Finalmente la perfezione. In sette in collina. Camino col fuoco. Griglia per il barbecue e abbondanti manzo e maiale.
Vino rosso, dolce e frizzante che inebria all'istante e passa in fretta come l'estate. Nessuno stanco e svogliato, tutti in piedi a tagliare, cuocere, preparare, spostare le braci.
Le amicizie che si irrobustiscono.
Io affettavo la carne al tagliere. C'era da far da mangiare per altre dieci persone.
Tante cose di cui parlare e tante persone di cui sparlare.
Il barilotto di birra da cinque litri che nessuno sa davvero come si apre, qualcuno che ci prova e tutti che lo vogliono bere.
Molti ricordi che tornano alla mente e molti più programmi che si stendono per i prossimi mesi.
La terrina coi bocconi caldi di carne al sangue, e tutti che ne infilzano uno col coltello per metterlo in bocca.
Tutti che dicono "ci rivedremo", e che lo pensano per davvero.
Il fresco della collina di fine estate fuori, e dentro il camino.
Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza.




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