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    Predefinito Re: 28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    BENEDETTO XVI

    UDIENZA GENERALE


    Aula Paolo VI
    Mercoledì, 27 febbraio 2008

    Sant'Agostino (5)

    Cari fratelli e sorelle,

    con l’incontro di oggi vorrei concludere la presentazione della figura di sant’Agostino. Dopo esserci soffermati sulla sua vita, sulle opere e su alcuni aspetti del suo pensiero, oggi vorrei tornare sulla sua vicenda interiore, che ne ha fatto uno dei più grandi convertiti della storia cristiana. A questa sua esperienza ho dedicato in particolare la mia riflessione durante il pellegrinaggio che ho compiuto a Pavia, l’anno scorso, per venerare le spoglie mortali di questo Padre della Chiesa. In tal modo ho voluto esprimere a lui l’omaggio di tutta la Chiesa cattolica, ma anche rendere visibile la mia personale devozione e riconoscenza nei confronti di una figura alla quale mi sento molto legato per la parte che ha avuto nella mia vita di teologo, di sacerdote e di pastore.

    Ancora oggi è possibile ripercorrere la vicenda di sant’Agostino grazie soprattutto alle Confessiones, scritte a lode di Dio e che sono all’origine di una delle forme letterarie più specifiche dell’Occidente, l’autobiografia, cioè l’espressione personale della coscienza di sé. Ebbene, chiunque avvicini questo libro straordinario e affascinante, ancora oggi molto letto, si accorge facilmente come la conversione di Agostino non sia stata improvvisa né pienamente realizzata fin dall’inizio, ma possa essere definita piuttosto come un vero e proprio cammino, che resta un modello per ciascuno di noi. Questo itinerario culminò certamente con la conversione e poi con il battesimo, ma non si concluse in quella Veglia pasquale dell’anno 387, quando a Milano il retore africano venne battezzato dal Vescovo Ambrogio. Il cammino di conversione di Agostino infatti continuò umilmente sino alla fine della sua vita, tanto che si può veramente dire che le sue diverse tappe – se ne possono distinguere facilmente tre – siano un’unica grande conversione.

    Sant’Agostino è stato un ricercatore appassionato della verità: lo è stato fin dall’inizio e poi per tutta la sua vita. La prima tappa del suo cammino di conversione si è realizzata proprio nel progressivo avvicinamento al cristianesimo. In realtà, egli aveva ricevuto dalla madre Monica, alla quale restò sempre legatissimo, un’educazione cristiana e, benché avesse vissuto durante gli anni giovanili una vita sregolata, sempre avvertì un’attrazione profonda per Cristo, avendo bevuto l’amore per il nome del Signore con il latte materno, come lui stesso sottolinea (cfr Confessiones, III, 4, 8). Ma anche la filosofia, soprattutto quella d’impronta platonica, aveva contribuito ad avvicinarlo ulteriormente a Cristo manifestandogli l’esistenza del Logos, la ragione creatrice. I libri dei filosofi gli indicavano che c’è la ragione, dalla quale viene poi tutto il mondo, ma non gli dicevano come raggiungere questo Logos, che sembrava così lontano. Soltanto la lettura dell’epistolario di san Paolo, nella fede della Chiesa cattolica, gli rivelò pienamente la verità. Questa esperienza fu sintetizzata da Agostino in una delle pagine più famose delle Confessiones: egli racconta che, nel tormento delle sue riflessioni, ritiratosi in un giardino, udì all’improvviso una voce infantile che ripeteva una cantilena, mai udita prima: tolle, lege, tolle, lege, “prendi, leggi, prendi, leggi” (VIII, 12,29). Si ricordò allora della conversione di Antonio, padre del monachesimo, e con premura tornò al codice paolino che aveva poco prima tra le mani, lo aprì e lo sguardo gli cadde sul passo dell’epistola ai Romani dove l’Apostolo esorta ad abbandonare le opere della carne e a rivestirsi di Cristo (13, 13-14). Aveva capito che quella parola in quel momento era rivolta personalmente a lui, veniva da Dio tramite l’Apostolo e gli indicava cosa fare in quel momento. Così sentì dileguarsi le tenebre del dubbio e si ritrovò finalmente libero di donarsi interamente a Cristo: “Avevi convertito a te il mio essere”, egli commenta (Confessiones, VIII, 12,30). Fu questa la prima e decisiva conversione.

    A questa tappa fondamentale del suo lungo cammino il retore africano arrivò grazie alla sua passione per l’uomo e per la verità, passione che lo portò a cercare Dio, grande e inaccessibile. La fede in Cristo gli fece capire che il Dio, apparentemente così lontano, in realtà non lo era. Egli, infatti, si era fatto vicino a noi, divenendo uno di noi. In questo senso la fede in Cristo portò a compimento la lunga ricerca di Agostino sul cammino della verità. Solo un Dio fattosi “toccabile”, uno di noi, era finalmente un Dio che si poteva pregare, per il quale e con il quale si poteva vivere. E’ questa una via da percorrere con coraggio e nello stesso tempo con umiltà, nell’apertura a una purificazione permanente di cui ognuno di noi ha sempre bisogno. Ma con quella Veglia pasquale del 387, come abbiamo detto, il cammino di Agostino non era concluso. Tornato in Africa e fondato un piccolo monastero vi si ritirò con pochi amici per dedicarsi alla vita contemplativa e di studio. Questo era il sogno della sua vita. Adesso era chiamato a vivere totalmente per la verità, con la verità, nell’amicizia di Cristo che è la verità. Un bel sogno che durò tre anni, fino a quando egli non venne, suo malgrado, consacrato sacerdote a Ippona e destinato a servire i fedeli, continuando sì a vivere con Cristo e per Cristo, ma a servizio di tutti. Questo gli era molto difficile, ma capì fin dall’inizio che solo vivendo per gli altri, e non semplicemente per la sua privata contemplazione, poteva realmente vivere con Cristo e per Cristo. Così, rinunciando a una vita solo di meditazione, Agostino imparò, spesso con difficoltà, a mettere a disposizione il frutto della sua intelligenza a vantaggio degli altri. Imparò a comunicare la sua fede alla gente semplice e a vivere così per essa in quella che divenne la sua città, svolgendo senza stancarsi un’attività generosa e gravosa che così descrive in uno dei suoi bellissimi sermoni: “Continuamente predicare, discutere, riprendere, edificare, essere a disposizione di tutti – è un ingente carico, un grande peso, un’immane fatica” (Serm. 339, 4). Ma questo peso egli prese su di sé, capendo che proprio così poteva essere più vicino a Cristo. Capire che si arriva agli altri con semplicità e umiltà, fu questa la sua vera e seconda conversione.

    Ma c’è un’ultima tappa del cammino agostiniano, una terza conversione: quella che lo portò ogni giorno della sua vita a chiedere perdono a Dio. Inizialmente aveva pensato che una volta battezzato, nella vita di comunione con Cristo, nei Sacramenti, nella celebrazione dell'Eucaristia, sarebbe arrivato alla vita proposta del Discorso della montagna: alla perfezione donata nel battesimo e riconfermata nell'Eucaristia. Nell’ultima parte della sua vita capì che quello che aveva detto nelle sue prime prediche sul Discorso della montagna — cioè che adesso noi da cristiani viviamo questo ideale permanentemente — era sbagliato. Solo Cristo stesso realizza veramente e completamente il Discorso della montagna. Noi abbiamo sempre bisogno di essere lavati da Cristo, che ci lava i piedi, e da Lui rinnovati. Abbiamo bisogno di una conversione permanente. Fino alla fine abbiamo bisogno di questa umiltà che riconosce che siamo peccatori in cammino, finché il Signore ci dà la mano definitivamente e ci introduce nella vita eterna. In questo ultimo atteggiamento di umiltà, vissuto giorno dopo giorno, Agostino è morto.

    Questo atteggiamento di umiltà profonda davanti all’unico Signore Gesù lo introdusse all’esperienza di un’umiltà anche intellettuale. Agostino, infatti, che è una delle più grandi figure nella storia del pensiero, volle negli ultimi anni della sua vita sottoporre a un lucido esame critico tutte le sue numerosissime opere. Ebbero così origine le Retractationes (“revisioni”), che in questo modo inseriscono il suo pensiero teologico, davvero grande, nella fede umile e santa di quella che chiama semplicemente con il nome di Catholica, cioè della Chiesa. “Ho compreso – scrive appunto in questo originalissimo libro (I, 19, 1-3) – che uno solo è veramente perfetto e che le parole del discorso della montagna sono totalmente realizzate in uno solo: in Gesù Cristo stesso. Tutta la Chiesa invece – tutti noi, inclusi gli apostoli – dobbiamo pregare ogni giorno: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

