Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    ...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    24,404
     Likes dati
    3,535
     Like avuti
    3,716
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito splendore dei trascendentali





    «Quando la Scolastica parla della bellezza, essa intende con questo un attributo di Dio»: così Ernst Robert Curtius, al paragrafo 3 del capitolo 12 del suo libro capitale Medioevo europeo e letteratura latina, chiudeva il problema dell’esistenza di un’estetica (nel senso moderno del termine) medievale.

    Gli rispondeva Umberto Eco, vent’anni dopo, nella sua tesi di laurea su Tommaso d’Aquino: «E tuttavia la cultura medievale è ricca di documenti che ci mostrano come esistesse una attenzione verso il bello sensibile, la bellezza delle cose di natura e degli oggetti d’arte […]. Il “campo d’interesse estetico” medievale [era] enormemente più dilatato del nostro. Paradossalmente non è il medioevo che non aveva un’estetica: è il mondo moderno che ne ha una troppo angusta […]. Il medievale non riusciva a distinguere (sul piano terminologico) tra un sentimento di ammirazione provato di fronte a un tramonto o alla grandezza di Dio, e il sentimento di ammirazione provato di fronte a una statua (che noi reputeremmo oggi “opera d’arte”) e la bellezza di un bel vaso di porfido (che noi reputeremmo oggi “opera d’artigianato”). Tutto questo è indiscutibile, e basterebbe il campo semantico coperto dal termine ars, giusta l’uso greco, per convincersene. Ma affermare che in una data epoca la categoria dell’esteticità era più diffusa (estensionalmente parlando), di quanto non lo sia oggi, non significa affatto che non esistesse la nozione (e il sentimento vissuto) dell’esteticità. Si dovrà al massimo parlare di un modello culturale in cui i valori (che per noi sono distinti) appaiono integrati, come bellezza e bontà mortale erano integrati nella nozione greca di kalokagathìa» (Il problema estetico in Tommaso d’Aquino, Milano 1970, pp. 22 e 28).

    Per lo stesso Tommaso, in effetti, la possibilità di un diletto completamente estraneo al godimento tattile (cioè di un piacere “estetico”), è esclusiva dell’uomo in quanto animale razionale. Così, mentre a riguardo dei sensi esiste un dovere di temperanza, con questo tipo di piacere cade ogni esigenza di controllo: Homo autem delectatur secundum alios sensus non solum propter hoc, sed etiam propter convenientiam sensibilium. Et sic circa delectationes aliorum sensuum, inquantum referuntur ad delectationes tactus, est temperantia, non principaliter, sed ex consequenti. Inquantum autem sensibilia aliorum sensuum sunt delectabilia propter sui convenientiam, sicut cum delectatur homo in sono bene harmonizato, ista delectatio non pertinet ad conservationem naturae. Unde non habent huiusmodi passiones illam principalitatem ut circa eas antonomastice temperantia dicatur (S. Th. IIa IIae, q. 141 a. 4 ad 3).

    Da qui, ma non solo da qui, deriva la polemica sull’inserimento o meno del pulchrum nel novero dei trascendentali, cioè delle proprietà intrinseche dell’Essere. L’elenco discusso da Tommaso nelle questioni De Veritate, composte tra il 1256 e il 1259, comprende infatti unum, res, ens, aliquid, bonum, verum, ma non considera pulchrum.

    La trascendentalizzazione del Bello si affaccia più tardi, nel commentario a Dionigi Areopagita, rivelando una sorta di entusiasmo e di ottimismo estetico nei confronti del cosmo, quasi un corrispettivo dottrinale del “Cantico delle creature” di san Francesco, dove il Signore è “laudato per” (ossia attraverso) le sue creature. La bellezza reperibile nelle cose, in tutte le cose, non è più semplicemente riflesso, bensì partecipazione di un bello che si identifica in definitiva con l’Essere: Dio è supersubstantiale pulchrum, ed è detto Bellezza quod omnibus entibus creatis dat pulchritudinem, secundum proprietatem uniuscuiusque.

    Maritain, com’è noto, risolve la faccenda in Art et scolastique, definendo il Bello come «la splendeur de tous les transcendentaux réunis»: forzatura ed eccesso interpretativi, certamente, ma quanto mai felici.

    http://piccolozaccheo.splinder.com/

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    973
     Likes dati
    20
     Like avuti
    60
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: splendore dei trascendentali

    « Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti in quanto questa deve essere possibile a priori »


    (I. Kant, Critica della ragion pura,)

 

 

Discussioni Simili

  1. Lo splendore degli Dei
    Di Zed nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 30-12-14, 15:53
  2. Ed ecco l’islamo-sionismo in tutto il suo splendore
    Di amaryllide nel forum Politica Estera
    Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 17-05-13, 16:24
  3. SCANDINAVIA: lo splendore di una Chiesa minoritaria
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 25-03-10, 11:05
  4. Che cosa sono i trascendentali?
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 30-04-05, 18:01

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito