Catturato dai carabinieri in un casolare dell'Irpinia insieme al fratello Carmine
Ieri era stato arrestato il minore, Salvatore. Il capoclan era latitante dall'83
Camorra, annientato il clan Russo
preso anche il superboss Pasquale
NAPOLI - Un altro duro colpo ai clan camorristici campani nel giro di pochi giorni. E' stato infatti arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna il latitante Pasquale Russo, 62 anni, capo storico ed indiscusso dell'omonimo clan camorristico, latitante dal maggio 1993 ed inserito da oltre 16 anni nell'elenco dei 10 latitanti più pericolosi, più volte condannato all'ergastolo per vari omicidi e per associazione per delinquere di tipo mafioso. La sua famiglia era stata coinvolta nella sanguinosa guerra di Camorra contro Cutolo, quando alcuni tra i clan più potenti si unirono per arginare lo strapotere del boss.
E' il secondo arresto eccellente all'interno dello stesso clan. Ieri era stato catturato dalla polizia il fratello minore, Salvatore. L'arresto di Pasquale Russo è frutto delle indagini effettuate dai carabinieri insieme al Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli a cui sono arrivati i complimenti del presidente del Senato Renato Schifani: "E' una ulteriore vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata".
Gli agenti hanno fatto irruzione in un casolare di Sperone (Avellino) sorprendendo il latitante insieme al fratello Carmine, 47 anni, anche lui ricercato dal 2007 ed inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi. All'interno del rifugio i militari hanno trovato diverse armi e un complesso sistema di sorveglianza: lo spazio esterno era sorvegliato anche da visori notturni in grado di segnalare ai camorristi l'avvicinarsi di persone estranee.
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