    Convertito a Cristo, che è verità e amore, Agostino lo ha seguito per tutta la vita ed è diventato un modello per ogni essere umano, per noi tutti in cerca di Dio. Per questo ho voluto concludere il mio pellegrinaggio a Pavia riconsegnando idealmente alla Chiesa e al mondo, davanti alla tomba di questo grande innamorato di Dio, la mia prima enciclica, intitolata Deus caritas est. Questa infatti molto deve, soprattutto nella sua prima parte, al pensiero di sant’Agostino. Anche oggi, come al suo tempo, l’umanità ha bisogno di conoscere e soprattutto di vivere questa realtà fondamentale: Dio è amore e l’incontro con lui è la sola risposta alle inquietudini del cuore umano. Un cuore che è abitato dalla speranza, forse ancora oscura e inconsapevole in molti nostri contemporanei, ma che per noi cristiani apre già oggi al futuro, tanto che san Paolo ha scritto che “nella speranza siamo stati salvati” (Rm, 8, 24). Alla speranza ho voluto dedicare la mia seconda enciclica, Spe salvi, e anch’essa è largamente debitrice nei confronti di Agostino e del suo incontro con Dio.

    In un bellissimo testo sant’Agostino definisce la preghiera come espressione del desiderio e afferma che Dio risponde allargando verso di Lui il nostro cuore. Da parte nostra dobbiamo purificare i nostri desideri e le nostre speranze per accogliere la dolcezza di Dio (cfr In I Ioannis, 4, 6). Questa sola, infatti, aprendoci anche agli altri, ci salva. Preghiamo dunque che nella nostra vita ci sia ogni giorno concesso di seguire l’esempio di questo grande convertito, incontrando come lui in ogni momento della nostra vita il Signore Gesù, l’unico che ci salva, ci purifica e ci da la vera gioia, la vera vita.
    Per quanto realmente eviti estremismi, questo papa, restato ancora al potere assieme al nuovo in un papato non più moniliticamente ordinato, è un esponente della tradizione assolutista della Chiesa Cattolica! E la preferenza unica alla cristologia agostiniana, tipica di tale tradizione, conduce ormai al termine della comprensione delle dottrine agostiniane, per via di concentrazione in particolari d'esse e dissipazione del generale movimento religioso con esse, alfine smarrendosi il poco tramandato del santo Agostino a questa stessa tradizione, e sostituendosi a tal poco il molto di non autentico o addirittura spurio, che il predecessore polacco al soglio pontificio non evitava a causa di sua sensibilità popolaresca di preghiere ed espressioni.

    "Deus caritas est", "Spe salvi", sono i titoli di atti ufficiali ed i passaggi attraverso facoltà religiose che vigono in ragione e virtù di una Chiesa diversa, una persistenza nei fatti esigua, senza sistema a piramide che omologhi il laicato al clero e con una circostanza politica religiosa oramai in effetto da post vaticana ad ex vaticana; per questa persistenza non può valere più la tradizione esclusiva della cristologia agostiniana e nonostante ne fosse rimasta valeva però il dominio di nuova molteplicità a garantire quelle stesse facoltà.

    MAURO PASTORE

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  2. #52
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    Predefinito Re: 28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    La figura di Agostino di Ippona attraverso i secoli ha dato voce ad opinioni tanto divergenti da costituirne alter ego, questo primieramente appellato con nome italiano ma poi solitamente definito da appellativo latino Augustinus, a rappresentare le costruzioni arbitrarie del clero di contro alle intuizioni spontanee dei laici.

    Augustinus, non il vero, è un personaggio debole nei propositi ed incerto nei fini, mai stabile appartenente della religione cristiana, esterno a vicende ecclesiastiche decisive, disimpegnato in politica e società...

