Patetici gli sforzi degli azzurri per presentarci come terrorismo la gloriosa resistenza del nobile popolo iracheno (belle queste parole, certo faranno battere il cuore anche ai vecchi trotzkysti come Pfb)
Secondo i nostri destri chi si lancia contro i tanks armato di forconi o vecchi fucili da caccia è un terrorista chi invece scatena l' operazione "shock and awe" è un benemerito.
Questa è resistenza, cari miei. Non terrorismo. Questi non son più i "pochi reparti rimasti fedeli a Saddam" con i quali, a guerra finita, giustificaste il perdurare di scaramucce. Questi sono vecchi, donne e bambini che stanno protestando, si stanno ribellando di fronte alla distruzione della loro terra, le loro case, i loro averi.
Dice, ma poi tra qualche anno, quando la democrazia funzionerà finalmente a pieno regime, ci ringrazieranno del regalo.
Curiosi questi regali che i conservatori vecchi e nuovi ci assicurano come pensati sopratutto per il nostro bene, il bene delle classi meno abbienti, del popolo. Come il taglio delle tasse all' interno o l' esportazione della democrazia all' esterno.
Sono regali destinati a noi, giurano, ma stranamente all' inizio funzionano a meraviglia solo per i ricchi, per le classi dominanti. Poi, ma solo poi, se resta qualche briciola, finirà nelle nostre tasche. A babbo morto, insomma. Quando ormai saremo stremati da anni di disoccupazione o di occupazione americana, come nel caso degli iracheni.
No, grazie. Di simili regali ne facciamo volentieri a meno.
g.guelfi




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