Riporto qui quest'articolo pubblicato su "La Padania" di oggi 27 agosto, felicitandomi col suo autore, il caro Federico Prati.
Guelfo Nero![]()
L’arbitrio assoluto dell’uomo è un ideale malsano che porta alla depravazione
Che la battaglia decisiva si debba svolgere su questo campo è dimostrato con lampante evidenza proprio dalla quantità e dalla gravità degli attacchi che i nemici delle Identità etnonazionali dei Popoli Padano-Alpini e della Tradizione portano incessantemente contro la struttura naturale e le fondamenta morali della famiglia.
Le principali direttive di questo attacco sono: la sovversione della gerarchia dei valori, la denatalità, l'aborto e l'omosessualità privilegiata.
La concezione della famiglia come dovere morale, sociale e naturale si basava sulla triplice esigenza di obbedire alla legge divina di crescere e moltiplicarsi, di rafforzare e ringiovanire la Stirpe: privilegiati erano quindi il futuro e la prole. La concezione della famiglia come diritto si basa oggi sulla necessità di garantire esigenze egoistiche di benessere e di libertà: privilegiati sono quindi il presente e l'individuo.
Con ferrea logica non trovano protezione all'interno della famiglia così intesa tutte le situazioni che costituiscono un ostacolo all'ideale malsano dell'assoluta libertà dell'uomo.
Ecco gli ospizi per anziani inutili e noiosi! Ecco l'aborto per i bambini non voluti! Ecco l'omosessualità, le coppie e perfino le famiglie omosessuali che pretendono e ottengono bambini in adozione! Ecco i figli in provetta! Ecco i travestiti ed i transessuali che appaiono in televisione!
Potremmo continuare all'infinito perché non c'è limite alla depravazione quando si accetta il principio che la vita si basa sui diritti e non sui doveri.
Da un punto di vista morale l'aborto è un caso chiuso: è omicidio. Ecco la risposta al continuo chiudere di scuole ed allo spopolarsi di strade che nei decenni scorsi erano piene di bambini: i nostri bambini non sono mai stati concepiti perché non si aveva il tempo per pensare a loro o, se concepiti, venivano eliminati come un’ernia o un’appendice infiammata.
Che cosa impedisce al naturale bisogno di avere bambini la possibilità di realizzarsi? Si possono evidenziare i motivi più importanti:
le madri costrette a lavorare; la fuga dalle campagne ed il problema delle dimensioni delle case; le mentalità edonistica e materialistica.
I fatto che le donne siano costrette a lavorare deriva essenzialmente dal precipitare della nostra economia e dall’espandersi del debito.
Fatto sta che mentre negli anni ’50 e ’60 il lavoro del capofamiglia era sufficiente a mantenere una famiglia ampia, negli anni ’90 non è sufficiente il lavoro di ambedue i genitori.
In Francia qualche anno fa il governo propose di stipendiare le madri di famiglia in quanto tali, liberando così potenzialmente milioni di uomini dalla disoccupazione. Il risultato sarebbe madri a casa con libertà economica e tasso di disoccupazione drasticamente ridotto. In Francia il progetto fu accantonato non per considerazioni economiche, ma per l'alzata di scudo di libertari, comunisti, massoni, radicali e femministe.
La mentalità materialistica è forse il problema più grave. Infatti se un governo può certamente contribuire ad incrinare lo spirito di un popolo, va premesso che una rivoluzione etno-culturale o meglio spirituale avviene per meccanismi più profondi di quelli strettamente politici.
Il lungo tunnel dell’ubriacatura materialistica sembra avviarsi alla conclusione; trent’anni di materialismo,individualismo, libertarismo, permissivismo hanno danneggiato la fibra delle Nazioni Padano-Alpine in modo quasi irrimediabile; l’aborto è stato certamente una pietra miliare nel trasformare le terre Padano-Alpine da comunità etnonazionali esemplari, basate sui valori etno-identitari, tradizionali e familiari, a terre di volgare commercializzazione e distruzione di ciò che è sacro e bello.
Se i miti fino ad oggi sono stati quelli della donna in carriera e dello yuppy, il risultato non poteva essere differente.
Solo restaurando gli antichi concetti di sacrificio e dedizione verso la propria Stirpe, verso le proprie comunità etniche di appartenenza, verso la propria Tradizione e la propria famiglia e restituendo una concezione ultraterrena alla nostra esistenza, i necessari e radicali cambiamenti sociali sortiranno l’effetto desiderato.
Federico Prati
Segretario della Associazione Culturale Identità e Tradizione




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