    Ma il vero Agostino era il bimbo che riceveva un battesimo in guisa diversa, con latte materno non acqua e non da prete ma da stessa di cui il latte era, e che tra tante soddisfazioni erotiche e non solo attendeva un rito di comunione che fosse parimenti diverso, di cui lasciò intendere si trattasse di suo amore attivo e con lascito materiale, maschile, a persona amata col sesso e nel sesso.
    Si difese sempre dai tentativi di costringerlo a far riti in chiesa e divenne vescovo liberamente.
    Fu potente sacerdote negli ultimi tempi della politica romana in Africa e se molto di altro avesse deliberato, finanche altra appartenenza religiosa non cristiana nella parte non pubblica della sua vita prima di morire, ciò nulla toglie ai fatti precedenti, diversi da quelli delle opinioni volgari, che sono state ispirate da malcostume religioso e inadempienza politica.

    MAURO PASTORE

  3. #53
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    Predefinito Re: 28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da cm814 Visualizza Messaggio

    AGOSTINO IL SANTO DELLA GRAZIA
    di Maurizio Schoepflin


    Sant'Agostino (354-430) è stato uno dei massimi protagonisti della storia della cultura occidentale: la sua testimonianza di uomo e di pensatore ha lasciato una traccia feconda e indelebile non soltanto nella tradizione cristiana, della quale è uno dei più straordinari maestri, ma nell'intera civiltà dell'Occidente. Numerosi sono i motivi del filosofare agostiniano che hanno rivestito eccezionale importanza nella storia del pensiero: molti di questi conservano una suggestiva attualità e su alcuni di essi soffermeremo la nostra attenzione, ben sapendo che il patrimonio di sapienza lasciatoci dal santo dottore africano è pressoché inesauribile.

    Con un'intensità riscontrabile in pochi altri casi, in Agostino la dimensione esistenziale e quella affettiva si intrecciano inestricabilmente con quella religiosa e con quella filosofica: fede e ragione, ricerca della verità e conquista di essa, invocazione e riflessione, lettura e dialogo, scrittura polemica e preghiera appassionata, amore e amicizia, spirito e carne si incontrano e si scontrano nella vita di Agostino, entrano in conflitto, si compenetrano, si attraggono, si respingono, fino a trovare una sintesi suprema nella pace interiore raggiunta da chi, come insegna san Paolo, ha combattuto e portato a termine la buona battaglia del Vangelo.

    La fede a cui Agostino approdo, dopo anni di errori e di sofferenze e in seguito ad una straordinaria conversione, fece tutt'uno con la sua vita, e non casualmente lo scritto suo più celebre e coinvolgente sono le Confessioni, documento palpitante di un'esistenza caratterizzata da una profonda ansia di ricerca e coronata dall'approdo appagante alla Verità.
    Per Agostino l'uomo porta nel cuore un'inquietudine che lo spinge verso Dio: guardandosi dentro (ad Agostino si deve la scoperta della realtà e del valore dell'interiorità), ognuno si rende conto che è Dio ad averlo creato e che soltanto tornando a Lui potrà trovare la propria realizzazione più autentica. In questo cammino, un aiuto importante può venire dalla filosofia, perché - rammenta Agostino - è necessario capire per credere e credere per capire: sarà comunque la fede a illuminare definitivamente l'uomo e a dargli le risposte alle quali il suo cuore anela.

    A questo riguardo, e interessante ricordare la grande importanza riconosciuta alla preghiera da parte di Agostino, che non esitò ad attribuire alla costante appassionata orazione della madre Monica (venerata dalla Chiesa come Santa) il suo ritorno sulla retta via della fede: pregare significa rendersi conto che la sapienza umana è insufficiente per ottenere la salvezza e la beatitudine derivanti dall'incontro con il Signore. Sulla via di questo incontro, l'uomo trova un grave ostacolo: è il peccato, di cui Agostino sottolineo con chiarezza la drammatica e distruttiva presenza nella vita e nella storia degli uomini; è il peccato - ci dice il Santo Vescovo di Ippona - non è vincibile senza l'intervento di Dio che ci dona la Grazia. Con le sue sole forze, l'uomo non potrà mai salvarsi: su ciò Agostino rimase sempre assolutamente fermo, convinto che soltanto la Croce di Cristo e il suo sacrificio salvifico hanno riaperto all'uomo le porte del Cielo.

    Seguendo questa linea di riflessione, si comprende perchè Agostino abbia sostenuto che la Grazia divina non cancella la libertà umana, bensì la valorizza appieno: infatti, soltanto in virtù della Grazia di Dio l'uomo può perseverare nel bene e non usare male il libero arbitrio, il quale, a causa del peccato originale, è costantemente insidiato dall'errore. Dunque, la vera libertà, la libertà in senso pieno, è quella che, potenziata dall'intervento salvifico divino, sceglie il bene e lo compie, innalzando l'uomo verso il suo destino soprannaturale e allontanandolo dal peccato in cui la debolezza della sua volontà rischia continuamente di farlo cadere. In sintesi: la Grazia ci rende capaci di amore, dell'amore autentico, che è la carità evangelica.

