Bellinzona, 20 ottobre 2009
Ticino, scudo fiscale e rapporti con l’Italia: la Confederazione reagisca!
Signor Presidente della Confederazione,
l’atteggiamento assunto dall’Italia nei confronti del nostro Paese, in particolare l’obbligo di rimpatrio dei capitali amnistiati e le modalità aggressive con cui è promosso con appostamenti alla frontiera, filmati, lettere ingiuntive agli emigrati rimpatriati dalla Svizzera, solleva nel Ticino, e non solo, l’interrogativo sulla sua compatibilità con i rapporti tra Stati amici e, soprattutto, con gli Accordi bilaterali conclusi con l’Unione europea. Un interrogativo che dovrebbe essere attentamente vagliato anche dall’Autorità federale.
In contrasto con l’atteggiamento dell’Italia nei confronti del Ticino e della Svizzera,
quotidianamente entrano liberamente nel Ticino 44 mila frontalieri. Inoltre, sulla scorta dell’accordo relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri concluso tra la Svizzera e l’Italia il 3 ottobre 1974, che attribuisce alla Svizzera il diritto di tassare il salario percepito dal frontaliero attivo nel nostro Paese,
il Ticino deve riversare quasi il 40% di quanto prelevato direttamente sul conto apposito presso la Cassa statale centrale di Roma. Questa provvede in seguito al riversamento di quanto ricevuto ai Comuni italiani di frontiera. Nel 2006 l’importo è stato di oltre
54 milioni di franchi.
Per contro,
l’analogo accordo stipulato nel 2006 dalla Svizzera con l’Austria prevede il riversamento soltanto del 12,5%, rispetto al quasi 40% in vigore con l’Italia. La differenza è significativa e questa discriminazione a scapito del Ticino appare assolutamente ingiustificabile.
Per di più, per questa procedura
non v’è alcuna reciprocità: l’Italia infatti
non ristorna nulla alla Svizzera per i “frontalieri ticinesi” e i mancati introiti per i Comuni di frontiera della Svizzera sono rilevanti.
Appare evidente come
il trattamento nei confronti dell’Italia sia estremamente generoso e difficilmente sostenibile in un momento in cui:
- la situazione congiunturale nel nostro Cantone è costantemente in peggioramento;
- non esiste su questo ristorno di tasse prelevate in Svizzera nessuna reciprocità;
- lo Stato italiano, con lo scudo fiscale e una sua promozione aggressiva, sta pesantemente minacciando l’economia cantonale, con conseguente perdita di posti di lavoro e importanti riduzioni di entrate per gli Enti pubblici.
Urge quindi al più presto una reazione all’offensiva dello Stato italiano nei confronti della piazza finanziaria elvetica e da subito una compensazione finanziaria da parte della Confederazione per le ingenti mancate entrate per la casse pubbliche ticinesi.
Considerato quanto esposto, i sottoscritti Capigruppo al Gran Consiglio ticinese invitano il Consiglio federale a:
1. predisporre da subito, come misura transitoria urgente quale contropartita alla penalizzante situazione con l’Italia, il ristorno diretto al Ticino da parte della Confederazione o il congelamento nel nostro Cantone di almeno il 50% di quanto è annualmente riversato nelle casse italiane in virtù dell’accordo del 1974.
2. accelerare il negoziato attualmente in atto per una revisione della Convenzione contro la doppia imposizione fra il nostro Paese e l’Italia, nell’ambito della quale dovrà essere assicurato lo stralcio della Svizzera dalle liste nere italiane e ciò a motivo, non da ultimo, della recente uscita della Svizzera dalla lista grigia dell’OCSE;
3. rivedere in tempi brevi, con l’obiettivo di ottenere condizioni quadro più favorevoli, l’accordo con l’Italia del 1974 sull’imposizione fiscale dei frontalieri italiani, soprattutto alla luce dell’aliquota del 12,5% stipulata nel 2006 con l’Austria;
Non da ultimo, alla luce della difficile situazione congiunturale, i sottoscritti richiamano l’esigenza di affrontare in tempi brevi alle Camere federali la proposta di un’amnistia fiscale a livello federale.
Infine, nell’attuale situazione riteniamo necessaria l’introduzione di una ritenuta fiscale definitiva e liberatoria sui redditi percepiti da residenti di Stati esteri, soluzione recentemente sostenuta dall’Associazione svizzera dei banchieri.
Voglia gradire, signor Presidente, i migliori saluti.
I Capigruppo
Partito liberale radicale Partito popolare Lega dei ticinesi Unione democratica di
ticinese democratico centro
C. Vitta P. Beltraminelli A. Bignasca G. Pinoja
- copia per conoscenza: Lodevole Consiglio di Stato, Residenza Governativa, 6500 Bellinzona.