Comunicato stampa della Federazione provinciale di Alleanza Nazionale di Perugia riguardante l'ultimo decreto Moratti e i falsi allarmismi sul tempo pieno.
Le manifestazioni dei sindacati, appoggiati dai partiti della sinistra, continuano, purtroppo, a mostrare il volto sterile e schizofrenico di chi non è stato capace a sua volta di approntare una riforma scolastica e che non ha remore nel portare in piazza anche dei bambini per fargli contestare un governo che invece sta avendo successo.
Già in occasione dell’avvio dell’anno scolastico in Umbria, sindacati e partiti di sinistra fecero delle critiche che si ritorcevano contro chi le avanzava. Appariva quantomeno curioso lamentare la mancanza di fondi atti a far partire in toto la riforma del ministro Moratti; non si criticava infatti il nuovo progetto scolastico in quanto tale ma la sua graduale messa a regime. Segno evidente che piaceva anche all’opposizione!
Abbiamo assistito ad uno spettacolo disgustoso, non solo per gli allarmismi ingiustificati ma anche per il triste “sfruttamento politico di minori” cui abbiamo assistito. Portare in piazza dei bambini, metter loro in mano una bandiera rossa, appendergli dei cartelli al collo tipo “Ministro Moratti dimettiti”, fargli urlare slogan dettati dagli “adulti”, sono fra i meno grotteschi spettacoli cui abbiamo assistito e che non riescono a suscitare ironia ma solo pena e sdegno. Già questo episodio, da solo, segna la differenza fra chi vorrebbe creare una scuola che educhi i ragazzi a scegliere in piena indipendenza e chi invece vorrebbe crescerli a “pane e partito”, educandoli fin da piccoli a temere il “Ministro Orco” (che si trasformerà in “fatina” al primo cambio di maggioranza!).
Deprecare questi episodi mi dà l’occasione per respingere con facilità le accuse mosse ai decreti attuativi della Riforma. Critiche nervose e infondate avanzate da chi vorrebbe che nella scuola italiana nulla cambi salvando così privilegi, inefficienze, anacronismi che sono sotto gli occhi di tutti e soprattutto dei genitori.
Il decreto, esalta il ruolo fortemente autonomistico della progettazione delle scuole e delle scelte educative delle famiglie, potenziando la flessibilità sia organizzativa che didattica del monte ore proposto per il primo ciclo. La possibilità dell’anticipo d’iscrizione degli alunni, l’inserimento della scuola dell’infanzia all’interno del sistema educativo e la possibilità di aggregazione con istituti comprensivi faciliterà il processo di diffusione dell’offerta educativa dello stato.
Contrariamente a quanto “urlato”, nel decreto non vi sono elementi contrari al mantenimento del tempo pieno. Le 40 ore del tempo pieno e le 37 del tempo prolungato sono infatti garantite e anzi è sancito che tutte le attività e gli insegnamenti dovranno essere gratuiti. Ogni scuola nell’esercizio dell’autonomia e sulla base delle esigenze espresse dalle famiglie e dal territorio, potrà scegliere di inserire nel proprio Piano dell’Offerta Formativa, un modello strutturato che riproduca nei contenuti didattici ed organizzativi il tempo pieno e il tempo prolungato. Il tempo pieno attualmente in vigore è uno dei possibili modelli, ma non è l'unico e non deve essere imposto a quelle famiglie che vorrebbero attuare soluzioni diverse per i loro figli senza costringerli ad una intera giornata di lezioni.
Inoltre l’innovazione del “docente tutor” risponde all’esigenza di stabilire una migliore comunicazione pedagogica con le famiglie ed un più vantaggioso coordinamento delle attività didattiche.
Tutto questo non significa altro che libertà di scelta e possibilità per lo studente di sfruttare i propri talenti e approfondire i propri interessi.
prof. Nicola Morini
Responsabile dipartimento scuola - Federazione di Perugia




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