    In ultima analisi, dunque, per Agostino la ricerca di Dio e il cammino verso di Lui diventano una questione di amore. Vera sintesi di libertà e grazia, l'amore si presenta pertanto come il movente del nostro ricongiungimento con Dio: si tratta dell'amore rettamente inteso e finalizzato all'obbedienza ai precetti evangelici, non certo dell'amore falso e sregolato - sperimentato da Agostino prima della conversione - che spinge l'uomo verso 1'eccessivo attaccamento alle creature e alle realtà terrene, distogliendolo dall'autentica carità che riconosce in Dio il suo sommo oggetto.

    Tra i valori che più si avvicinano all'amore, e che da esso traggono linfa vitale, vi è l'amicizia: Agostino visse in modo particolarmente appassionato il sentimento dell'amicizia e la sua vita ne fu sempre segnata, anche se soltanto dopo la conversione egli ne comprese appieno il significato, quando la forza redentrice di Dio elevò pure quel sentimento, rendendo autenticamente saldi i rapporti amicali. Per Agostino, dunque, anche le relazioni umane traggono senso e sapore dalla fede in Dio e il ritrovamento del Padre diventa, nel medesimo tempo, ritrovamento dei fratelli. Egli ha, per così dire, chiuso il cerchio: l'ansia di Dio lo ha ricondotto fra le braccia del suo Signore; ora sa qual è il senso della vita e allarga il suo sguardo fino a comprendere gli altri nell'amore e, attraverso l'amore, pregusta il premio eterno che lo attende in Paradiso.


    BIBLIOGRAFIA
    E. Gilson, Introduzione allo studio di Sant'Agostino, Marietti, Casale Monferrato 1983
    A. Trapè, Introduzione, in Sant'Agostino, Le Confessioni, Città Nuova, Roma 1975
    M. Schoepflin [a cura di], II "De Magistro" di Sant'Agostino e il tema dell'educazione nel cristianesimo antico, Paravia, Torino 1994


    Tratto da IL TIMONE
    Anno II - n. 5 - Gennaio/Febbraio 2000
    Rivista di formazione e informazione apologetica
    Via Salvo D'Acquisto n. 7 - 21054 Fagnano Olona VA
    Tel. 0331 680591 - Fax 0331 387343
    Il Timone e-commerce | La rivista di apologetica | Formazione e informazione cattolica
    [email protected]
    Nella selva dei simboli naturali delle umane vicende, Agostino imparava a scoprirvi ed ovunque presenza di Dio e nella vita morale libertà etica, questa ultima condizione necessaria e sufficiente per la istituzione dei riti religiosi ed anche del rito cristiano dunque.
    Nella necessità non arbitraria di parte della umanità di considerare la realtà del peccato o di emanciparsene, caso proprio questo ultimo anche suo e non della sua madre Monica, Agostino trovava opportuno farsi cristiano e continuare ad esserlo.
    Fu scrittore ma non pensatore rivoluzionario con la sua opera "Le Confessioni", ma non scopritore di nuovo orizzonte culturale umano (questi fu Tertulliano).
    Agostino recava conoscenze di cristianesimo ed altre religioni naturali, menzionando fede e ragione naturali ma senza rimarcare l'importanza del loro vissuto anche religioso ed illustrandolo.

    La Grazia era, per lui, parimenti e non ugualmente a fede e ragione ed originariamente, realtà soprannaturale ed Egli visse il Mistero nello stesso pensiero dell'Ordine cosmico, in ciò restando uomo tipicamente antico, non mosso cioè a ricerche di nuove antropologie attraverso nuove cosmologie e teologie.

