d¹altronde i diritti umani non vengono violati solo per punire i criminali, ma anche e soprattutto per contrastare gli oppositori politici. E il presidente iraniano a Ginevra per Durban indubbiamente è "l¹uomo giusto al post giusto."




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