ETNONAZIONALISTA RICORDATI CHE DEVI MORIRE
…questa frase dovrebbe essere stampata a caratteri permanenti nel pensiero di ogni etnonazionalista. Quella che noi dobbiamo affrontare su questo mondo è una duplice battaglia, una santa milizia per l’affermazione della Verità e Volontà di Cristo primis in noi stessi (sui nostri vizi, debolezze..) e poi della Sua Regalità nella società civile. Una battaglia terrena (difesa della famiglia, della vita…) e una soprannaturale (salvezza dell’anima ). Sono dure, difficili e necessitano impegno e coraggio.
1) La battaglia soprannaturale è quella per la salvezza della nostra anima.
La battaglia più importante di tutte. Dobbiamo sempre avere in mente che la permanenza su questa terra è limitata, sfuggente, ingannevole. Una macchina domani mattina ci potrebbe schiacciare, potremmo scivolare sulla buccia di una banana spaccandoci la testa…. ed allora non ci sarebbe più nulla da fare. FINE! STOP! La morte chiuderebbe la nostra “causa” (la “nostra pratica” potremmo definirla, un “curriculum vitae” davvero dettagliato…) su questa terra per passare la “nostra pratica” al Gudice supremo: affidarci al giudizio di Dio. Improvvisamente potremmo trovarci dalla comoda e rassicurante bambagia dei nostri vizi al confronto faccia a faccia con Dio. Allora la nostra causa terrena non sarebbe più modificabile: potremmo piangere, dimenarci, dire “se avessi avuto più tempo..”, tremare, supplicare…ma Dio che è Giustizia infinita esprimerebbe il Suo giudizio senza sconti. Paradiso. Purgatorio. Inferno… Pensate un attimo all’inferno. Se oggi i vostri dolori fisici, le ansie, i dispiaceri vi sembrano duri da sopportare pensate all’inferno: una eternità di dolore. Siamo troppo limitati nel nostro pensiero, nella nostra mente per capire cosa significhi eternità... siamo creature limitate. Ebbene: 1000 anni sono tanti vero? In mille anni siamo passati dal cavallo alla nave spaziale. Beh al confronto con l’eternità sono niente. Quando sarete senza speranza. Si dovesse patire 1000 anni? Sareste contenti. Almeno si avrebbe un inizio ed una fine. Potreste stringere i denti e attendere la fine del vostro tormento. Ma non vi sarà fine. Pensate al dolore infinito che vi provocherà la fiamma infernale. Al dolore spirituale della mancanza di Dio (un vuoto senza fine) ma anche fisico (ricordiamo che il nostro corpo si unirà all’anima nel godimento o patimento del giudizio di Dio) che sarà eterno. E allora davanti all’eternità quanto vi sembrerà stupido non esservi confessati quella volta che potevate. Non avere detto (per prudenza se non per convinzione) :"Oggi cambio vita".


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