    MAURO PASTORE

  4. #54
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    Predefinito Re: 28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    Citazione Originariamente Scritto da PhyroSphera Visualizza Messaggio
    Per quanto realmente eviti estremismi, questo papa, restato ancora al potere assieme al nuovo in un papato non più moniliticamente ordinato, è un esponente della tradizione assolutista della Chiesa Cattolica! E la preferenza unica alla cristologia agostiniana, tipica di tale tradizione, conduce ormai al termine della comprensione delle dottrine agostiniane, per via di concentrazione in particolari d'esse e dissipazione del generale movimento religioso con esse, alfine smarrendosi il poco tramandato del santo Agostino a questa stessa tradizione, e sostituendosi a tal poco il molto di non autentico o addirittura spurio, che il predecessore polacco al soglio pontificio non evitava a causa di sua sensibilità popolaresca di preghiere ed espressioni.

    "Deus caritas est", "Spe salvi", sono i titoli di atti ufficiali ed i passaggi attraverso facoltà religiose che vigono in ragione e virtù di una Chiesa diversa, una persistenza nei fatti esigua, senza sistema a piramide che omologhi il laicato al clero e con una circostanza politica religiosa oramai in effetto da post vaticana ad ex vaticana; per questa persistenza non può valere più la tradizione esclusiva della cristologia agostiniana e nonostante ne fosse rimasta valeva però il dominio di nuova molteplicità a garantire quelle stesse facoltà.

    MAURO PASTORE
    Nel testo ' moniliticamente' sta, stia per: monoliticamente.
    Sebbene fuori da convenzioni semplici sia possibile leggere ed interpretare la dizione anche col termine interno 'mono' declinato al plurale cioè così: 'moni', tuttavia è di gran lunga meglio col singolare.

    MAURO PASTORE

  5. #55
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    Lightbulb Re: 28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa

    28 AGOSTO 2019: SANT’AGOSTINO, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa…
    In onore e ricordo di questo grande cattolico berbero romanizzato, filosofo e teologo: un autore a me molto caro, la lettura e la meditazione di alcune sue essenziali opere, sebbene saltuaria, mi ha aiutato nella conversione al Cattolicesimo integrale...
    Stamattina ho riletto la "Preghiera a Sant'Agostino" a p. 454 dall'aureo libretto spirituale "Il mio libro di preghiere" ("Centro Librario Sodalitium" dell'IMBC - Istituto Mater Boni Consilii) e poi alcune parti dell'opera "Le confessioni"; cito di nuovo dal libro IV capitolo X: "O Dio di ogni virtù, rivolgi noi a Te, mostraci il tuo volto e saremo salvi", così sia!




    Sant'Agostino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santagostino/
    «28 agosto, Sant’Agostino, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa (Tagaste, 13 novembre 354 – Ippona, 28 agosto 430).

    “A Ippona, in Africa, il natale di sant’Agostino Vescovo, Confessore e Dottore esimio della Chiesa, il quale, convertito alla fede cattolica e battezzato per opera del beato Vescovo Ambrogio, la difese propugnatore acerrimo contro i Manichei ed altri eretici, e dopo aver sostenuto molte altre fatiche per la Chiesa di Dio, passò al cielo per il premio. Le sue reliquie, prima trasportate dalla sua città in Sardegna per paura dei barbari, e poi da Liutprando, Re dei Longobardi, trasferite a Pavia, ivi furono onorevolmente riposte.”
    Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso sant’Agostino, arrecaste a santa Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando animato dall’esempio del romano Vittorino e dai discorsi ora pubblici, ora privati del gran Vescovo di Milano, sant’Ambrogio, e di san Simpliciano e di Alipio, risolveste finalmente di convertirvi, ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli dei virtuosi, onde arrecare al cielo tanto di gioia colla nostra vita avvenire, quanto di tristezza abbiamo cagionato coi tanti mancamenti della nostra vita passata. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...no-220x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-220x300.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    “OPERA OMNIA DI SANT’AGOSTINO”
    “SANT'AGOSTINO: TUTTE LE OPERE”
    Opere di Sant'Agostino
    http://www.augustinus.it/italiano/index.htm






    “28 agosto - Sant'Agostino d'Ippona (354-430), vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    “28 agosto - S. Agostino d'Ippona, vescovo e dottore della Chiesa.”
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post15731545
    “Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
    “"Trattato contro i Giudei" di Sant'Agostino.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-agostino.html








    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant'Agostino Dottore della Chiesa, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant'Agostino Dottore della Chiesa possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

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    «Non credere di avere la vera Fede Cattolica, se non insegni la necessità di avere la Fede Romana».
    (Sant’Agostino, Discorso CXX, 13, cit. in Leone XIII, “Satis cognitum”)

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    "L'ANGOLO PATRISTICO
    Dalle «Confessioni» di sant'Agostino, vescovo.
    (Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255)
    Eterna verità e vera carità e cara eternità!

