Finalmente si vola alto

"Tutti noi per anni abbiamo sognato che il mondo si svegliasse. Adesso metà dell'umanità, dalla Cina all'India, si è svegliata per davvero. E noi restiamo quasi impietriti. Il nostro sforzo deve essere invece quello di cogliere gli aspetti positivi del fenomeno. Prendiamo come esempio la questione del prezzo del petrolio, della crisi energetica. E' inutile stare a rincorrere le previsioni sulle quotazioni: potranno anche scendere un poco, ma è chiaro che dobbiamo adeguarci ad un mondo che avrà costi energetici più elevati e dobbiamo orientare la nostra economia verso risorse energetiche alternative. La crescita dell'Asia non ne fa solo un concorrente sul piano commerciale, ma anche sul mercato delle risorse naturali: dall'aria al petrolio. Piangere non serve. Dobbiamo riorganizzare la nostra economia adeguandola alla nuova situazione".

Situazione che però diventa sempre più difficile...
"Non è detto. La crescita economica cinese non è solo un rischio: è una grande opportunità. Pechino non vuole destabilizzare l'economia mondiale accumulando attivi nella bilancia commerciale. La Cina è troppo grande e politicamente avvertita: i suoi governanti vogliono una bilancia in pareggio. Ma il pareggio della bilancia commerciale cinese non significa automaticamente il pareggio della nostra: in questa corsa ai mercati asiatici c'è ci vince e chi perde. E l'Italia sta perdendo terreno, anche di fronte a Francia e Germania che hanno costi del lavoro ben più alti del nostro".

E allora?
"Allora occorre rinnovare la struttura produttiva. Non solo finanziando la ricerca e lo sviluppo, ma anche incentivando la nascita di nuove imprese.
Dobbiamo puntare sulla nuova generazione, quelle della fascia dai 23 ai 35 anni, perché sviluppi capacità imprenditoriali e contribuisca a creare ricchezza. Non è facile supplire alla mancanza di grandi imprese. Ma almeno possiamo accelerare il dinamismo delle imprese che nascono. E per questo occorre mobilitare tutte le risorse disponibili: dalla scuola al credito. Il nostro obiettivo deve essere un grande sforzo comune per diminuire il tasso di paura che il Paese nutre verso il futuro: una paura sbagliata. Solo così potremo fare una politica efficace. La crescita asiatica, per esempio, riporta il Mediterraneo al centro del mondo. Ed è una straordinaria opportunità per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno. Non si può tardare a mobilitare il Paese quando un obiettivo di questa portata è reso finalmente accessibile dai cambiamenti della storia. E noi non ce ne vogliamo accorgere".

Dall'intervista di Romano Prodi a "Repubblica" dell'1/9/2004

------------------------------------------------------------------------------------

"Il movimento operaio del 900 è stato l'espressione di tre componenti: un movimento operaio e il conflitto sociale; un sistema di pensiero e di elaborazione teorica, e, infine, la organizzazione statuale del dopo rivoluzione. Questo terzo elemento, ma solo questo è irrimediabilmente fallito, a causa dello stalinismo e della scelta di costruire il socialismo in un solo paese. Il comunismo dunque è da reinventare".

Dall'intervista di Fausto Bertinotti a "Repubblica" del 2/9/2004