AN: FISCO E FAMIGLIA, LE NOSTRE PRIORITÀ

Oggi una delegazione di ministri guidata da Fini incontrerà il titolare dell’Economia in vista della Finanziaria. Alemanno: “Con la collegialità e il dialogo sociale l’Italia può rimettersi in moto”

ROMA 17/9/04. Nel giorno in cui il ministro Siniscalco strappa applausi agli industriali promettendo sviluppo e competitività, il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno illustra il “pacchetto An” per la Finanziaria frutto di un approfondito confronto con la classe produttiva e le forze sociali: le priorità di An sono il rilancio del sistema industriale del Paese, il sostegno allo sviluppo dell’apparato produttivo del Mezzogiorno e gli interventi su fisco e welfare in favore della famiglia e dei ceti medio-bassi. Temi sui quali la delegazione di ministri di An, capeggiata dal vicepremier Gianfranco Fini, oggi discuterà direttamente con il ministro dell’Economia.
Ministro Alemanno, lei aveva “sospeso” il giudizio su Siniscalco in attesa di verificarne nei fatti i buoni propositi. Fino ad ora c’è stata l’auspicata svolta verso la collegialità?
Sicuramente il ministro ha dimostrato massima disponibilità al confronto con le forze politiche e una maggiore attenzione al dialogo sociale. Ma dall’incontro che avremo con Siniscalco avremo indicazioni più precise sul metodo di lavoro in preparazione della Finanziaria.
Cosa intende An per rilancio della competitività?
Si parte dal pacchetto “made in Italy” proposto dal viceministro Urso, che punta a favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane fornendo loro adeguato sostegno. Più in generale, stiamo studiando misure di incentivazione, strumenti per aumentare la capitalizzazione e favorire gli investimenti sulla ricerca scientifica. Ma lo sviluppo passa anche attraverso il sostegno ai piani di infrastrutturazione e una diversa gestione dei fondi rotativi da attribuire direttamente ai ministeri competenti sulla base dei diversi settori produttivi.
Il capitolo Sud merita un discorso a parte.
An ritiene necessaria una maggiore attenzione nei confronti dell’apparato produttivo meridionale. Saranno modificati i meccanismi di incentivazione per legarli all’effettività produttività e stiamo valutiamo l’ipotesi di una fiscalità differenziata, per l’Irap, compatibilmente con le autorizzazioni della Ue.
In Finanziaria bisognerà stabilire anche delle priorità rispetto all’utilizzo della leva fiscale.
Sarà possibile, in base alle risorse, agire sia sul fronte dell’Irap che su quello dell’Irpef?
Sicuramente riteniamo fondamentale, in prima battuta, agire sulla base imponibile dell’Irap perché ha effetti immediati sulla crescita dell’occupazione e sulla creazione di ricchezza da parte delle imprese, così come in questa direzione possono andare eventuali interventi sull’Iva. Ma è altrettanto importante lavorare anche per rilanciare i consumi e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Per questo
motivo, se le risorse ce lo consentiranno, An ribadirà la sua richiesta di intervenire sulle aliquote Irpef in favore dei redditi medio-bassi.
L’ipotesi di sforare il tetto del 2% sui contratti pubblici, formulata da Fini, ha provocato qualche reazione negativa nella maggioranza...
Mah, sicuramente An non vuol essere il partito della spesa pubblica, ma realisticamente risulterebbe difficile chiudere i contratti sulla base del tetto del 2%. Sarebbe bene non fare demagogia alla rovescia...
Il dialogo sociale sembra, comunque, portare buoni risultati, dopo un periodo di blackout.
Il rischio di un autunno caldo è ancora reale?
Il buon esito delle trattative su Alitalia sta dimostrando che lo scontro sociale, come sosteniamo noi da
tempo, non paga. Mi auguro che i segnali di attenzione che questo governo sta dimostrando sul fronte
della politica dei redditi, convincano anche l’ala più dura del sindacato a non interrompere il dialogo, anche su un tema spinoso come quello delle pensioni. I segnali di disponibilità da parte di alcune sigle
sindacali sono confortanti, sta a noi adesso raccoglierli.
C’è aria di ottimismo nella Cdl, merito anche dell’accordo sul federalismo. A cosa è dovuto
questo improvviso raffreddamento delle tensioni?
Sicuramente alla maggiore disponibilità del ministro dell’Economia, ma anche a una ritrovata coesione
sui programmi. Per esempio, sulle riforme, il ministro Calderoli si è rivelato persona flessibile e intelligente.
Coinvolgere l’opposizione sulle riforme è un’utopia?
E’ una speranza, ma finora il Centrosinistra ha giocato al ribasso. La proposta di Amato sulla Costituente poteva essere una base di discussione, anche se non alternativa all’iter parlamentare in corso, ma a completamento di un percorso da fare comunque nella seconda parte della legislatura.
E l’appello di Ciampi? Qualcuno ha cercato di strumentalizzarlo?
Purtroppo sì, ma il pensiero del Capo dello Stato non si prestava a interpretazioni. Il presidente ha parlato in difesa dei valori nazionali, sollecitando la più ampia convergenza sulle riforme. Noi abbiamo
dimostrato, con la clausola dell’interesse nazionale e i tentativi di dialogo con l’opposizione, di muoverci in questa direzione.
Fonte : Secolo d'Italia
Autore : Luca Maurelli