    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr Ps. 29:11). Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce.
    O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi pareva di udire la tua voce dall'alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».
    Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù» (1Tim. 2.5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rom. 9.5). Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Joann. 14:6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Joann. 1:14).
    Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.
    Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l'ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.

    Omelia di sant'Agostino, vescovo.
    Libro 1 sul Sermone del Signore sul monte, cap. 6, tom. 4.

    Il Signore ci mostra doversi giudicare insensati coloro che, cercando l'abbondanza dei beni temporali o temendo d'esserne privati, perdono gli eterni, che gli uomini non possono né dare né togliere. «Ora se il sale diventa insipido, con che si salerà?» (Matth. 5:13). Cioè, se voi, che dovete in certo modo condire i popoli, per timore delle persecuzioni temporali, perderete il regno dei cieli: quali saranno gli uomini che potranno ritrarvi dall'errore, dal momento che Dio ha scelto voi per togliere gli altri dall'errore?
    Dunque il sale insipido non serve più «a nulla se non ad essere gettato via pestato dagli uomini» (Matth. 5:13). Pertanto non è calpestato dagli uomini chi soffre persecuzione, ma chi istupidisce per timore della persecuzione. Poiché non può essere calpestato se non uno inferiore; ma non è inferiore chi, sebbene patisca molto sulla terra nel corpo, tuttavia col cuore abita in cielo.
    «Voi siete la luce del mondo» (Matth. 5:14). Come più sopra ha detto «il sale della terra» (Matth. 5:13), così ora dice «la luce del mondo». Ora per questa terra, di cui si parla più sopra, non si deve intendere quella che calpestiamo coi nostri piedi corporei, bensì gli uomini che abitano sulla terra, o anche i peccatori, a rialzare i quali col condimento della sapienza e a distruggere le loro perverse inclinazioni, il Signore inviò nel mondo il sale apostolico. E qui mondo si deve intendere non il cielo e la terra, ma gli uomini che sono nel mondo o amano il mondo, e che gli Apostoli hanno la missione d'illuminare. «Non può rimaner nascosta una città situata su un monte» (Matth. 5:14): cioè, fondata sopra un'insigne e grande giustizia, significata anche nello stesso monte, su cui il Signore si trova a parlare."
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    «28 agosto 2019: Sant'Agostino, vescovo, confessore e dottore della Chiesa.

    Agostino nacque a Tagaste in Numidia il 13 novembre 354 da Patrizio e da santa Monica. Pur studiando prima a Cartagine e poi Roma e Milano, condusse in giovinezza una vita sregolata, durante la quale si accostò al manicheismo e successivamente al neoplatonismo. Grazie all'influsso e alle preghiere della madre Santa Monica e in seguito alla predicazione di sant'Ambrogio che ascoltò a Milano, Agostino si convertì al cristianesimo combattendo contro il materialismo con il "principio dell'interiorità": lo studio dei filosofi antichi lo aiutò a scoprire all'interno del proprio io la luce del vero arrivando così alla percezione di Dio. Da sant'Ambrogio ricevette il battesimo a Milano il 25 aprile 387. Torno in Africa per dedicarsi alla vita monastica di preghiera e per continuare i propri studi. Nel 391 Si consacrò alla vita religiosa e nel 396 venne eletto per acclamazione popolare vescovo di Ippona. Nei suoi quarant'anni di apostolato diffuse la dottrina cattolica nella sua città a rischio della sua stessa vita. Dotto teologo, è stato il primo filosofo morale della religione Cristiana. I principi della Suaas dottrina nascono Da Cristo e dalle Sacre Scritture nelle quali a differenza degli altri scritti, non sono possibili critiche o interpretazioni. Il pensiero di Sant'Agostino riguarda il problema del peccato e della Grazia come unico mezzo di salvezza. Sostenne contro il manicheismo, la libertà dell'uomo, il carattere personale della responsabilità etica e la negatività del male. Sviluppò dal punto di vista filosofico il tema dell'interiorità, in particolare sostiene che è nell'intimità della propria coscienza che si scopre Dio e si ritrova la certezza che fa superare il dubbio scettico. Tra le sue opere: "Le Confessioni", narrazione dei suoi errori di giovinezza e della sua conversione (397-400) e "La città di Dio" (412-426), quadro della lotta tra il cristianesimo e il paganesimo traslata nella lotta tra la città divina e la città terrena. Morì nel 430, durante un assedio dei Vandali.
    Dai "Discorsi" di sant'Agostino, vescovo.
    Da quando mi è stato posto sulle spalle questo peso, di cui dovrò rendere un non facile conto a Dio, sempre sono tormentato dalla preoccupazione per la mia dignità. La cosa più temibile nell’esercizio di questo incarico, è il pericolo di preferire l’onore proprio alla salvezza altrui. Però, se da una parte mi spaventa ciò che io sono per voi, dall’altra mi consola il fatto che sono con voi. Per voi infatti io sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome di un mandato che ho ricevuto, questo è nome di grazia. Quello di pericolo, questo di salvezza. Veramente ci sentiamo come in un mare immenso e come sbattuti dalle tempeste, proprio a causa dell’incombenza pastorale affidataci. Ci ricordiamo però a prezzo di quale sangue siamo stati redenti e, consolati da questo pensiero, entriamo come in un porto sicuro. Mentre ci affatichiamo nel lavoro apostolico, ci conforta la certezza del beneficio comune che ne risulta. "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Se dico di offrire al Signore il ministero di pascere le sue pecorelle, dico la verità. Lo faccio, infatti, "non io, ma la grazia di Dio che è con me". Perciò, miei fratelli: "Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio". Rendete fruttuoso il nostro ministero. "Voi siete il campo di Dio" (1Cor 3, 9). Dall'esterno ricevete chi pianta e chi irriga, dall'interno, invece, colui che fa crescere: Aiutateci con la vostra preghiera e la vostra obbedienza, perché troviamo la nostra gioia non tanto nell'essere vostri capi, quanto nell'esservi utili servitori.
    Dalle "Confessioni" di Sant'Agostino.
    Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell'intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto. Entrai e vidi con l'occhio dell'anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi poco se dicessi che era solo una luce più forte del comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un'altra luce, assai diverse da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l'olio che galleggia sull'acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma era una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce. O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Cosi la tua Sapienza, per mezzo del quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.»
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    https://www.radiospada.org/tag/santagostino/
    "S. Agostino: I re devono servire Dio, difendere la vera religione e punire gli eretici."
    https://www.radiospada.org/2019/08/s...e-gli-eretici/

    "Nella sua festa il Commento di Sant’Agostino di Ippona al salmo 63. Parole dure che abbattono alla radice tutti i discorsi giudaizzanti dei Modernisti a seguito di Nostra Aetate."
    https://www.radiospada.org/2019/04/n...to-s-agostino/




    «28 agosto 2019.
    Ermete, santo, martire a Roma, fu sepolto nel cimitero di Bassilla. Papa Pelagio I (579-590) gli dedicò il cimitero e una basilica poi restaurata da Adriano I (772-795). Il corpo si vuole traslato nell’829 da papa Gregorio IV a S. Marco Evangelista in Campidoglio. Nel XVIII secolo si venerava alcuni resti a S. Alessio e a S. Clemente, un suo braccio si esponeva a S. Maria Maggiore. La reliquia di un dito, traslata in Francia, operò diversi miracoli.
    M.R.: 28 agosto - A Roma il natale di sant'Ermete, uomo illustre, il quale (come si legge negli Atti del beato Alessandro Papa), posto prima in prigione, quindi insieme a moltissimi altri ucciso colla spada, compì il martirio sotto il Giudice Aureliano.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]»
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    “Il 28 agosto 1718 con la bolla "Pastoralis officii" Papa Clemente XI Albani scomunica i giansenisti appellanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...57&oe=5DD701A2






    “Con la bolla "Auctorem fidei" Papa Pio VI Braschi il 28 agosto 1794 condanna infallibilmente il sinodo giansenista e gallicano di Pistoia.”

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9b&oe=5E05C3E4










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2019/08/27/...de-la-oglesia/
    https://moimunanblog.files.wordpress...d-img_9273.jpg







    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430) :: Ligue Saint Amédée
    «28 août : Saint Augustin, Évêque d'Hippone, Père et Docteur de l'Église (354-430).»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_augustin.jpg







    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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